Ridurre qualsivoglia spreco è ormai l’obiettivo di quasi tutte le aziende. Molte per riuscire nell’intento provano a formare le generazioni sin da piccole: un esempio calzante è l’introduzione delle doggy bag nelle scuole elementari di cui in passato già scrivemmo. Non si può, però, agire soltanto sulle future generazioni, ma bisogna istruire anche quelle odierne.

Ecco perchè la Barilla Center for Food & Nutrition ha dato il via al progetto City Monitor . L’obiettivo della nota azienda italiana è creare un nuovo ordine di sostenibilità alimentare e porre fine agli sprechi di cibo che oggigiorno hanno raggiunto cifre intorno all’1,3 miliardi di tonnellate, quantità quasi quattro volte superiore al fabbisogno alimentare dell’intera popolazione terrestre.

Il progetto, ancora in fase pilota, prevede un City Monitor per monitorare le abitudini di consumo e le dinamiche alimentari in 16 città internazionali: Parigi, Mosca e Milano per il continente europeo, Lagos e Johannesburg per quello africano, Dubai e Tel Aviv per il Medioriente, Mumbai, Shangai e Kyoto per l’Asia , San Francisco e Toronto per l’America del Nord e Belo Horizonte e Città del Messico per quella del sud.

Lo scopo dell’iniziativa è far capire in primis ai Governi mondiali e poi ai cittadini che si può produrre meno e imparare ad utilizzare solo il necessario evitando inutili sprechi. “L’idea del City Monitor non è tanto quella di creare una competizione fra città, ma di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e dei decisori politici tanto i problemi, quanto le buone pratiche rilevate in giro per il mondo, perché siano da esempio e da incentivo a fare meglio ha detto a riguardo Katarzyna Dembska, ricercatrice del Barilla Center for Food & Nutrition.

Il progetto presenta, però, alcuni limiti. La studiosa del Barilla Center for Food & Nutrition ha spiegato : “Ciò che avviene a livello di territorio nazionale, non è quasi mai rappresentativo delle grandi aree urbane e delle megalopoli che hanno un loro modo peculiare di consumare e sprecare. Altro grave problema è l’abitudine a mangiare fuori casa che obbliga qualsiasi individuo ad eccedere nella propria ed adeguata dieta alimentare.”

Altri oggetti d’indagine da parte dei ricercatori del BCFN sono le politiche innovative su riciclo e ridistribuzione messe in atto dai Governi Mondiali tra cui quella inerente i rifiuti. La nota città americana San Francisco ha già avviato studi innovativi riguardo nuove politiche di ridistribuzione e riciclo. Si spera che altre città mondiali la seguano a ruota.

Eugenio Fiorentino

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