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“I gatti del Louvre” è la nuova opera a fumetti di Taiyo Matsumoto

“I gatti del Louvre” è la nuova opera a fumetti dell’autore Taiyo Matsumoto, edita da J Pop: un viaggio quasi onirico all’interno del celebre museo parigino, dove umani e felini condividono l’inesorabilità del tempo che avanza e l’eternità immortale dell’arte suprema.

L’autore Taiyo Matsumoto

Taiyo Matsumoto nasce a Tokyo nel 1967. Dopo aver coltivato la speranza di diventare un calciatore professionista, si dedica al mondo del manca e inizia a farsi notare, vincendo il Comic Open Contest. Ma ciò che sarà fondamentale per la sua carriera è la permanenza per un lungo periodo in Francia, dove matura il suo stile, da sempre estroso ed eclettico nel panorama manga.

Il successo arriva quasi come se fosse un predestinato: le sue opere riscuotono successo, premi e riconoscimenti non solo in Giappone. Sulla sua bacheca, un Tezuka Osamu Cultural Prize e uno Shogakukan Manga Award e riguardo il resto del mondo: il film d’azione Tekkon Kinkreet vince il Premio Eisner (l’Oscar del fumetto) come miglior fumetto straniero, mentre per due volte si è classificato tra i finalisti dell’Angoulême International Comics Festival. Nel 2015, la serie Sunny gli vale un Gran Guinigi alla cinquantesima edizione di Lucca Comics & Games e l’attenzione della stampa di settore e generalista.

Taiyo Matsumoto si distingue dagli altri mangaka grazie al suo stile ben riconoscibile: i suoi disegni, protagonisti anche dell’ultimo capolavoro “I gatti del Louvre”, sono semplici ma allo stesso tempo realistici, creando tavole che rimangono impresse nella mente. Le sue opere partono dall’esperienza personale: il maestro, per esempio, ha vissuto parte della sua infanzia in una casa famiglia, sfondo delle vicende di Sunny

L’artista – e autore – arriva anche in Italia in occasione di Lucca Comics & Games 2017, dove le sue tavole originali vengono esposte negli spazi del Palazzo Reale della città. La mostra ‘Love is all you need’, la prima personale di un magaka ospitata dalla città di Milano, è stata poi allestita al WOW Spazio Fumetto della città. Diventato famoso in Italia, soprattutto per Sunny e Tekkonkinkreet, Taiyo Matsumoto è oggi il disegnatore di manga più vicino al fumetto d’autore occidentale, in particolare francese, a cui fin dagli esordi si ispira dando vita a uno stile sincero e incisivo, riconoscibile anche nell’ultima opera “I gatti del Louvre”.

L’opera a fumetti “I gatti del Louvre”

I gatti del Louvre, opera scritta e disegnata dal giapponese Taiyo Matsumoto, tra gli autori di manga uno dei più originali e lontani dai canoni del genere, è un viaggio tra arte ed immaginazione.

230 pagine quelle che compongono l’opera “I gatti del Louvre”, suddivise in due volumi, raccontano un’avventura che si snoda tra i corridoi e le sale del museo parigino. Una surreale passeggiata a quattro zampe porta il lettore a ripercorrere con occhi nuovi le sale d’arte più famose del mondo. La protagonista è Cécile, guida turistica che ama il suo lavoro e il luogo in cui lo pratica, ma è stanca delle folle di turisti che ogni giorno si accalcano in modo insistente e irrispettoso davanti al simbolo della città: la Gioconda. Un giorno però la routine si spezza, cambia all’improvviso. Proprio nella sala del capolavoro di Leonardo avviene un evento ad effetto sorpresa, raccontato nelle pagine de “I gatti del Louvre”: l’apparizione anomala e inspiegabile di un piccolo micio bianco in mezzo alla folla. Uno dei primi segnali che testimoniamo come in realtà dentro al Louvre nulla è come appare.

Marcel, il vecchio custode del museo, nutre una colonnina di gatti e racconta storie di persone entrate in un quadro e mai più viste. Sarà la verità? Bisognerà credergli? In questo i corridoi, le soffitte e l’iconico ingresso a piramide del museo diventano il set della storia di Matsumoto, sospesa tra realtà e fantasia.  

I veri protagonisti, i gatti che abitano le pagine di “I gatti del Louvre”, sono raffigurati con tratti umani: ognuno ha il suo carattere, la sua storia e i suoi legami. Le atmosfere invece sono malinconiche e oniriche, rendendo l”opera sempre più simile a un fumetto francese, piuttosto che a una manga giapponese.

Il museo con le sue storie, con i suoi capolavori nascosti, sopravvivenze del passato, non smette mai di affascinare e allo stesso tempo trasmettere un senso di mistero. Da un lato la folla di visitatori che cerca bellezza e conoscenza, dall’altro un gruppo di gatti, che stravolge i canoni, sarà in grado di portarci, attraverso la lettura, in un mondo oscuro e parallelo?

Una risposta razionale non potrebbe mai contemplare la presenza di un gatto in un museo, ma l’immaginazione di Tayo Matsumoto è fervida e imprevedibile, ciò che l’ha reso senz’altro come tra i più interessanti fumettisti e illustratori giapponesi.

Marta Barbera

Fonte immagine di copertina: Artribune

Classe 1997, nata e cresciuta a Monza, ma milanese per necessità. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, attualmente studentessa del corso magistrale in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università degli Studi di Milano. Amante delle lingue, dell'arte e della letteratura. Correre è la mia valvola di sfogo, scrivere il luogo dove trovo pace.

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