Basta dare un’occhiata a un sito come ItalCasino, dove ci sono recensioni e informazioni utili su tutti i migliori casinò online, per avere l’idea di quanto questo settore sia sempre più in continua crescita. L’esplosione del gioco online è anche la conseguenza di tutto ciò che nel frattempo sta accadendo al mondo del gioco “tradizionale”.
Le misure restrittive messe in campo per arginare il contagio da Covid-19 hanno messo sotto scacco diversi settori dell’economia “reale”, e tra essi uno dei più colpiti è proprio quello del gioco d’azzardo.

Più di mezza Italia ha vissuto recentemente in zona gialla, e se bar e ristoranti (molto lentamente) stanno avendo la possibilità di tornare a far registrare qualche incasso, nulla ancora è stato deciso per centri scommesse, sale da gioco e slot machines. Le serrande di queste attività sono giù da ormai quasi 200 giorni, e questo si ripercuote inevitabilmente sulla vita di tutti i giorni dei circa 150mila lavoratori che gravitano attorno a questo settore e in particolare dei circa 30mila impiegati nella distribuzione fisica (sale giochi, sale scommesse, sale slot, sale bingo). 
A illustrare con dovizia di particolari questo scenario è un dossier di Sisal, volto a descrivere la situazione di immane difficoltà che sta vivendo chi opera in questo grosso comparto dell’economia nazionale.

L’esigenza, quantomeno, sarebbe quella di conoscere una data certa sulla riapertura, considerando che ora malgrado l’esistenza dei vari protocolli di sicurezza redatti, il governo non ha ancora dato alcuna risposta certa.

La protesta dei lavoratori del settore del gioco [fonte immagine: ilgiorno.it]

Intanto la chiusura del punti vendita per quasi sei mesi ha portato a un calo del 47,5% in termini di raccolta (73,9 miliardi di euro nel 2019 contro i 38,8 nel 2020) e una frenata del consumi che pesa innanzitutto sulle casse dello Stato, che nel 2019 ha incassato 10,3 miliardi di euro dall’area retail del settore del gioco d’azzardo e che nel 2020 ha perso il 42,3%, che ammonta a un totale di ben 4,3 miliardi di euro. In più, la situazione viene complicata dalla difficoltà ad accedere ai finanziamenti da parte delle imprese operanti nel settore, che spesso si vedono respingere le proprie richieste per questioni di natura “etica”. Intanto però, ciò non fa che favorire il gioco illegale.

Il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, ha messo in evidenza come durante il lockdown, a fronte di una riduzione del 25/30% derivante dalla chiusura del gioco legale, ci sia stata una forte esplosione del gioco d’azzardo illegale: “È necessario incrementare il gioco legale per sottrarre risorse alla criminalità organizzata e monitorare in modo puntuale tutta la filiera. Molteplici inchieste hanno dimostrato quanto il gioco illegale sia un indotto gestito dalle mafie e dalla ‘ndrangheta“.

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