Rifiuti Tossici ed Ecomafia - Processo Chernobyl
''Per la Camorra la monnezza è oro''. N. Perrella

La regione Campania come Chernobyl.  Il business immondo dello smaltimento illecito di rifiuti tossici investe tutte le province campane e anche parte della regione Puglia. Un giro d’affari che riguarda imprenditori, politici, autotrasportatori e agricoltori. Il totale dei profitti s’aggira intorno ai 60 milioni di euro. Il totale dei rifiuti interrati e dispersi nei territori campani, e riversati nelle acque fluviali ammonta a 980.000 tonnellate. Questi rifiuti tossici sono: scarti di tessuti vegetali, pietrisco, urine e letame di animali, fanghi derivanti da trattamenti di lavaggio, sbucciatura, centrifugazione, distillazione di bevande alcoliche, ceneri di carbone, imballaggi di carta e cartone, miscugli di cemento e ceramica, liquami di origine animale, scarti dall’eliminazione di sabbie, rifiuti di mercati e mense, reflui di acque urbane, reflui industriali, fanghi da fosse settiche di ospedali, abitazioni civili e persino di navi approdate al porto di Napoli. E poi, soprattutto, i fanghi tossici provenienti dal ciclo di lavorazione dei quattro impianti di depurazione campani. Infatti sono state individuate quattro direttrici lungo le quali avveniva l’attività di smaltimento illegale (Ecomafia).

La prima riguarda le province di Napoli e di Caserta, dove tutto ruota attorno alla società Naturambiente e all’impianto di depurazione Espeko di Cuma. La seconda direttrice riguarda la provincia di Salerno, e passa attraverso la Sorieco di Mercato San Severino ed è lì che avveniva la trasformazione  dei fanghi dei quattro depuratori in compost. Tutto ciò attraverso laboratori di analisi corrotti che producevano falsi certificati F.I.R. (formulario di identificazione del rifiuto). I fanghi tossici che entravano nei silos di compostaggio si trasformavano, miracolosamente, in concime con tanto di nulla osta sanitario. Poi subentra la Frama di Ceppaloni.

Quella della provincia di Benevento è la terza direttrice. La società rileva e smaltisce (nei terreni e nei fiumi) i rifiuti della affiliata Sorieco. La quarta direttrice arriva fino alla provincia di Foggia, estensione dei territori inquinati sempre da Sorieco e Frama. Quindi nel sistema illegale di smaltimento di rifiuti venutosi a creare, le aziende erano al tempo stesso agenti e controllori. Avevano a disposizione gli impianti di compostaggio e trasportavano, sulla carta, il compost negli impianti di depurazione.

Queste scorie tossiche venivano riutilizzate e vendute agli agricoltori in quanto concime: in tali materiali di compostaggio fu rinvenuto cromo esavalente e molto altro. Un attentato alla salute, un disastro ecologico protratto da affaristi senza scrupoli e da contadini compiacenti e omertosi, disposti ad avvelenarsi in cambio di poche manciate di soldi.

La regione Campania è dal 1994 in stato d’emergenza rifiuti, questo fa sì che la gestione passi a un delegato del capo del governo con poteri speciali che dovrebbe mirare a riportare la situazione verso l’ordinario ma, in realtà, l’emergenza collima col profitto. La Campania è in ritardo nell’adozione di un nuovo piano per i rifiuti che non si basi sul ciclo, ormai obsoleto, di raccolta e sversamento. Il governo amplia i poteri dei commissari speciali e dà la possibilità, nei limiti del legittimo, che queste cariche possano essere ricoperte dai presidenti eletti delle Regioni.

L’emergenza permette di varare un piano con cui s’affida l’intero ciclo dei rifiuti a imprese private, riducendo gradualmente la funzione di controllo istituzionale e, in virtù dello stato emergenziale, mutano continuamente le valutazioni di impatto ambientale, e i pareri tecnici sulla compatibilità ambientale dei rifiuti variano in funzione degli intenti malavitosi. Con il ciclo dei rifiuti nelle mani dei privati, dal momento che l’individuazione delle discariche spettano alle aziende, iniziano subito le speculazioni su terreni (speculazione edilizia) da adibire a siti di stoccaggio o discariche, la creatività del profitto fa sì che i terreni – spesso di proprietà dei clan mafiosi – vengano comprati a prezzi folli dalle società appaltatrici – spesso infiltrate – pesando sul bilancio del commissariamento. Alla fine, oltre alle dis-economie, ne viene fuori una mappa regionale dei siti scriteriata, dettata solo dalla speculazione economica, comprendente territori dove sarebbe invece necessaria una bonifica e dove il tasso di mortalità è ormai allarmante. La rete clientelare passa per gli affari, gli affari passano per la concessione di servizi pubblici ai privati, gli imprenditori amici ricevono denaro, ne restituiscono una parte nelle campagne elettorali e intanto assumono personale, che sarà bacino di voti per il politico connivente di turno, creando lavoro inutile e dispendioso; tanto, nel caso dei rifiuti, e non solo, a pagare sono i contribuenti con denaro e salute. La Campania procede ciecamente verso il disastro ambientale.

Processo Chernobyl: una triste farsa.

39 erano gli imputati implicati nei fatti riportati dalle indagini svolte dalla Procura di S. Maria Capua Vetere nel periodo che va dal gennaio 2006 al giugno 2007. La prima udienza del Processo Chernobyl avrebbe dovuto svolgersi nell’aprile del 2014, ma per vari motivi quali scioperi, astensioni, mancate notificazioni, allarme bomba, vi sono stati nove rinvii succedutesi nell’arco di tre anni. Infatti la prima vera udienza s’è svolta nel gennaio del 2017. Un processo su cui incombeva lo spettro della prescrizione, che sarebbe avvenuta nel 2019, un processo viziato dai vuoti legislativi riguardanti il diritto ambientale, un processo del tutto inutile al fine della tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Il 28 marzo 2018 il Tribunale di Salerno emana la sentenza. In sintesi: capo d’imputazione – disastro ambientale; assoluzione perché il fatto non sussiste. Esasperata giustizia, somma ingiustizia.

Il PM D. Ceglie nel lontano 2007 spedì ad alcuni sindaci dei vari comuni del Vallo di Diano (Teggiano, S. Arsenio, S. Rufo, S. Pietro al Tanagro) una comunicazione in cui si chiese la bonifica dei terreni inquinati, con la seguente motivazione: «un disastro doloso ambientale cagionato dalle condotte criminose dei componenti della citata organizzazione criminale, i quali partecipando al sodalizio criminoso in modo continuativo e permanente e apportando il proprio materiale contributo cagionavano dolosamente un disastro ambientale a causa dello spandimento e illegittimo smaltimento dei rifiuti».

Nessuna analisi ed eventuale bonifica è stata svolta. Il totale disinteresse delle istituzioni è inquietante, la mancanza di un registro tumorale aggiornato e relativo al territorio campano, nonostante l’incremento delle incidenze tumorali e di molteplici patologie, desta molti sospetti; l’indifferenza e l’omertà della maggioranza della cittadinanza riguardo il fenomeno dello smaltimento illecito di rifiuti sono il segno di un’assenza di coscienza sociale, ambientale e politica. Ormai la politica si è ridotta a meccanismi di rapporti clientelari, si è sedimentata e putrefatta su una gerarchia gerontocratica ed è dedita al voto di scambio. Interamente subalterna alle leggi del guadagno e del malaffare. La sanità pubblica non garantisce più le cure primarie ai cittadini, costretti a rivolgersi a istituti privati o a morire in silenzio. L’isolamento umano e la depredazione di risorse stanno martoriando interi territori. Negli ultimi dieci anni la malavita, solo in Campania, ha cumulato un fatturato complessivo, tramite il mercato dei rifiuti, pari a 43 miliardi di euro.

C’è differenza tra Stato e Malavita?

Platone ne La Repubblica tratta il tema della giustizia. Vi è un dialogo tra Trasimaco e Socrate. Il primo (sofista) ammette che la giustizia è un bene utile a chi è più forte e governa, ma è un danno per chi obbedisce e serve. I sudditi fanno il bene del padrone e lo rendono felice servendolo, ma non riusciranno mai a rendere felici loro stessi. Mentre Socrate ammette che il vero governo non può perseguire l’utile materiale del più forte, deve perseguire l’utile materiale del più debole, del suddito. E l’uomo giusto che vi crede, proprio perché giusto, non lo fa per il bene della propria tasca, lo fa per non incappare in un tremendo castigo. Quale il castigo? Essere governato da chi è peggiore di lui.

Ed è questo il nostro castigo attuale: l’indifferenza al peggio. Il problema rifiuti sussiste, il biocidio va fermato perché la vita di ogni essere vivente è inalienabile.

 

Gianmario Sabini

 

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Sono nato il 7 agosto del 1994 nelle lande desolate e umide del Vallo di Diano, peccato c'abbia pensato già T. S. Eliot a scrivere "Waste Land", sono giunto con ispirazione tardiva. Sono un ramingo laureatosi in Filosofia alla Federico II di Napoli. Adoro in particolar modo Nietzsche e Marx, e amo anche le percussioni, un po' meno il metronomo. Comunque l'oggetto di studio che più mi affascina e terrorizza, al contempo, è l'essere umano; ma voi lettori potete star tranquilli, cercherò di non influenzarvi con i miei disagi esistenziali. Ma qualora qualcuno di voi volesse incontrarmi, mi troverebbe a casa seduto, fumando la pipa e sorseggiando un buon scotch oppure, per vostra fortuna, potrei essermi semplicemente perso. ''Je est un autre''…

4 COMMENTI

  1. Materiali inorganici come pietrisco, cemento, ceramica e sabbia non sono per nulla tossici di per sé. Neppure materiali organici come liquami di origine animale, letame, rifiuti di mercati e mense, tessuti vegetali, scarti derivanti dalle operazioni delle industrie alimentari come sbucciatura, centrifugazione o distillazione di bevande alcoliche sono tossici, ma potrebbero soltanto dare origine a problemi di natura sanitaria qualora la loro concentrazione nel terreno fosse tale da rendere impossibile la loro decomposizione da parte della normale attività batterica nel terreno stesso. Insomma, un po’ di conoscenze tecniche elementari riguardo alle normali attività economiche dovrebbero essere indispensabili per scrivere di argomenti di questo tipo.

    • Mi sarei aspettato un commento del genere. Ovviamente non mi dilungherò inutilmente. Nell’articolo trova menzionata la quantità approssimativa di tali rifiuti, ma evidentemente per lei sono tranquillamente smaltibili naturalmente, senza alcun processo di depurazione. Ottimo. Poi tengo a ricordarle che nel Vallo di Diano sono stati rinvenuti in alcuni terreni, anche non coinvolti nel processo, eccessi di metalli pesanti e non solo. Le riporto qui un frammento dell’articolo della Capacchione https://robertodeluca.blogspot.it/2013/02/atti-pubblici.html?m=1. Poi mi spiega perché l’ARPAC ha declassato con una rapidità disarmante, la pericolosità di tali rifiuti, e addirittura fu chiesta l’archiviazione del procedimento penale indetto dal PM Ceglie nel 2013, da parte del Tribunale di Sala Consilina; poi mi spiega perché lo stesso PM ha sollecitato alcuni comuni del Vallo a svolgere carotaggi del terreno ed eventuali bonifiche, ma ciò non è stato fatto. Ma se per lei va tutto bene in virtù del suo sapere, son felice per lei. Ma la prego non sia tautologico sotto i miei articoli, non venga a impartirmi lezioni di merito. La discussione dev’essere costruttiva, non una pseudo-invettiva del tutto sterile. Detto ciò, la saluto.

      • Cioè lei vorrebbe depurare il pietrisco, il cemento, la ceramica, la sabbia, il letame e gli scarti della lavorazione dei prodotti agricoli prima di smaltirli? Depurarli da cosa?
        L’articolo da lei stesso linkato, lo ha letto? Ha compreso l’argomento? Sa che cosa sono i fanghi di depurazione, i metalli pesanti, il cromo esavalente e da dove derivano? Pensa davvero che abbiano a che fare con il pietrisco, il cemento e il letame?
        No, per me non va tutto bene, ma lei, prima di scrivere quelle che, tecnicamente, sono solo e unicamente sciocchezze, dovrebbe fare lo sforzo di informarsi riguardo alle materie delle quali si accinge a scrivere. Oppure, se non ha conoscenze adeguate e non in grado di acquisirle, astenersi dall’occuparsene, invece di diffondere disinformazione.

  2. Carissimo Azzeccagarbugli. Lei sicuramente o detiene la carica presso il Ministero della Verità, o ha ricevuto il Nobel. Infatti sono veramente euforico per il fatto che stia discutendo con lei. Rispondo ai suoi impellenti e irruenti quesiti. Dove le risulta nell’articolo la parte in cui parlo di depurazione e smaltimento dei conglomerati cementizi? Nella risposta precedente mi riferivo ai reflui di acque urbane, reflui industriali, ecc; e per depurazione intendevo un’eventuale fitodepurazione coadiuvata da pre-trattamenti (degrassatore, pozzo nero, fossa imhoff etc.). Per quanto concerne i materiali di costruzione non credo sia consono e legale smaltirli in tali quantità, come fatto dalle quattro aziende citate in giudizio; ma lei ha più conoscenze di me, quindi va bene così. Però forse farebbe bene a leggersi le normative http://www.ording.ct.it/download/presentazione%20SOLE%20GRECO.pdf. Poi mi spiega, anzi forse meglio di no, il motivo per il quale hanno avuto la necessità di falsificare i F.I.R. durante il compostaggio, se il tutto era smaltibile ”naturalmente”. Il resto del suo commento cos’è un’interrogazione? Ma voglio essere cortese ed esaustivo. I fanghi di depurazione rientrano nel processo finale della depurazione delle acque reflue, e necessitano di vari trattamenti per poi poter essere smaltiti o riutilizzati in agricoltura, ma evidentemente per abbattere i costi e ricavarci dei profitti le 4 aziende non svolgevano ciò, ma io non ho capito nulla, quindi va bene così. Poi la diffusione antropica dei metalli pesanti nell’ambiente deriva da molteplici processi: il piombo viene emesso attraverso le ceramiche smaltate, le vernici e le batterie. Una fonte di contaminazione molto pericolosa è dovuta al piombo contenuto nelle condutture dell’acqua, esso viene emesso anche attraverso i trattamenti di incenerimento e dalle tecnologie di depurazione delle acque. Invece per quanto concerne il cadmio le principali fonti di contaminazione di origine antropica sono associate alle attività minerarie, alle industrie metallurgiche, all’uso di fertilizzanti prodotti con fosfati di origine minerale, alle industrie di vernici e smalti e alle industrie della galvanoplastica. Poi passiamo al suo adorato cromo. Le principali attività umane che rilasciano questo elemento sono la lavorazione dell’acciaio, del cuoio e di sostanze chimiche, che ne aumentano la concentrazione nell’acqua, mentre la combustione di carbone ne rilascia notevoli quantità nell’aria, dalla quale si deposita sul terreno o va a finire nelle acque superficiali. Ovviamente si suddivide in cromo trivalente, che in piccole quantità si rivela essenziale per il metabolismo, e cromo esavalente che è tossico. Ci sono molti altri metalli pesanti, ma lei sarà sicuramente edotto in merito, ragion per cui non mi dilungo. Comunque caro professore mi ha dato spunti per approfondire, e la ringrazio. Se l’articolo è risultato per lei una ”sciocchezza” mi spiace. Ho letto un sacco di documenti in merito al tema trattato, ma so che lei continuerà a commentare ad libitum. Suo malgrado continuerò a diffondere ”dis-informazione”, poiché come disse J. Derrida: ”la stampa informa i fatti non sui fatti”; e io non sono un pennivendolo. Vede io e lei non ci comprendiamo ed è giusto che sia così. ”Il linguaggio opera interamente nell’ambiguità, e la maggior parte del tempo non sapete assolutamente nulla di ciò che dite. Nella vostra interlocuzione più corrente, il linguaggio ha un valore puramente fittizio, prestate all’altro la sensazione che siete sempre lì, cioè che siete capaci di dare la risposta che si attende, e che non ha alcun rapporto con alcunché sia possibile approfondire. I nove decimi dei discorsi effettivamente tenuti sono a questo titolo completamente fittizi”. Adoro Lacan. Au revoir Prof.

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