Magnitudo Cagliari sulla Salernitana: 3-0 al Sant’Elia

Il tracollo della Salernitana al Sant’Elia pregiudica parzialmente le speranze di salvezza granata. La strada è in salita e la riuscita di quest’impresa è affidata, ormai, solo alla fortuna.

Non era questa la partita da vincere, è chiaro. Il Cagliari, che si è imposto sugli ospiti per 3-0 grazie alle reti di Salamon (58′), Giannetti (75′) e Sau (80′), non è mai stata una squadra alla portata, già da inizio campionato quando ha iniziato a travolgere gli avversari sull’onda di un’incredibile voglia di ritornare in massima serie. Ecco, la voglia, quella sconosciuta in casa Granata. Sì, perchè lo ”spettacolo” visto oggi a Cagliari dai tifosi Campani giunti in Sardegna a sostenere i propri pupilli è stato dei peggiori. Una squadra brutta, disordinata e,  appunto, svogliata, ma questo lo si era già visto nelle precedenti uscite. E forse è questa la cosa che fa più rabbia: com’è possibile che società e giocatori abbiano mollato la presa proprio all’ultimo, ad un piccolissimo passo dall’insperato traguardo di una stagione che ha avuto poco, se non nulla, di positivo? Vicenza, Ascoli e Modena dovevano essere demolite, per arrivare a Cagliari con l’entusiasmo a mille sulla base del quale si poteva provare anche il colpaccio, sia per mettere in cassaforte la salvezza in anticipo, sia per rimediare a quella debacle, sempre ad opera dei ragazzi di Rastelli, dell’Arechi del 24 Dicembre. E invece ad essere schiacciata, fisicamente e mentalmente, è stata proprio la Salernitana. A prescindere dagli interpreti assai scadenti di cui dispone Menichini, continuare a giocare in difensiva sembra un suicidio sportivo. Marcare a uomo con dieci giocatori in area, senza nessuno che possa far partire un contropiede è indice, se non di ignoranza, di grande insicurezza. E poi le parole di Zito alla fine della prima frazione di gioco che invitavano a cercare il risultato con calma, quasi come a non avere intenzione di combattere e ad aspettare un’occasione quasi fortuita per riagguantare il risultato, hanno definitivamente mandato in escandescenza i tifosi che ora più che mai accusano i giocatori di essere mercenari e di non essere in alcun modo legati alla maglia.

cagliarisalernitana

La condicio sine qua non contro il Como è la vittoria, ma anche quella potrebbe non bastare. Il Lanciano (cui hanno restituito alcuni dei punti di penalizzazione inflittigli dalla federazione) dovrebbe perdere contro il Livorno, il Modena contro il Novara e il Latina contro il Pescara. Le occasioni per salvarsi ci sono state e, qualora dovesse finire male per la Salernitana, non ci sarebbe nulla da recriminare. Nonostante tutto non è ancora detta l’ultima parola. Quella della settimana prossima non è un’impresa totalmente impossibile, basterebbe un po’ di ”garra” in più e magari un po’ di fortuna ma quella, ormai, potrebbe essersi esaurita.

Vincenzo Marotta

Politologo, storico, filosofo, economista, giurista. Sono il tipico laureato in Scienze Politiche: un po' di tutto ma nulla in particolare. Scrivo di sport per non scontentare nessuna delle mie molteplici anime.

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