Un'antica raffigurazione dell'Occhio di Horus

Quando si tratta di analizzare le forze oscure e le energie negative che spesso aleggiano intorno alla nostra persona, spesso il termine che prima di tutti gli altri ci balza alla mente è “malocchio”.

La storia del Malocchio

Il termine “malocchio” è davvero affascinante e particolare, in quanto identifica due cose ben distinte: nel primo caso, si tratta di una vera e propria maledizione, un atto magico che mira a portare energia negativa su un determinato individuo. Nel secondo caso, invece, il malocchio è un amuleto, solitamente raffigurante un occhio vero e proprio che, di fatto, funge come antidoto alla maledizione di cui sopra.

Simbolo antichissimo di fortuna, l’amuleto del malocchio è ormai stato “sdoganato” negli ultimi decenni, diventando una figura presente in molti ambiti della nostra vita come, ad esempio, la moda. L’onnipresente Kim Kardashian, ad esempio, è stata fotografata in numerose occasioni con indosso braccialetti e copricapi con il simbolo del malocchio.

Sebbene tutta questa attenzione suggerirebbe che il malocchio stia vivendo un improvviso aumento di popolarità, la verità è che tale amuleto è presente nella storia dell’uomo da migliaia di anni. Esempi antichissimi di malocchio sono stati scolpiti nell’alabastro a Tell Brak, in Siria e si ritiene che risalgano a prima del 3500 a.C.

Per capire le origini del malocchio, bisogna prima capire la distinzione tra l’amuleto e il malocchio stesso: a questo scopo ci viene incontro lo studio fatto dagli Operatori di Magia (http://www.operatoriesotericimagianera.com). Sebbene spesso soprannominato “malocchio”, l’amuleto raffigurante un occhio è in realtà lo strumento in grado di scongiurare il vero malocchio, ovvero una maledizione trasmessa attraverso uno sguardo malizioso, di solito ispirato dall’invidia. Sebbene l’amuleto, spesso indicato come nazar, sia esistito in varie declinazioni per migliaia di anni, la maledizione che respinge è molto più antica e più difficile da rintracciare. Nell’antico Egitto, l’occhio di Horus, noto anche come pendente Wadjet, fu sepolto con i faraoni per proteggerli nell’aldilà.

In sostanza, il malocchio in quanto maledizione non è un concetto complicato da comprendere; nasce dalla convinzione che qualcuno che ottiene in vita grandi onori e prosperità attiri inevitabilmente anche l’invidia di coloro che lo circondano.

Quell’invidia a sua volta si manifesta come una maledizione che annullerà la fortuna di tale individuo. Il concetto in questione è spiegato in maniera chiara da Eliodoro di Emesa nell’antico testo greco “Aethiopica”, in cui scrive: “Quando qualcuno guarda ciò che è eccellente con un occhio invidioso, riempie l’atmosfera circostante con una qualità perniciosa e trasmette le proprie esalazioni avvelenate in ciò che gli è più vicino”.

La fede in questa maledizione abbraccia culture e generazioni; ad oggi una delle raccolte più esaustive di leggende sul malocchio è “The Evil Eye: The Classic Account of an Ancient Superstition” di Frederick Thomas Elworthy. L’autore esplora le istanze del simbolo in numerose culture, dallo sguardo pietrificante delle gorgoni greche ai racconti popolari irlandesi di uomini capaci di ammaliare i cavalli con un solo sguardo. Il simbolo dell’occhio è così profondamente radicato nella cultura che, nonostante le sue potenziali connotazioni pagane, trova persino un posto all’interno dei testi religiosi, inclusi la Bibbia e il Corano.

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