Un team di ricercatori dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera ha scoperto in  Madagascar una nuova specie di geco in grado di sfilarsi la pelle e scappare se minacciato dai predatori.  Lo studio è stato successivamente pubblicato sulla rivista PeerJ.

I biologi avevano trovato i primi esemplari nel 2004 nella Riserva speciale dell’Ankarana nel Madagascar settentrionale, ma i gechi in questione furono inizialmente scambiati per dei G. megalepis, molto simili nell’aspetto. Grazie ad analisi genetiche  e una scansione dello scheletro è stato possibile identificare meglio l’animale e capire che si tratta di nuova una razza.

Il geco, a cui è stato attribuito il nome di Geckolepis megalepis, ha caratteristiche differenti rispetto alle specie imparentate. L’autore dello studio Mark Scherz ha spiegato le sue peculiarità: «Le squame di questa specie sono più grandi rispetto a quelle di rettili simili. Crediamo che questo consenta al geco si togliersi la pelle con maggiore facilità. Si tratta di una tecnica di sopravvivenza raffinata che consente all’animale di confondere i predatori e mettersi in salvo.».

Il meccanismo di difesa utilizzato da Geckolepis megalepis è molto simile a quello delle lucertole che, se minacciate, possono staccarsi una parte di coda e farla ricrescere in poco tempo. Alla base della pelle è presente la cossi detta ‘’zona di strappo’’, uno strato di cute che consente di far cadere le squame senza alcuna fuoriuscita di sangue.

Grazie alle cellule staminali la pelle è in grado rigenerarsi nel giro di poche settimane. Il processo di rigenerazione avviene in un ambiente umido. Una volta persa le pelle il Geckolepis megalepis cerca un riparo sicuro e si rintana finchè non si è rigenerata del tutto.  Il geco, infatti, non si presenta mai ai suoi simili con la carne esposta.

Gli incendi dolosi e le attività minerarie hanno messo a repentaglio la vita dei gechi e di altri animali autoctoni del Madagascar, area che ospita 350 specie di rettili differenti tra loro e pertanto la la specie è stata inclusa dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) nella lista delle specie quasi minacciate.  Scherz e il suo team chiedono al Governo locale delle misure per preservare questo hotspot della biodiversità.

Vincenzo Nicoletti

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