Malattia X, la patologia inesistente ma letale

Può una patologia che non esiste come la “Malattia X” spaventare così tanto da diventare linfa vitale per pagine e siti antisistema diffondendosi a macchia d’olio sul web?

Nell’era delle fake news può eccome tanto più se si pensa che la stragrande maggioranza degli articoli e link non viene letta e non a caso è sempre accompagnata da titoli quantomeno fuorvianti.

Ma perché l’OMS nello stilare una classifica dei patogeni più pericolosi ha inserito appunto questa fantomatica Malattia X? Per un motivo abbastanza ovvio, anche se non di immediata comprensione, che risiede nell’evidenza che il mondo dei virus è ancora praticamente sconosciuto.

In questa temutissima lista compaiono infatti una serie di malattie virali molto pericolose in grado di dar vita a pandemie di estese proporzioni e rispetto le quali la scienza non possiede ancora un’arma definitiva: si va dall’Ebola alla febbre gialla, passando da Zika, Marburg, virus della Rift Valley ed altri nomi buoni per spaventare, giustamente, viaggiatori e non.

Agli ultimi posti come detto figura la Malattia X, acronimo che corrisponde al fatto che in futuro i Sistemi Sanitari di tutto il mondo potrebbero affrontare l’impatto di una pandemia scatenata da un patogeno completamente sconosciuto e di conseguenza partire da zero per combatterne gli effetti, presumibilmente importanti.

Una situazione questa già avvenuta molte volte nella storia, a partire dalla scoperta della Febbre Gialla (primo virus umano identificato, nel 1901), con la differenza che adesso questo tipo di minaccia, oggi nota come Malattia X, non solo è considerata come ipotesi ma viene catalogata fra le emergenze potenzialmente da affrontare.

Il motivo, come accennato, sta nel fatto che lo sconfinato mondo dei virus del quale si ipotizzano 1,67 milioni di famiglie, è conosciuto dalla scienza per poco più dello 0,1% e una buona parte, statisticamente parlando, potrebbe essere in grado di infettare l’uomo.

In poche parole esistono milioni di candidati ad essere Malattia X e se si pensa che per parecchi dei virus conosciuti non è disponibile un trattamento definitivo è facile immaginare quanto grande dovrà essere la sfida per il mondo della scienza negli anni a venire.

Bisogna tener conto che oggi prospettare contromisure per una o più patologie di cui non si conosce nemmeno l’esistenza, che sia X, Y, o Z, è assolutamente fondamentale a causa degli importanti cambiamenti sociali degli ultimi decenni.

Oggi viviamo in un mondo completamente globalizzato e collegato, dove tanto l’Occidente quanto le aree più remote del pianeta sono in continuo contatto e spostamento. Ciò riguarda non soltanto le persone, gli aerei e le merci ma anche tutte le ipotetiche malattie X che magari hanno passato secoli in stand by e che adesso hanno ogni tipo di vettore a disposizione.

Tornare indietro non si può, fortunatamente, ma guardare avanti sì ed il solo fatto che l’OMS preveda protocolli per quella che potrà effettivamente essere una malattia X è oltre ogni cosa sinonimo di modernità, progresso e soprattutto sicurezza.

Mauro Presciutti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui