tornado fujita caserta

«Nella serata di ieri, lunedì 12 marzo, una tromba d’aria si è generata nel casertano e nel giro di pochi minuti è diventata un vero e proprio tornado classificato poi F2 su una scala di 5 livelli», spiega il Centro Meteo Italiano.

Il tornado conta 8 feriti, di cui un 19enne in gravi condizioni, ricoverato in Rianimazione. Molte famiglie sono state sfollate a causa dell’inagibilità delle abitazioni e le scuole sono state chiuse «al fine di procedere a una verifica di eventuali danni provocati alle strutture scolastiche», spiega il commissario straordinario del Comune di Maddaloni.

La Scala Fujita

Definita una misura empirica dell’intensità di un tornado, la Scala Fujita è applicabile solo dopo l’accaduto e non prima. Questo perché si stabilisce il grado di gravità in base ai danni arrecati.

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Scala Fujita

Come possiamo notare dall’immagine, i danni possono essere:

  • leggeri (caduta di rami, danni ai comignoli e cartelli stradali divelti)
  • moderati (danneggiamento di case prefabbricate, tegole divelte, auto fuori strada)
  • considerevoli (distruzione di case prefabbricate, sradicamento di interi alberi, scoperchiamento di tetti, ribaltamento dei veicoli)
  • gravi (case di mattoni danneggiate, abbattimento di muri, ribaltamento di treni ed auto)
  • devastanti (distruzione totale di case in mattoni)
  • incredibili (case sollevate dalle fondamenta)

Come abbiamo già detto, l’entità del tornado nel casertano, facendo riferimento alla Scala Fujita, è un F2.

Tornado e tromba d’aria sono la stessa cosa?

Sì, sono la stessa cosa. Ciò che li differenzia è il grado di intensità, almeno in Italia. Nel nostro Paese si verificano dalle otto alle dieci trombe d’aria all’anno, soprattutto in Lazio, Sicilia e Friuli. «Nelle trombe d’aria “italiane” di solito il mulinello ha un diametro di 50-150 metri, con venti che ruotano intorno al centro del mulinello alla velocità di 100-150 km/ora, mentre l’imbuto si sposta insieme alla nube temporalesca alla velocità di circa di 30-40 km/ora». Dunque, per noi è assolutamente impensabile che un tornado, cioè (in Italia) una tromba d’aria di intensità maggiore rispetto al solito, possa scagliarsi sulle nostre abitazioni.

In un’intervista i meteorologi del Centro Epson Meteo hanno spiegato che «è senz’altro possibile prevedere le condizioni generali che rendono probabili la formazione di un temporale violento – spiegano – ma nessun modello è ancora in grado di simulare nel dettaglio e con sufficiente anticipo la formazione di un tornado. In questi casi l’unica arma a disposizione è la prevenzione, unita ad un’attenta sorveglianza (ad esempio mediante i radar) delle condizioni in atto qualora sia giustificata ed emessa un’allerta».

Come ripararsi

Per ripararsi da un possibile tornado o tromba d’aria, bisogna cercare di rintanarsi ai piani inferiori, mai in mansarda in quanto il vento potrebbe divellere il tetto. Le finestre possono facilmente frantumarsi, motivo per cui bisogna assolutamente allontanarsi e non pensare di chiuderle: il calo barometrico potrebbe farle esplodere. Staccare il gas è molto importante poiché i danni del vento potrebbero causare perdite. Come abbiamo potuto notare in precedenza, le strutture prefabbricate non sono molto sicure (potrebbero essere spazzate via o crollare), per cui non bisogna rifugiarsi in esse. In caso non ci fosse alcun modo per ripararsi, bisogna cercare e stendersi in un avvallamento di terreno.

Il cambiamento climatico

Se è vero che gli eventi atmosferici non possono essere domati, è pur vero che l’uomo non fa altro che scagliarsi ogni giorno contro la natura. Sebbene uno studio pubblicato su Science parli dell’insufficienza di prove nell’attribuire un tornado al surriscaldamento globale, si è verificato un aumento di questi dagli anni ’70. Una cosa è certa: un mare con temperatura sopra la media è in grado di generare un tornado molto più facilmente. Ma il deficit ecologico ci fa comprendere come per la maggior parte della popolazione il cambiamento climatico non sia da considerare realmente.

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Fonte: www.wwf.it/overshootday.cfm

 

Ilaria Cozzolino

1 commento

  1. Scusatemi ma ci sono delle incongruenze:
    1.”Sì, sono la stessa cosa. Ciò che li differenzia è il grado di intensità, almeno in Italia”.
    – non ci sono differenze. Sono la stessa cosa e la scala Fujita è identica in tutto il mondo. Un tornado F0 è un tornado tanto quanto un tornado F5.

    2.”soprattutto in Lazio, Sicilia e Friuli”.
    -in Italia E’ il Veneto la regione più colpita dai tornado,seguito da quelle da voi citate.

    3.”Nelle trombe d’aria “italiane” di solito il mulinello ha un diametro di 50-150 metri, con venti di 100-150 km/ora, …è assolutamente impensabile che un tornado di intensità maggiore rispetto al solito, possa scagliarsi sulle nostre abitazioni”.
    -state analizzando un tornado italiano F2 con venti di 180-250km/h ed affermate che è “assolutamente” impensabile che un tornado più intenso di 100-150km/h possa abbattersi sulle nostre case? L’affermazione si smentisce da sola. Vi ricordo il tornado F3 in Brianza del 2001, F3 nell’Emilia del 2013, F4 di Dolo nel 2015, F2/3 Ladispoli/Cesano nel 2016, F2 Terracina nel 2017.

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