Il prossimo sabato 17 Gennaio  la Regione Lombardia, insieme alle associazioni “Obiettivo Chaire” e “Alleanza Cattolica” ha organizzato un convegno dal titolo piuttosto controverso: “Difendere la famiglia per difendere la comunità”.

L’evento in questione ha suscitato non poche polemiche, ed è stato tacciato ben presto di omofobia, in quanto le due associazioni risultano note per essere a favore della cosidetta “terapia riparativa”.

Quest’ultima, chiamata anche “terapia di riorientamento sessuale” è un presunto metodo scientifico che ha come obiettivo quello di rendere eterosessuali gli omosessuali, o quantomeno arginare quei comportamenti che possano risultare equivoci attraverso l’utilizzo di diverse tecniche come la psicoanalisi, la preghiera o addirittura l’esorcismo.

Insomma, risulta essere a tutti gli effetti un metodo per “curare” l’omosessualità come se si trattasse in tutto e per tutto di una malattia.

Eppure, giova ricordarlo, l’omosessualità è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una variante naturale del comportamento umano, e già nel Maggio 1990 l’OMS l’ha depennata dalla lista delle malattie mentali. Risulta quindi inaccettabile che nel 2015, a distanza di venticinque anni da quella presa di coscienza, la si possa ancora definire come una malattia dalla quale si può guarire “semplicemente” e “facilmente” attraverso un percorso terapeutico.

Ancora più esecrabili appaiono, sotto tale luce, i supporti di provenienza istituzionale – quello della Regione Lombardia, nella fattispecie – ad iniziative che ne promulghino la validità e l’utilità.

Ne deriva, in modo abbastanza lampante, l’esigenza di sottolineare l’unicità dell’essere umano in tutte le sue sfaccettature, e il suo diritto di esprimersi liberamente senza essere stigmatizzato attraverso falsi miti o ideologie, né tantomeno discriminato attraverso atteggiamenti che favoriscano l’omofobia e la sua diffusione attraverso canali istituzionali.

In risposta al convegno, si sono mobilitati il Partito Democratico ed i Giovani Democratici, organizzando una contro-manifestazione dal titolo provocatoriamente simile: “Difendere le famiglie per difendere la comunità”, tesa a sottolineare l’importanza dell’integrazione e del contrasto all’omofobia ed alle reali discriminazioni che ledono i nuclei familiari nella società odierna.

Oriana Orefice

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.