Macchine per scrivere

Abbiamo l’onore di avere in Italia quella che in passato è stata una delle aziende più importanti al mondo per macchine per scrivere, da calcolo e dell’elettronica: la Olivetti. In occasione della Milano Digital Week, tenutasi dal 13 al 17 marzo 2019, è stata allestita al Museo del Novecento una mostra in suo onore, dal titolo: Olivetti, una storia di innovazione.

La Olivetti: dalle origini fino ai giorni nostri

Fondata a Ivrea nel 1908 da Camillo Olivetti, l’azienda si definisce fin da subito, come riporta il grande cartellone affisso sulla parete est dell’edificio, “la prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere”. Insieme al figlio Adriano, i due Olivetti pongono particolare attenzione a tecnologia, innovazione, cura per il design e si distinguono inoltre per una particolare sensibilità verso gli aspetti sociali del lavoro.

Una prima svolta si ha con la morte di Adriano Olivetti, avvenuta nel 1960 a seguito della quale l’azienda perde una delle più importanti figure che hanno contribuito a lanciare la Olivetti in una delle posizioni più importanti a livello mondiale. Dopo il 1960, con la perdita del suo fondatore, l’azienda subisce un rallentamento nella transizione verso l’elettronica; ma due grandi successi, o per meglio dire, veri e propri primati mondiali seguiranno dal 1978: in quello stesso anno infatti la Olivetti mette in commercio la prima macchina per scrivere elettronica del mondo e nel 1982 il primo PC professionale a livello europeo.

Sue sono le creazioni della Omnitel e di Infostrada, mentre nel 1999 la Olivetti acquisisce il controllo di Telecom Italia con cui si fonde 4 anni più tardi. Oggi è controllata da TIM e dal 2011, in collaborazione con il Fondo per l’Ambiente Italiano, ha riaperto lo storico negozio-museo in Piazza San Marco a Venezia in cui sono esposti alcuni dei prodotti più tipici dell’azienda.

Macchine per scrivere
Le officine Olivetti a Ivrea

Macchine per scrivere & Co.: le invenzioni di Olivetti

Numerosissimi sono stati i prodotti che la Olivetti ha portato sul mercato e grazie ai quali l’Italia ha raggiunto i gradini più alti del podio mondiale in materia di innovazione. In collaborazione con importanti nomi di ingegneri e disegnatori, i vari Olivetti che si sono susseguiti di generazione in generazione realizzarono nel tempo macchine per scrivere, calcolatori, stampanti fino ai moderni computer, sempre caratterizzati da design unici e originali: la macchina per scrivere Lettera 22, progettata nel 1950 da Marcello Niccioli e Giuseppe Beccio, è stata ad esempio selezionata dall‘Istituto Tecnologico dell’Illinois come il primo dei 100 migliori prodotti di design del secolo compreso tra il 1859 e il 1959.

E’ impossibile passare in rassegna tutte le “opere” che la Olivetti ha realizzato, ma eccone di seguito alcune: tra le calcolatrici ricordiamo Elettrosumma 14, MC-24 e Logos 9; tra i computer si possono annoverare Elea, P203 e Quaderno; tra le macchine per scrivere l’M1, Lettera 22 e Valentine.

La mostra

Non a caso la Olivetti ha deciso di realizzare questa mostra dedicata a tutta la sua storia: è infatti da pochi mesi, e più precisamente dal 1 luglio 2018, che la piccola cittadina piemontese di Ivrea, da dove tutto è iniziato più di cento anni fa , è entrata ufficialmente a far parte del patrimonio dell’UNESCO. Una mostra, questa, volta a raccontare, attraverso il suo excursus di immagini, citazioni, fotografie, macchine per scrivere e tanto altro tutta la storia di quest’azienda che ha fatto grande l’Italia. Di seguito le parole che descrivono la mostra “Olivetti, una storia di innovazione” tratte dal sito ufficiale della Milano Digital Week:

“Si possono ammirare, infatti, una ricca selezione di manifesti tra i più significativi della produzione dell’azienda, una collezione delle locandine pubblicitarie di Giovanni Pintori e di artisti vari tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 e una raccolta di fotografie uniche. La capacità visionaria che caratterizza la storia di Olivetti trova espressione nei prodotti iconici come le celebri macchine per scrivere “Lettera 22” e la “ Valentina”, per citare alcuni degli oggetti in mostra. Un excursus che arriva fino al mondo digitale di oggi con il Form 200, registratore di cassa connesso e primo prodotto realizzato grazie all’Olivetti Design Contest, promosso dall’azienda e rivolto agli studenti delle maggiori università europee di design”.

Cristina Barbero