Home Rubriche Il Ventre di Napoli A Napoli il ponte della resistenza è quello di Lenuccia

A Napoli il ponte della resistenza è quello di Lenuccia

Fonte: Napolisera.it

C’è a Napoli un ponte della resistenza che unisce Via Santa Teresa degli Scalzi con corso Amedeo di Savoia: è il ponte di Lenuccia, ovvero di Maddalena Cerasuolo, ed è tutto al femminile.

Chi è Maddalena Cerasuolo? Maddalena, detta “Lenuccia” è oggi simbolo di liberazione e resistenza in un periodo storico molto delicato per l’Italia e per la città di Napoli che si trovó a fronteggiare l’invasione nazifascista resistendovi fino all’ultimo con le rinomate Quattro Giornate. Maddalena, o Lenuccia, all’epoca era una giovane donna di 23 anni che ovviamente aveva desideri, sogni, obiettivi. Eppure sentì forte la necessità di porsi in prima linea nei giorni più caldi della Seconda Mondiale. Lenuccia era un’operaia, ma dimostrò di essere un’antifascista e una partigiana dentro.

Fonte: Associazione Culturale Maddalena Cerasuolo, ponte della Sanità

Suo padre era un operaio, precisamente un cuoco all’interno della fabbrica dell‘Ansaldo, ma un grande oppositore del regime fascista; per cui scorreva nel sangue di Lenuccia il coraggio antifascista, la partecipazione come senso di libertà, l’emancipazione come diritto. Seguì da subito le orme del padre salvando il Ponte della Sanità minacciato dai tedeschi, i quali, sconfitti dalla resistenza partenopea, cercarono di minarlo. Lenuccia, insieme ad un gruppo di partigiani, riuscì ad impedire un tale progetto di guerra.

Tanto era il talento di una così giovane partigiana che i servizi segreti le chiesero di collaborare. Lenuccia accettó e nel frattempo, il 24 maggio del 1946, ricevette una medaglia di bronzo al valor militare per l’essenziale ed indispensabile impegno prodotto nel corso delle Quattro Giornate di Napoli. Lenuccia fu davvero coraggiosa: in un momento storico così delicato decise di non sentirsi esclusa da una tale responsabilità, ed in tutta la sua ingenuità ed inconsapevolezza, oggi sappiamo che quella sua resistenza avrebbe segnato la storia. Perché come dice Francesco De Gregori: “La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso”. Lenuccia aiutó la sua città, fianco a fianco con gli uomini portò Napoli ad essere la prima città italiana a liberarsi autonomamente dall’occupazione nazifascista.

Rischiando la sua vita in difesa del Ponte della Sanità, a Maddalena Cerasuolo è dedicata una targa in suo onore, ma tanti furono i riconoscimenti che ricevette ancor prima della morte sopravvenuta nell’ottobre del 1999, tra cui una canzone “Maddalena“, scritta dal cantautore partenopeo Carlo Faiello. Importante, poi, il contributo dei figli di Lenuccia, i quali hanno contribuito a rendere viva la sua memoria, attraverso scritti, racconti ed interviste. Grazie Maddalena Cerasuolo detta “Lenuccia“.

Bruna Di Dio

Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

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