Milano Digital Week

Milano Digital Week, tornata per la seconda volta in città dal 13 al 17 marzo, ha visto come tema protagonista l’intelligenza urbana, raccontata attraverso la dimensione culturale e l’alfabetizzazione digitale. L’evento, dislocato in ben 250 sedi diverse e con oltre 400 iniziative, è stato promosso dal comune di Milano, dall’assessorato alla trasformazione digitale e servizi civici, con Cariplo Factory, Interactive Adversting Bureau (Iab), Hublab e Meet- Centro internazionale per la cultura digitale.

Gli eventi in programma per la Milano Digital Week hanno trovato la realizzazione in diverse sedi , collocate lungo il perimetro della città: Base Milano, Triennale, Museo nazionale della scienza e della tecnologia, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università L. Bocconi, IED (Istituto Europeo di Design) e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti).

Spettacoli, performance, incontri, seminari, mostre, dialoghi e workshop sono stati alla base della manifestazione- evento dedicata alle nuove frontiere del digitale. Parlare di digitale e delle infinite possibilità della tecnologia non è un modo retorico di fare propaganda, ma risulta utile per comprendere le attuali trasformazioni della società: dall’assetto della città, alle mansioni lavorative, fino a giungere alle relazioni private e interpersonali.

Milano Digital Week con S+T+ARTS: il nesso tra arte e tecnologia

S+T+ARTS, l’iniziativa della Commissione Europea che sostiene la convergenza tra tecnologia e creatività artistica, ha presentato durante i giorni della Milano Digital Week, tra sabato 16 e domenica 17 marzo, le tematiche e gli scopi dei progetti prossimi. Il lavoro coeso e armonico tra artisti, designer ed ingegneri sarà alla base di differenti innovazioni in tutti questi campi: Arte, Design e Tecnologia. L’evento è stato possibile grazie anche a Blumine Srl, azienda che assiste le imprese della filiera della Moda nello sviluppo di progetti di sostenibilità, e al contribuito tecnico di Epson, leader nella stampa digitale a basso impatto ambientale a livello mondiale. 

L’iniziativa, svoltasi in Triennale per la Milano Digital Week, è stata suddivisa in due giornate e ha cercato di rimuovere ed oltrepassare i confini tra arte e tecnologia, stimolando riflessioni, creatività artistica e un nuovo concetto di innovazione. 

Gli incontri più importanti, tra cui “Il nesso tra arte e tecnologia”, “Arte, Tecnologia e corporate: trasformazione digitale e value chain”, “Genere, inclusione e potere nella trasformazione digitale”, “Etica e sostenibilità nelle tra scienza tecnologia e arte”, hanno visto la partecipazione di importanti figure operanti in diversi campi, come quello del design, della comunicazione, della creatività e dell’economia. I dibattiti, in linea con i propositi della Milano Digital Week, hanno concentrato il loro focus su possibili punti di incontro e di collaborazione tra tecnologie, creatività e sostenibilità, elementi da tenere insieme per la realizzazione di un futuro nuovo, stabile e sempre più competitivo. 

Arte, tecnologia e corporate: trasformazione digitale e value chain

Durante l’evento per Milano Digital Week “Arte, Tecnologia e corporate: trasformazione digitale e value chain” le voci protagoniste sono state quelle di Zoe Romano, WeMake FabLAb; Vincenzo Bianchi, Owner di Mimoska Srl; Paola Bertola, Design School, Politecnico di Milano; Grazia Cerini, direttore CENTROCOT (Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento) e Cory Robinson, professore di Communication Design presso Linkoping University.

Il talk, realizzato per Milano Digital Week, si è incentrato soprattutto sul tema dell’industria della moda e della sua filiera produttiva. Come sarà il futuro di uno dei settori storici del nostro Paese? Quali saranno le nuove richieste del mercato? E le professioni che saremo chiamati a svolgere? A queste e a tante altre questioni hanno cercato di rispondere gli specialisti del settore.

L’uso del digitale nel mondo della fast- fashion

Uno degli interventi più interessanti è stato quello di Vincenzo Bianchi, Owner di Mimoska Srl, azienda tessile perfezionata nella produzione di capi per donna. Nel mondo attuale della moda, definita nei termini di fast-fashion, puntare sull’utilizzo del digitale sta diventando sempre più necessario, per rimanere su un mercato sempre più competitivo, e per abbattere i costi connessi agli sprechi e all’invenduto.

Alcuni marchi nazionali ed internazionali, come Marina Militare Sportswear- sottolinea Bianchi- si sono resi già protagonisti di una sfida tutta incentrata sul digitale e sulla tecnologia: la realizzazione dei virtual store. Ad oggi, presente solo all’Aeroporto di Torino Caselle, lo shop utilizza tecnologie all’avanguardia come il “Magic Mirror“, un camerino virtuale, che permette al cliente di provare capi, cambiare colori e confrontare vari outfit, senza doversi togliere i vestiti, ma lavorando solo su immagini 3D.

L’area espositiva si trasforma così in una vetrina virtuale interattiva composta da effetti speciali, monitor e pareti a led. Il virtual store mostra e invita all’acquisto fino a concludere l’ordine tramite computer, tablet o smartphone, permettendo al cliente di ricevere tutto comodamente a casa.

Ad oggi, sempre più aziende, non solo creano luoghi virtuali in cui provare le collezioni, bensì progettano dall’inizio alla fine una linea digitale, fornendosi di capi e modelli 3D. Lo scopo vero e concreto è quello di abbattere gli sprechi, i costi e rendere il processo produttivo sempre più efficiente. L’uso del digitale si pone l’obiettivo di abbattere i volumi di produzione legati alla fase di campionatura e di limitare i resi da parte dei clienti.

Ciò che si sta imbattendo sul nostro mondo attuale è una vera propria rivoluzione e trasformazione digitale che tocca tutti i passaggi della catena produttiva: dall’inizio alla fine. Non considerarne le possibilità sarebbe un gravissimo errore, gestire il passaggio di mediazione, tra artigianale e digitale, sarà la vera sfida.

Marta Barbera