Terapia occupazionale, barriere
Fonte dell'immagine: http://www.anmisiss.it/servizi/terapia-occupazionale/

Dopo un grave incidente, per riprendere pienamente le proprie facoltà e per svolgere ogni attività quotidiana senza incappare in barriere o altre difficoltà, non sempre basta la giusta progettazione di qualcosa ma risulta necessario il giusto allenamento con la terapia occupazionale.

La terapia occupazionale non è solo un supporto terapeutico che si limita alla teoria, ma cerca di fornire un aiuto più pratico e talvolta anche un po’ troppo pragmatico che spesso può non piacere a chi deve attuare queste strategie. Acquisendo la giusta consapevolezza di avere tali difficoltà e di non avere altro modo di riuscita, si inizia ad accettare la terapia occupazionale come supporto.

L’importanza ed il vero scopo della terapia occupazionale è come essa risulti essere un continuo allenamento per raggiungere la giusta libertà con un’estrema facilità d’azione nel quotidiano. In questo modo certi compensi o certe nuove abilità apprese e ripetute giornalmente fanno in modo che corpo e cervello apprendano come riuscire nel caso che si ritrovino in determinate circostanze. Anche perché inevitabilmente, dopo un grave incidente, il giusto modo di riuscita in qualche azione non può essere più lo stesso.

A maggior ragione il lavoro degli incidentati va di pari passo con chi progetta, dato che riportando nel concreto le difficoltà oggettive dopo un incidente, si può riuscire a progettare ciò che realmente può aiutare nella quotidianità.

Peccato che da sola la giusta progettazione non basta: è necessario che gli incidentati mettano una grande forza di volontà nel voler recuperare tutte le abilità motorie e cognitive. Non è facile recuperare la propria indipendenza e la propria vita dopo aver subito un incidente: la terapia occupazionale cerca di accompagnare il degente nella riconquista non solo delle proprie abilità ma anche nella ripresa della vita in ogni sua sfaccettatura.

L’importanza dell’attivazione cerebrale è necessaria perché con il giusto allenamento si può incentivare il cervello a cercare o crearsi una via secondaria, giacché la principale, date barriere, handicap ed altre difficoltà non è più percorribile. Quindi noi tutti, se dovessimo ritrovarci in determinate situazioni, dobbiamo essere abili nel saper adottare un ragionamento più smart ed efficace e che miri all’obiettivo da raggiungere in ogni modo.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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