Milano Salvini Papa Chiesa Cattolica
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«…Ricordatevelo domani, quando andrete a messa…». Parole in apparenza insignificanti, quelle pronunciate da Matteo Salvini durante il comizio di chiusura della campagna elettorale per le europee, a Milano. Ma che, sommate al Duomo sullo sfondo, acquisiscono un preciso segnale politico: la Lega vuole portare dalla sua parte la Chiesa cattolica italiana, lanciando una sfida al Papa e alle istituzioni clericali.

Il pensiero di Salvini sulla Chiesa

Non è certo la prima volta che Salvini fa appello a quella parte d’Italia cattolica e conservatrice: un anno fa, alla chiusura della campagna per le politiche, sempre in piazza Duomo a Milano, Salvini aveva mostrato in pubblico un rosario affermando che gli era stato da un prete e che lo avrebbe portato sempre con sé. Per poi concludere giurando, da candidato premier, sul Vangelo. Una pratica ripetuta anche stavolta, ma senza Vangelo: Salvini si è presentato sul palco di nuovo con un rosario, dichiarando di voler affidare le sorti sue e di tutti gli elettori della Lega, in vista dell’imminente voto europeo, «al cuore immacolato di Maria, che sicuramente ci porterà alla vittoria».

Salvini Milano rosario Vangelo

Una devozione eccessiva, persino strana per qualcuno che si è spesso definito “il più peccatore dei peccatori”, “un cristiano imperfetto”, “l’ultimo dei peccatori”. E che, nel gennaio 2014, dichiarava: «Al liceo o eri di sinistra o eri di Comunione e Liberazione, quindi o andavi al centro sociale o si andava a messa tutte le mattine; a me non piaceva né andare a messa tutte le mattine né andare al centro sociale…». Ma visto che anche la storia del Salvini contestatore dei centri sociali si è rivelata una bufala — da ragazzo era, infatti, assiduo frequentatore del Leoncavallo — potrebbe benissimo darsi che l’attuale ministro dell’Interno fosse, già allora, un ottimo cristiano praticante.

Il Pantheon cristiano costruito a Milano

A Milano, però, Salvini non si è limitato a sventolare un simbolo religioso come il rosario: ha anche menzionato, e fatto suoi, alcuni personaggi cardine della Chiesa e della cultura cattolica italiana. A cominciare da Papa Giovanni Paolo II, menzionato perché ricorreva l’anniversario della sua nascita, e al quale Salvini ha attribuito «il sogno di un’Europa della fratellanza», spezzato a suo dire dalle élites e dai poteri forti. Giovanni Paolo II è uno dei personaggi che le nuove destre hanno integrato nella propria cultura, in nome del suo forte impegno speso per la caduta dei regimi comunisti nella sua Polonia e in tutta l’Europa dell’est. Altro papa molto apprezzato negli ambienti di destra è Benedetto XVI, elogiato sul palco da Salvini, la cui figura è stata modellata — e forse anche travisata — come quella di un pontefice estremamente critico verso l’Islam, precursore dello “scontro di civiltà” propagandato oggi dai sovranisti.

Papa Giovanni Paolo II Benedetto XVI
De Gasperi

I riferimenti non finiscono qui: Salvini cita anche i padri fondatori del “sogno europeo”. Nomina Charles De Gaulle (legittimo) e Margaret Thatcher (molto meno azzeccato, anche temporalmente; sarebbe stato meglio Adenauer, ma non chiediamo così tanto a Salvini), e gli affianca Alcide De Gasperi: non solo il primo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, ma anche fondatore della Democrazia Cristiana e animato da una forte fede cattolica. Tanto che le sue ultime parole furono: “Gesù! Gesù!”, abbastanza per guadagnarsi il titolo di “Servo di Dio” e un processo di beatificazione iniziato nel 1993.

Chiesa Cattolica Patroni Europa

Salvini chiude il suo Pantheon con citazioni più “laiche”, come Oriana Fallaci e Giovanni Falcone; per poi, infine, affidare il destino dell’Europa ai suoi sei patroni: San Benedetto da Norcia, Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena, i Santi Cirillo e Metodio e Santa Teresa Benedetta della Croce. Varrebbe la pena ricordare come Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, fosse una monaca cristiana ma di origini ebraiche, uccisa dai nazisti ad Auschwitz e canonizzata proprio per il suo martirio. E che Santa Brigida e Santa Caterina mostrarono, in vita, enorme impegno verso le cause dei più poveri e indifesi. Ma sono considerazioni alle quali rischiano di restare sordi coloro cui è diretto questo messaggio, accecati dalla guerra tra poveri che devasta le nostre società.

La solidarietà cattolica del Papa contro Salvini

Del resto, che tra Papa Francesco e il leader della Lega non corra buon sangue è cosa ormai risaputa: il pontefice ha speso diverse volte parole di umanità e di accoglienza nei confronti dei migranti provenienti dal Mediterraneo, facendosi anche fotografare con una spilla con la scritta “Apriamo i porti”. Inoltre, sembra che Papa Francesco abbia ufficialmente rifiutato di concedere a Salvini un incontro, affermando che «finché non cambia linguaggio e politiche, io non posso e non voglio stringergli la mano».

Papa Francesco spilla

Salvini, dal canto suo, a Milano ha speso alcune parole anche per l’attuale papa, rivendicando come la sua politica dei porti chiusi abbia, a suo parere, fatto calare a picco la mortalità. Rispondendo così alle sollecitazioni del pontefice che aveva invitato i Governi a salvare le vite dei migranti e ad evitare i morti in mare. Inoltre, quando il leader della Lega ha menzionato il nome di Papa Francesco, dalla platea è arrivata una pioggia di fischi: segno di una rottura ormai evidente tra le istituzioni della Chiesa cattolica, rivoluzionate da Papa Bergoglio, e l’ala più tradizionalista e conservatrice, insofferente a tali cambiamenti.

Di certo l’occasione è ghiotta: non è un mistero che, in Italia, l’elettorato di sponda cattolica sia molto più influente, numericamente e per idee, rispetto al resto dei principali paesi europei. E dopo la fine della Democrazia Cristiana, mai come ora i cattolici potrebbero essere divisi tra tutte le forze dell’arco parlamentare: da quelli di area progressista, sostenitori delle politiche migratorie di apertura e orientati verso il PD, ai militanti del Movimento 5 Stelle affascinati dalla sobrietà e dall’attenzione ai poveri della nuova Chiesa promossa da Papa Francesco. Quello che Salvini ha in mente è un progetto piuttosto ambizioso, difficile da realizzare: diventare il “papa laico” dell’ala cattolica tradizionalista. Di una cosa però si può essere certi: non sarà il primo papa nero.

Simone Martuscelli