Parenti serpenti: in scena all'Augusteo quel che resta della famiglia italiana

“Parenti serpenti”, lo spettacolo in scena da venerdì 12 a domenica 21 gennaio 2018 al teatro Augusteo con Lello Arena.

“Parenti serpenti” con un attesissimo Lello Arena, noto volto della comicità e protagonista dello spettacolo firmato e diretto da Luciano Melchionna che, reduce dal recente successo di “Dignità autonome di prostituzione”, inscena un’allegra denuncia delle ipocrisie della famiglia all’italiana.

Le festività sono il momento in cui i parenti dovrebbero riunirsi all’insegna della pace e dell’amore, in cui nonni e nipotini si ritrovano per vivere insieme la magia del Natale, ma qui le cose non stanno esattamente così. La famiglia si rivela una prigione di inganni, in cui anziani e bambini sono considerati ospiti indesiderati da figli/genitori troppo presi dalla vita frenetica. Il problema più grave sorgerà quando al termine del cenone di Capodanno, i nonni chiederanno ai familiari di essere accuditi fino al resto dei loro giorni: come ricompensa doneranno l’intera eredità a chi vorrà farsi carico di questo piccolo onere.

È così che si disvelano nel loculo familiare segreti celati da ipocrisie decennali, dove parenti serpenti  sono pronti ad izzare odio riciproco per l’eredità della piccola casa paterna, fino a oggetti dozzinali.

Il modello al quale Luciano Melchionna si ispira per lo spettacolo è Mario Monicelli, che nel ’92 girò per il cinema il film omonimo, il racconto di uno spaccato della società borghese italiana. Il film del grande regista non perde la sua attualità e si offre come materia viva per nuove reinterpretazioni e rimaneggiamenti.Parenti serpenti con Lello Arena

Lello Arena, idealtipo del nonno italiano

Nel primo atto si svolge la presentazione di ciò che starà per accadere con un piccolo quadretto domestico: un simpatico Lello Arena indossa le vesti di un nonno moderno ma folle di solitudine. Divenuto totalmente estraneo ai suoi figli li attende dalla soffitta insieme all’arrivo degli “alieni”.

Lo spettatore non può fare a meno di riflettere sul ruolo che hanno gli anziani nella società italiana e del modo in cui vengono abbandonati alla solitudine dai loro cari. Qualche tempo fa  è divenuto virale il video del nonno che inscena un finto funerale a Natale per poter rincontrare la propria famiglia. In Parenti serpenti nessun figlio vorrà prendersi cura della canizie del senescente padre, tanto da meditare con una stufa “difettosa” la tragica morte, questa volta reale, dei due anziani.

Gli elementi più riusciti della rappresentazione teatrale sono proprio quelli che tradiscono il film di Monicelli e che meglio si adattano ai tempi scenici e al gusti di un pubblico allegro e appassionato com’è quello del teatro Augusteo. Nel II secondo atto Melchionna si distacca dall’impianto cinematografico per redigere una reinterpretazione che lascia liberi gli attori di appropriarsi degli spazi teatrali, conferendo alla tragicommedia una maggiore dinamicità. Esilarante è il personaggio di Lina nel tentativo di vendicarsi del marito e della cognata dopo aver sventato la tresca dei due fedigrafi, la confessione di Alfredo, professore scapolo che da dieci ormai convive con il suo compagno Mario. Ben riuscito anche il personaggio dell’odiatissima cognata Gina, più allegra meno annoiata dell’originale e sempre connessa, ben incarna il ruolo della rovina famiglie sempre disponibile ad elargire i suoi favori in cambio di gioielli o un esclusivo capo di Chanel.

“Parenti serpenti”, una commedia leggera che offre uno sguardo amaro su ciò che resta della famiglia italiana dei giorni d’oggi.

Rosa Auriemma

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