Con un’Italia quasi (se non completamente) divisa in due dal punto di vista delle preferenze degli elettori, con il centro-destra vincitore al Nord e un Movimento 5 Stelle protagonista al Centro e al Sud. Da questi ultimi, arriva il verdetto anche a Salerno e, in generale, in Campania.

Il giorno delle elezioni è passato e chi credeva che avrebbe portato ad una maggior sicurezza è stato miseramente deluso. Il clima di instabilità è ancora forte, l’indecisione sul futuro del nostro Paese è presente, anche se in modi diversi, nelle parole di tutti i cittadini. I quasi vincitori di questa tornata elettorale vagheggiano su una sicurezza parlamentare, e soprattutto governativa, che in realtà ancora non sussiste.

mostro di Fratte Salerno elezioni
Collegi uninominali, Camera dei deputati. Fonte: Internazionale

A Salerno, con un’affluenza del 72,44%, vincono il M5S e la coalizione di centro-destra, con il PD al terzo posto, spodestando, almeno per ora, De Luca JR (ha, però, vinto a Caserta) che è stato sconfitto nella città salernitana da Nicola Provenza, il candidato al collegio uninominale del Movimento.

Prima del 4 marzo

La Regione Campania si era (finalmente) espressa circa la situazione delle Fonderie Pisano, di cui vi parlavamo qui non molto tempo fa. La Regione, infatti, doveva esprimersi circa la questione della concessione dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale) alle Fonderie Pisano. La dirigenza regionale, tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo, ha espresso il suo diniego alla concessione dell’autorizzazione. Mentre, è stata ancora rinviata (al nove aprile) la decisione del Tribunale sul sequestro preventivo dello stabilimento; nonostante, in questi giorni, continuino a verificarsi fuoriuscite anomale dai comignoli delle Fonderie come denunciato da cittadini e Comitato nel comunicato stampa del 14 marzo.

Il destino delle Fonderie Pisano

Un risultato che aveva già previsto il portavoce del Comitato Salute e Vita, Lorenzo Forte, che abbiamo intervistato in più occasioni, e che dopo anni di lotte è arrivato. Questo provvedimento, però, non significa, ancora, la chiusura definitiva del “mostro di Fratte“. Infatti, nonostante questo passo in avanti, il Comitato auspica alla bonifica integrale dell’area coinvolta dalle Fonderie.

mostro di Fratte Salerno elezioni

Come Forte ha dichiarato alla testata giornalistica “Più Mezzogiorno“: «Ora chiediamo alla magistratura di procedere al sequestro preventivo dei beni della famiglia Pisano: un atto necessario per garantire la bonifica dell’area e la continuità nel pagamento degli stipendi ai lavoratori».

Perché la chiusura dello stabilimento comporterebbe il licenziamento dei lavoratori, come è stato rivendicato dal segretario della Fiom di Salerno Francesca D’Elia: «Ribadiamo la necessità che la politica, come si era impegnata a fare, ponga in essere atti concreti per dare risposte ai bisogni dei lavoratori e per supportare la costruzione del nuovo stabilimento. Su questo abbiamo chiesto, ormai da più di due mesi, un incontro al Governatore della Regione Campania e la riconvocazione del tavolo di confronto con gli assessorati competenti. Quel tavolo rappresentava e può ancora rappresentare un primo degno segnale al nostro appello a vigilare e supportare il nuovo progetto industriale, che la proprietà ribadisce da tempo di voler realizzare. Finora alcuna posizione su questi argomenti è stata esplicitata dagli Enti Locali e Regionali».

Le promesse elettorali

Tanto è stato promesso riguardo il tema dell’ambiente in questa campagna elettorale, dal centro-destra alla sinistra fino al M5S: la green economy, la bonifica dei siti inquinati, la lotta al cambiamento climatico, il modello di democrazia energetica di Liberi e Uguali, e così via.

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Progetti all’avanguardia ed elaborati in materia di tutela ambientale hanno guadagnato abbastanza spazio all’interno del dibattito politico italiano; un fattore dovuto, probabilmente, alle sempre più preoccupanti condizioni della natura che ci circonda. Forse, invece, come è accaduto negli anni passati, l’ambiente resterà solo un buon argomento e un punto nel proprio programma elettorale, da gettare sul banco poco prima del voto, per far credere agli elettori di poter auspicare ad un ambiente sano e tutelato che non porti alla morte di persone o della natura e quindi alla morte della vita in tutte le sue forme.

Le Fonderie Pisano sono solo uno dei tantissimi casi di inquinamento ambientale in cui non si riesce, o forse non si ha la volontà, di trovare una soluzione. Una soluzione che vada a tutelare il diritto al lavoro e il diritto ad un ambiente salubre, come previsto dalla nostra Costituzione e dal diritto internazionale. Una soluzione che fermi la morte di persone innocenti e che non vada a ledere i lavoratori e la loro stabilità economica.

Forse, basterebbe semplicemente finirla con gli slogan elettorali, la corsa ad una falsa stabilità, le promesse fatte agli elettori e mai mantenute, finirla con le coalizioni convenienti, e cercare di ascoltare le richieste dei cittadini ed esaudirle, rispettando il dovere dei parlamentari di rappresentare i cittadini che ripongono nel voto speranze e desideri.

Federica Ruggiero

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