Banane anticancro, uno dei best seller della disinformazione

Frutta, verdura e alimentazione sana in generale fanno bene si sa, ma contemporaneamente, nell’era web, questioni piuttosto ovvie come questa diventano trampolini di lancio per bufale di vario genere che possono diventare anche molto pericolose. E’ il caso delle ormai famose banane anticancro e della moltitudine di storie che ne derivano.

Quella della banane e della loro presunta capacità di produrre molecole che distruggono le cellule neoplastiche in realtà è una bufala piuttosto vecchia che gira in rete sin dagli albori della disinformazione.

Certo, la storia delle banane miracolose non può competere con altre pietre miliari come l’ormai “consolidato” legame vaccini/autismo ma di certo rappresenta uno di quei post che spesso appaiono sulla bacheca non solo del complottista medio, ma anche del contatto insospettabile, quello che ha resistito a lungo ma alla fine è caduto nel girone del “l’ho letto su internet”.

Tanti sono i motivi che permettono il diffondersi di storie come questa ma, nonostante se ne parli ormai ogni giorno, l’espandersi di credulonerie e notizie prive di riscontro reale continua apparentemente inarrestabile con tutte le conseguenze del caso.

Si tratta di un fenomeno che non riguarda solo le banane e altre storie improbabili, ma che risiede in un modello informatico piuttosto potente che proprio in questi giorni sembra essere svelato e che parte, pare, da società come Cambridge Analytica in grado di manipolare ad hoc i dati messi in rete da milioni di utenti.

Ovviamente si tratta di accuse piuttosto pesanti che riguarderebbero non solo il fenomeno delle fake news e delle bufale così com’è, ma anche e soprattutto l’indirizzamento del consenso proprio a partire da questa “metodologia” di informazione. Sistema che pare aver avuto successo in varie, importanti, tornate elettorali in tutto il mondo.

Ma cosa lega le banane anticancro al consenso elettorale passando per Cambridge Analytica? Molto probabilmente il fatto che il profilo dell’utente “medio” di social network è molto più ampio e diversificato di quello che ci si aspettava.

Ci sono ogni secondo in rete milioni di persone, molte delle quali “impreparate” per contesto sociale e culturale ad una così ampia mole di informazioni in tempo reale in ogni momento del giorno, il che rende sovente molto difficile distinguere la realtà dalla finzione.

Banane o non banane la rete ha creato indirettamente uno strumento estremamente potente che permettere di raggiungere in maniera mirata ogni utente facendogli “vedere” ciò che è abituato a vedere, rafforzando qualunque tipo di concetto, al di là del fatto, ormai purtroppo secondario, che sia vero o falso.

E’ questo che permette l’esistenza delle banane anticancro, dei vaccini pieni di metalli letali, degli immigrati con l’IphoneX, di John Titor, dello sbarco sulla luna girato a Hollywood e via dicendo. Una dimensione parallela i cui confini non sono più definiti.

Un processo che molto probabilmente durerà a lungo, almeno fin quando non si deciderà di controllare il mondo degli algoritmi, vero Deus Ex Machina di tutta quanta la questione. Fermo restando che la frutta fa bene e va consumata ogni giorno.

Mauro Presciutti

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Sono laureato in Radiologia e Radioterapia ed in Biologia, mi occupo di agricoltura sostenibile e sono un attivista politico impegnato sui temi sociali, dei diritti, del lavoro e dell'ambiente. Credo che il futuro di questo paese passi dalla ricerca e dall'innovazione, credo anche che siamo ancora molto lontani da quel futuro.

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