Ad Acerra – periferia del napoletano – gli studenti dell’Alfonso Maria de Liguori, liceo polispecialistico, hanno dato vita ad una settimana dello studente autonoma e autorganizzata.

La particolarità di questi giovani è stata nel fatto che non hanno disertato la scuola, anzi, hanno creato all’interno di quelle mura straripanti di una cultura asettica e guidata, delle giornate itineranti e tematiche, invitando personaggi di spicco della scena napoletana e toccando temi attuali e variegati.

Dei veri e propri momenti formativi e controculturali, un susseguirsi di workshop eterogenei. Ad aprire il percorso è stato Egidio Giordano, attivista napoletano che ha parlato ai ragazzi di Resistenza curda, Isis e guerre di religione. La seconda giornata ha visto come protagonista il biocidio, ospiti due giovani acerrani, Davide Pascarella di Terre di Campania e Gennaro Piccirillo degli Studenti per l’ambiente.  I due hanno parlato di Biocidio e dell’inceneritore di Acerra, delle lotte ambientali studentesche e di come combattere le ecomafie.  A seguire, Mariano di Palma di Libera Campania ha parlato di lotta alla camorra. L’ultima giornata è stata dedicata al dibattito sull’emancipazione femminile, un breve excursus sulla storia delle donne per poi arrivare ai giorni nostri, alla violenza sulle donne e all’omofobia.

A fare da contorno a questi momenti itineranti, dei laboratori creativi. Grazie a quello sul riciclaggio hanno creato gli addobbi natalizi per decorare la scuola. Mediante quello di fotografia e video, verrà creato un reportage di queste giornate. Non sono mancati i laboratori teatrali e quelli sportivi. I ragazzi, infatti, sono scesi in campo per commemorare le vittime del teatro Bataclan.

<< Sabato scorso è iniziata l’occupazione. Lunedì mattina la prima visita da parte della polizia che è poi ritornata il giorno seguente per lo sgombero e l’identificazione. Ciò nonostante, noi tutti siamo rimasti e questo ha rappresentato la nostra forza e coesione. Abbiamo presentato al preside della nostra scuola il programma della settimana dello studente, quello che poi abbiamo svolto autonomamente perché lui ce l’ha negato. Ha ignorato non solo i contenuti proposti ma anche noi studenti. Sostanzialmente ci ha rifiutato anche l’open day, giornata aperta grazie alla quale avremmo potuto mostrare all’esterno i nostri lavori e i frutti del laboratorio >> spiegano gli studenti. Ci troviamo di fronte alle prime vittime della “buona scuola” di Renzi  e della gerarchizzazione che ne consegue. Non solo i giovani sono il “nostro futuro”, ma bensì il presente… se solo ci ostinassimo ad ascoltarli di più, a dargli maggior autonomia e meno imposizioni, se imparassimo a lavorare insieme potrebbe derivarne qualcosa di positivo, visto che le loro idee non sono così negative e che loro non sono degli scansafatiche.

 

Maria Bianca Russo

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