Incidenza tumori, Campania maglia nera in Italia

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Associazione Italiana di Oncologia Toracica (AIOT) ogni anno in Italia si registrano circa 38mila nuovi casi di tumore al polmone il  15% dei quali (circa 4.800 pazienti) in Campania.

Nonostante a livello nazionale i casi di tumori sono diminuiti del 2,5% tra il 2008 e il 2016 Il Registro Tumori Campano ha evidenziato in Campania un’incidenza della neoplasia in questione maggiore rispetto alla media nazionale: nel 2015 sono sono stati registrati 3.844 nuovi casi di carcinoma polmonare.

I fattori che hanno portato a un tale incremento sono molteplici. La Campania è la Regione italiana con la più alta percentuale di tabagisti negli ultimi vent’anni con una media di 31% di fumatori contro quella nazionale del 28%. Inoltre la Regione presenta un elevato tasso di inquinamento atmosferico e ambientale: numerose sono le discariche abusive disseminate sul suolo campano in cui vengono bruciate in maniera illecita rifiuti di ogni tipo e gli sversamenti abusivi di industrie e fabbriche nei corsi d’acqua. Numerose aree della Campania presentano un’elevata e preoccupante concentrazione di radon e altri gas tossici e il Fiume Sarno che scorre in un bacino esteso tra la città metropolitana di Napoli e l’agro-nocerino  in provincia di Salerno è considerato il fiume più inquinato d’Europa.

Il Direttore UOC Chirurgia Toracica Ospedale dei Colli Carlo Curcio ha spiegato: “Sui fattori che possono favorire l’insorgenza del tumore del polmone, in primo piano restano, oltre al fumo, l’inquinamento ambientale e atmosferico:  nelle  zone in cui sono presenti discariche abusive dove spesso i rifiuti vengono bruciatisi è registrata una maggiore incidenza tumorale. Oltre ad essere inquinato il sottosuolo, infatti, si registrano nell’aria forti concentrazioni di diossina e altri gas tossici. Se si volesse veramente parlare di prevenzione, bisognerebbe bonificare questi ambienti ad altissimo rischio per la salute pubblica.”

Per scongiurare la presenza di neoplasie bisognerebbe attuare controlli periodici, ma non sempre questo è possibile. Negli ospedali campani le liste d’attesa per un esame possono essere addirittura di 1 anno. A causa del Piano di Rientro la Campania ha dovuto dimezzare molti servizi: la maggior parte degli investimenti sono stati utilizzati per acquistare apparecchiature all’avanguardia penalizzando centri di eccellenza nella cura di queste patologie come l’Istituto Pascale e le Università.  A causa di questo motivo molti malati di tumote si spostano verso il Nord Italia per poter ricevere le cure necessarie, mentre altri addirittura si astengono da esse.

Nicoletta Crescenzo

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