barriere, solidarietà, beneficenza
Immagine a cura di Tony Baldini

In questo mondo troppo materialista, la parola beneficenza è spesso legata ad una solidarietà fatta di donazioni in contanti o di oggetti materiali. Diventa sempre più raro cercare una solidarietà che sia prima di tutto morale e che funga da supporto a chi soffre e a chi ogni giorno combatte contro le barriere che la società impone.

Per solidarietà morale si intende la volontà di un singolo o di un gruppo di persone che cercano di far evadere tutti coloro che sono sofferenti. In che modo è possibile fare ciò? Non elargendo ingenti somme di denaro, non donando vestiti e scarpe che non ci servono più, bensì provando a creare dei momenti ludici in cui chi soffre può sorridere, può divertirsi e soprattutto smette per un lasso di tempo determinato di pensare alle barriere, alle malattie e ai deficit fisici e psicologici di cui si è afflitti.

Ecco perché un grandioso plauso va a tutti quei giovani volontari che si dirigono negli ospedali, nelle cliniche di cura e di riabilitazione, negli istituti comprensori  per far recuperare quel sorriso che manca ai giovani che sono costretti a stare lì per tentare un qualunque tipo di cura che sia capace di ridare loro quella vitalità e quel sorriso che per qualche assurdo motivo gli è stato strappato.

La beneficenza dei giovani volontari, specialmente nei periodi più intensi dell’anno come le festività natalizie, è apprezzata da tutti, grandi e piccini. Coloro che si occupano della clown therapy svolgono un lavoro davvero ammirevole: nelle fredde stanze degli ospedali, arriva puntualmente un pagliaccio che in maniera simpatica e buffa coinvolge tutti generando sorrisi e spensieratezza.

Sicuramente è fondamentale la beneficenza monetaria: tante volte i soldi servono ad acquistare macchinari salvavita e farmaci sperimentali che sono altrettanto importanti. In alcuni casi è bene anche creare dei progetti impegnando chi soffre: è lodevole cercare di coinvolgere gli ammalati in un’attività di lavoro di gruppo in modo tale da distrarsi dalle inimmaginabili sofferenze. In questo modo, il loro lavoro diviene un importante mezzo per guadagnare il denaro utile per permettersi le giuste cure. Si tratta di una sorta di attività terapeutica che lascia spazio a valori come l’umanità e la solidarietà.  per chi si possa abbrutire tra i tanti e troppi malanni, sfocianti in nefasti pensieri, poiché si è personalmente artefici del proprio salvataggio.

Ovviamente la beneficenza seppur economica e lauta, non deve essere solitaria: è necessario un appoggio anche fisico, morale e mentale per tutti coloro che si trovano con le spalle al muro e per chi è circondato da barriere. Non bisogna lasciare solo chi soffre, ma offrire un qualsiasi aiuto è una mossa quasi scontata per chi ha un cuore colmo d’amore e di sentimenti puri.

La vera beneficenza è quella che abbatte le barriere più brutte, quelle innalzate a mo’ di recinto che tendono ad isolare lascianti gli individui già sofferenti. La vera beneficenza non la compie solo chi ha un portafoglio pieno, ma chi ha un cuore puro che abbatte le barriere mentali.

Qualcuno da ciò ne ha tratto ispirazione, ha tentato di creare vincoli emotivi attraverso una forte empatia, una spiccata solidarietà e attraverso un tatto leggero come un alito di vento. La vera solidarietà è eliminare le barriere della solitudine.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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