Digitalizzare un’azienda? Oggi si può, parola di Gianluca Iannotta

Il digitale è divenuto ormai parte integrante della vita quotidiana e non può essere sottovalutato il ruolo strategico che l’innovazione in questo campo ricopre nell’economia del nostro Paese. La pandemia ha reso evidente l’urgenza di colmare il digital divide e i deficit in materia digitale delle imprese italiane, dovuti prevalentemente alla mancanza di conoscenze informatiche. Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) sembra aver colto la necessità di investire nuove risorse per digitalizzare, una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e per le sfide future che l’Italia dovrà affrontare nel periodo post-pandemico. 

Le piccole e nano imprese ancora faticano a investire nel digital marketing, pur essendo presenti sul mercato agenzie che mirano alla democratizzazione dei costi e a rendere accessibile la presenza digitale di un’azienda senza sborsare cifre astronomiche, come nel caso di Tublat.com, una web agency totalmente online rivolta agli utenti che desiderano entrare nel mondo della vendita in rete.

Digital divide e alfabetizzazione digitale

Digital divide significa letteralmente “divario digitale” e indica il diseguale accesso alle tecnologie digitali e ai mezzi di informazione fra la popolazione. Questa disparità è dovuta a fattori economici, a causa degli elevati costi delle tecnologie e delle infrastrutture informatiche, e alle condizioni socioeconomiche soprattutto di chi vive in aree geograficamente remote. A sua volta, il digital divide amplifica le diseguaglianze sociali, svantaggiando le persone che non hanno accesso o riescono parzialmente ad accedere alla rete, con il rischio di rimanere esclusi dai processi democratici alla luce della crescente digitalizzazione delle società. 

Le difficoltà affrontate durante la chiusura delle scuole durante la pandemia da COVID-19 hanno improvvisamente svelato la reale portata del divario digitale in Italia: nel 2019 circa il 30% delle famiglie non aveva accesso ad almeno un personal computer o un tablet, mentre il 47,2% possedeva solo un dispositivo per connettersi e solo 18,6% poteva fare affidamento a due o più dispositivi per seguire la DAD (didattica a distanza). I dati sono impietosi se paragonati a quelli degli altri Paesi europei, come la Germania in cui il 92,9% delle famiglie aveva accesso ad almeno un computer nel 2017.

Al problema del digital divide si aggiunge la scarsa alfabetizzazione digitale nel nostro Paese rispetto alla media europea. I deficit nell’utilizzo delle tecnologie digitali e della comunicazione arrecano un danno sulla crescita economica non indifferente. Come afferma Gianluca Iannotta, fondatore della web agency Tublat.com, a proposito del ruolo del digital marketing nel XXI secolo: «Giusto pochi mesi fa è stata pubblicata l’edizione 2021 del DESI, il report annuale sullo stato di salute digitale dei Paesi UE. Seppur l’Italia sia finalmente riuscita a superare lo stallo e a scalare la classifica per quanto riguarda l’integrazione da parte delle imprese di tecnologie digitali, le prestazioni restano molto deboli in altre aree. L’Italia si colloca infatti al venticinquesimo posto per capitale umano con percentuali sconvolgenti: solo il 42% delle persone possiede competenze digitali di base (contro la media UE del 56%), solo il 22% dispone di competenze digitali superiori a quelle di base (31% nell’UE) e soltanto l’1,3% dei laureati italiani ha scelto discipline Tic (tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ndr.). Insomma, ci troviamo ancora oggi di fronte a un enorme problema di digital illiteracy con forti ripercussioni sia sulla crescita economica del paese che sul piano culturale (pensiamo a quanto l’analfabetismo digitale abbia contribuito al fenomeno delle fake news!)». 

Digitalizzare azienda Gianluca Iannotta Tublat.com
Gianluca Iannotta, fondatore di Tublat.com

Non a caso, il 27% delle risorse stanziate per il PNRR sono destinate alla digitalizzazione (anche della pubblica amministrazione) per consentire di stringere il divario dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei in fatto di competenze digitali, incentivando allo stesso tempo la transizione digitale e l’innovazione tecnologica. 

Le opportunità per le piccole imprese nel campo del digital marketing

La centralità che sta assumendo il mondo digitale all’interno della società e dell’economia rende imprescindibile e strategica per le imprese una buona presenza online. Purtroppo, sono ancora poche le nano e piccole imprese che hanno colto le opportunità di crescita che offre il digital marketing. Non solo le iniziative imprenditoriali in campo digitale costituiscono nuove forme di occupazione per i giovani, ma consentono di ridurre il rischio di fallimento. 

Anche per far fronte ai costi elevati dovuti all’esternalizzazione dei servizi di digital marketing, esistono agenzie web italiane come Tublat.com, che consentono alle piccole e piccolissime imprese di avere un partner digitale a 360° capace di fornire una presenza online ottimale a prezzi davvero contenuti, attraverso la creazione di siti web, lo sviluppo di e-commerce, la gestione dei social network e delle campagne pay per click sui motori di ricerca. In questo modo, le imprese che vogliono affacciarsi al mondo del web o delle vendite online possono trovare un alleato che possa garantire un buon posizionamento in rete, senza doversi preoccupare delle spese eccessive e potendo così sfruttare tutte le opportunità che il digitale oggi può offrire.

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