Nell’appennino tra L’Aquila e Rieti la terra è tornata a tremare. Tre violenti terremoti, tutte di magnitudo superiore a 5, hanno scosso le zone già pesantemente colpite dagli eventi sismici di agosto ed ottobre.

La prima scossa, intorno alle 10:25 è di magnitudo 5.3; la seconda scossa di terremoto è avvenuta alle 11:14 di magnitudo superiore: 5.5; passano appena 11 minuti ed una nuova scossa spaventa le popolazioni.

I terremoti violenti sono stati avvertiti a Roma dove sono state evaquate tante scuole e, cautelativamente, anche le linee delle metropolitane capitoline.

Purtroppo al momento si registrerebbe una sola vittima nel teramano. Il condizionale sul numero è d’obbligo in quanto molte zone non sono facilmente raggiungibili a causa della notevole quantità di neve che ha sepolto il territorio. Fa notizia però il crollo definitivo del campanile simbolo di Amatrice.

La situazione si è fatta davvero molto complessa e particolarmente difficile: molte zone sono praticamente irraggiungibili a causa della neve e molte di esse si trovano anche senza acqua e senza elettricità.

A tal proposito molti sindaci sono particolarmente adirati in quanto se pur si ringrazia per il dispiego di forze, anche militari, inviate dal Governo in queste ultime ore, ancora non si spiegano perchè nei giorni scorsi le popolazioni colpite dal terremoto e dai tanti disagi creati soprattutto dalle condizioni meteorologiche particolarmente avverse siano stati completamente abbandonati a loro stessi.

Nessuno ha offerto un contributo operativo per spalare le enormi quantità di neve che hanno praticamente seppellito intere frazioni.

Insomma qualcuno inizia a chiedersi come mai i tanti contributi generosamente offerti da chiunque attraverso sms e bonifici non siano stati utilizzati per soccorrere le popolazioni in questi giorni di particolare e pesante disagio.

Salvatore Annona

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