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Ragione o Sentimento?

L’eterna contrapposizione è raccontata finemente dalla penna di Jane Austen, la « la più perfetta artista tra le donne, la scrittrice i cui libri sono tutti immortali », (come diceva di lei Virginia Woolf).
In uno dei suoi più celebri libri, “Ragione e Sentimento”, ad incarnare questa dicotomia sono due sorelle: Elinor e Marianne Dashwood.

La prima versione del romanzo fu elaborata dall’Austen all’età di diciannove anni. Scritto in forma epistolare, l’originario “Elinor and Marianne” fu sottoposto ad un intenso lavoro di rielaborazione. La stesura del romanzo fu quindi completata e l’ultima versione di “Sense and Sensibility” (titolo definitivo che assunse l’opera) fu accettata dall’editore Thomas Egerton. Le spese di pubblicazione furono a carico dell’autrice, ma il successo del libro la ripagò largamente (l’opera fu tradotta addirittura in francese, mentre la Austen era ancora in vita). Come i successivi anche questo primo romanzo fu pubblicato in forma anonima da questa misteriosa signora, A Lady.

Come detto, le protagoniste del romanzo sono due sorelle che appaiono ad una prima lettura completamente opposte l’una all’altra. Alla morte del padre, Elinor e Marianne (insieme alla madre e alla sorella minore) sono costrette ad affrontare il sopraggiungere di diversi problemi economici, un trasferimento e soprattutto delusioni d’amore.

Elinor si innamorerà corrisposta di Edward Ferrars, un uomo tranquillo e gentile. Il loro amore sarà tuttavia ostacolato dalla famiglia di lui e dal fidanzamento segreto del ragazzo. Marianne, invece, si innamorerà follemente di un uomo di temperamento ben diverso: John Willoughby, un giovane attraente, ma egoista e dai comportamenti tutt’altro che onorevoli. Marianne soffrirà incredibilmente per quest’amore, manifestando apertamente il suo dolore.

Due tipi di amore diversi, così come lo sono le due sorelle. Elinor rappresenterebbe la prima parte del titolo, la “ragione”, proprio per il contegno che mantiene in tutta la fase dell’innamoramento e successiva delusione. Diversa è la reazione di Marianne, ben più “sentimentale“.

La differenza sostanziale tra le due donne non sta tanto nell’intensità dei sentimenti che provano, ma nel modo in cui esternano le proprie emozioni. E così la razionale, a tratti fredda e distaccata, Elinor appare incomprensibile agli occhi della sorella. Così capace di dominare i suoi sentimenti e se stessa, mantenendo compostezza e contegno, oltre che un linguaggio adatto ad ogni situazione.  

La vivacità e istintività di Marianne, d’altro canto, la porta ad esasperare le sue gioie e i suoi dolori. Vive i suoi sentimenti in modo viscerale: passionale e romantica, a tratti si dimostra incosciente e sprezzante dell’opinione pubblica.

Le due sorelle, tuttavia, non vanno intese come opposte, ma come speculari. E così il titolo è più agevolmente spiegato: entrambe le sorelle sono sia “ragione” che “sentimento” ma c’è poi una parte che predomina sull’altra. È altresì vero che l’originale titolo inglese “Sense and Sensibility” contiene una sfumatura leggermente diversa di significato, tale da allontanare qualsiasi semplificazione linguistica e quella dicotomia così marcata tra i due opposti (e di conseguenza qualsiasi bipartizione netta tra le due donne).

Sense” è inteso come “senno”, ossia l’applicazione alle situazioni e al comportamento di un certo rigore e razionalità; come quella che caratterizza il contegno e il linguaggio in ogni occasione di Elinor.

“In quel momento, se non fossi stata obbligata al silenzio, forse nulla mi avrebbe trattenuta interamente, nemmeno ciò che dovevo alle persone più care, dal mostrare apertamente come fossi davvero infelice.”

L’intensità dei sentimenti di Elinor per Edward è ben evidente in questa frase; ma riesce lo stesso a dominare il dolore, evitando di mostrarlo apertamente a chi la circonda.

Sensibility” indica, invece, la capacità di “sentire” in modo più intenso, di percepire amore e bellezza ad un livello più profondo. Quella passionalità che contraddistingue il personaggio di Marianne e che poi la stessa imparerà a dominare.

Entrambe le sorelle affronteranno un processo di maturazione che le renderà capaci di trovare un equilibrio tra queste due parti dell’animo umano. Marianne, con il tempo e le delusioni, arriverà a tenere sotto controllo i suoi sentimenti. Sposerà alla fine un uomo, il Colonello Brandon, che imparerà ad amare pian piano. Ed è qui l’enorme svolta del personaggio: l’amore di Marianne per Brandon è di certo meno intensorispetto a quello che aveva provato per il libertino Willoughby ma è più maturo, cresce e si nutre giorno per giorno, senza slanci passionali e dolori ingestibili.

E così il sentimento domina la ragione e viceversa, in un costante gioco di intrecci e ribaltamenti.

I libri di Jane Austen negli anni hanno dato vita a diversi adattamenti cinematografici e televisivi. La più famosa versione cinematografica di “Ragione e Sentimento” è del 1995 ed è diretta da Ang Lee. Il film vanta un cast di tutto rispetto, dalle straordinarie Emma Thompson e Kate Winslet nei panni delle due sorelle Dashwood (entrambe candidate all’Oscar per le loro interpretazioni) a Hugh Grant e il compianto Alan Rickman (rispettivamente Edward Ferras e il Colonnello Brandon).

Il film ha ottenuto diverse nomination agli Oscar e ai Golden Globe, decantata è stata soprattutto la bravura delle due protagoniste. L’Oscar la Thompson l’ha pure ottenuto, ma per la “Miglior Sceneggiatura Non Originale” e non come “Migliore Attrice Protagonista”.

Ben più recente è l’adattamento televisivo del 2008; diretta da John Alexander, la miniserie è divisa in tre parti ed è andata in onda sulla BBC. Proprio nel giorno di San Valentino, Laeffe (Sky 135) ha deciso di programmare una maratona e manderà in onda i tre episodi a partire dalle 21.10.

Questo romanzo della Austen, scritto più di 200 anni, può essere ancora attuale e l’occasione per riflettere sul conflitto insanabile che regola i rapporti d’amore: ragione o sentimento?

Vanessa Vaia

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Vanessa Vaia nasce a Santa Maria Capua Vetere il 20/07/93. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Classico, si iscrive a "Scienze e Tecnologie della comunicazione" all'università la Sapienza di Roma. Si laurea con una tesi sulle nuove pratiche di narrazione e fruizione delle serie televisive "Game of Series".