Tangoterapia, il ballo come ausilio terepeutico per i malati di Parkinson

Il ballo è un’attività che crea molteplici benefici per l’organismo umano. La danza migliora la salute emotiva e mentale in quanto consente alle persone di stare in compagnia e fisica dato che si è in perenne movimento.

Recenti studi hanno evidenziato che il ballo consente a chi soffre di problemi cardiaci di migliorare la salute del proprio cuore e la respirazione. La danza, se praticata con costanza, aiuta anche a perdere peso, aumentare la potenza aerobica, rendimento fisico, flessibilità e forza poichè costringe i muscoli a resistere al peso del corpo.

Oltre ai benefici sopra descritti ballare riduce anche i sintomi della sclerosi multipla e soprattutto del Parkinson. Stando a una ricerca americana il ballo, in particolare il tango argentino, migliora l’equilibrio e facilità i movimenti delle persone affette dal morbo.

Lo studio è stato condotto dal neurologo dell’Università di Washington Gammon M. Earhart per la Parkinson’s Disease Foundation. Lo specialista ha condotto dei test su 52 pazienti affetti da morbo di Parkinson che presentavano notevoli problemi nei propri movimenti. Sotto la supervisione dei ricercatori le persone in questione hanno imparato a ballare il tango attraverso gli insegnamenti di un istruttore.

I membri del team di ricerca americano hanno notato notevoli migliorie nel giro di poco tempo: dai test di verifica è emerso che l’equilibrio dei ballerini era notevolmente migliorato e con esso anche la deambulazione. I pazienti sono stati monitorati per circa un anno e i benefici sono stati molteplici anche nella vita quotidiana. Se prima essi facevano fatica a compiere azioni quotidiane tra cui fare la spesa e lavori domestici ora hanno meno problemi nel farlo.

Il direttore del reparto di Riabilitazione specialistica dell’ospedale Bozzolo di Mantova Francesco Ferraro è rimasto davvero colpito da questa ricerca e dai benefici che il tanto apporta ai pazienti affetti di Parkinson. Per questi motivi il dottore ha deciso di introdurre nella nota struttura ospedaliera mantovana il progetto sperimentale di tangoterapia.

A partire da aprile nella palestra dell’ospedale si tengono delle sedute terapeutiche condotte da specialisti alle quali potranno liberamente partecipare le persone affette da Parkinson. Ad oggi 11 pazienti accompagnati dai loro familiari hanno deciso di prendere parte al corso alle lezioni tenute da un insegnante di ballo volontario della durata di un’ora e mezza che si tengono due volte al mese.

La dottoressa Franca Cavalieri, fisiatra e specialista in malattie reumatiche dell’ospedale di Bozzolo ha spiegato le motivazioni che hanno spinto il personale della struttura ad intraprendere il progetto di tangoterapia: «In danzaterapia il tango è il ballo che ha più documentazione scientifica sulla sua efficacia. L’abbraccio è particolare, accompagna e comunica, in più c’è un notevole rapporto con la terra, una specie di vincolo, si scorre sul terreno e da lì si traggono energie. Di fondamentale importanza c’è anche l’improvvisazione, che stimola gli schemi motori e prevede una grossa comunicazione nella coppia. Tutti aspetti che ad un certo punto migliorano la postura, favoriscono la fluidità dei movimenti e la comunicazione corporea rallentando la progressione delle richieste farmacologiche».

L’iniziativa dell’ospedale Bozzolo è importante e di grande utilità sociale. Le persone affette da Parkinson hanno bisogno di una rete di relazione. Il tango è lo strumento adatto per non farli sentire soli e dar loro il benessere di cui hanno bisogno. Si auspica che progetti simili vengano accolti anche in altre strutture ospedaliere e che la tangoterapia prenda presto piede in tutta Italia.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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