Trust dopo di noi: successo del Pool Trust di Marco Zoppi

Oggi parliamo di trust, dopo di noi e disabili: a loro infatti è destinato il progetto Pool Trust, una nuova originale formula di trust per il dopo di noi, nata per idea di Marco Zoppi, imprenditore svizzero, fondatore e amministratore delegato di Global Capital Trust.

Un progetto questo di cui di recente si sente sempre più parlare, basato su un programma mutualistico realizzato attraverso la condivisione di reali risorse e soluzioni concrete.

Il terreno fertile sul quale questa realtà ha gettato le sue radici è la legge emanata nel giugno del 2016, anche nota come legge sul “Dopo di Noi”. Ma non è di questo intervento normativo che intendiamo parlare, almeno non oggi.

Vogliamo piuttosto, in questa sede, sottoporre al qui presente Marco Zoppi alcune domande, ringraziandolo innanzitutto per aver dato riscontro positivo al nostro invito.

 

Marco Zoppi, le chiediamo: qual è la natura “tecnica” del Pool Trust?

“Dunque, partiamo dal presupposto che sempre di Trust si tratti.

Quello che cambia è l’organizzazione interna, trattandosi di una forma giuridica dalla natura multidisponente e multibeneficiaria.

La compartimentazione è ben precisa: ogni disponente conferisce nel Trust un determinato asset a favore del suo beneficiario. Tuttavia, il patrimonio conferito non si mescola con quello degli altri, a dispetto della trasversalità che caratterizza appunto il Pool Trust.

Un disponente di una famiglia benestante che venga a partecipare al Pool Trust non perderà nulla, il suo patrimonio conferito non sarà toccato: il denaro resterà senz’altro a suo beneficio.

Al tempo stesso, una famiglia debole anch’essa facente parte del Pool Trust godrà di supporto e sostegno economico, grazie proprio ai finanziamenti, vero cuore e punto di forza di questo potente strumento.

La legge emanata nel giugno del 2016, anche nota come legge sul Dopo di Noi ha saputo puntare sui finanziamenti, ecco, il Pool Trust non fa altro che cogliere questo strumento di supporto a beneficio delle famiglie dei disabili, da sempre terrorizzati dall’idea di non aver nulla da lasciare dopo la morte al loro familiare infermo”.

 

Quali vantaggi porta al trust la presenza di disponenti tanto eterogenei?

“La presenza di diversi disponenti e rispettivi beneficiari nel Pool Trust offre allo strumento vie di accesso facilitate a diverse fonti di finanziamento. È fondamentale poi all’interno di questo progetto la presenza del terzo apportatore, che non è un disponente, incarnato nelle istituzioni e/o nelle fondazioni.

Deve essere qualcuno che apporta nel Pool Trust qualcosa che conferisca a questo delle caratteristiche progettuali tali da poter prendere il finanziamento previsto appunto dalla legge sul Dopo di Noi”.

 

Qual è il vantaggio che deriva dalla costituzione e dall’utilizzo comune di questo strumento?

“C’è qualcosa di magico ma al tempo stesso straordinariamente realistico nel Pool Trust.

Più soggetti con interessi comuni conservano la propria patrimonialità, si uniscono e riescono a garantire le posizioni di più soggetti che, diversamente, dovrebbero ripiegare sulla tutela in forma autonoma, con tutte le difficoltà che ne conseguirebbero.

Unendosi invece famiglie e singoli individui, pur con possibilità economiche e situazioni patrimoniali a volte anche molto diverse, finiscono con l’avere vantaggi comuni, oltre che obiettivi comuni”.

 

Marco Zoppi, secondo lei, da cosa dipenderà il successo nel tempo del Pool Trust?

“Ci sono, oggi, tutte le premesse affinché questo progetto cristallizzi tutti i principi del Dopo di Noi, dando riposta concreta ai bisogni di famiglie che hanno speso tutto il loro denaro, tutte le loro forze, tutto il loro tempo nell’assistenza amorevole di familiari disabili.

Il successo è già nell’essere riusciti a concepire una realtà come questa.

Certo, che il successo permanga anche nel lungo periodo è vitale per la sopravvivenza di questo progetto sul Dopo di Noi.

Questo dipenderà da altri fattori. Ad esempio, dalla capacità dei soggetti interessati e dei professionisti coinvolti di cogliere il massimo da questo strumento, interpretandone al meglio tutte le sue effettive potenzialità.

Il Pool Trust è molto di più che una realtà di natura fiscale, essendo piuttosto strumento con il quale conferire dignità alle famiglie dei disabili e ai disabili stessi. Ecco cosa è stato per me sin dal suo concepimento nei miei pensieri. Le cose oggi iniziano a cambiare, grazie alla sensibilizzazione verso queste tematiche affrontate con grande lucidità e con grande organizzazione anche di tipo fiscale”.

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