Perché Young Signorino è il miglior artista emergente del momento

Premessa: i suoni trap generalmente non sono male; la trap americana generalmente non è male; la trap italiana, a parte qualche eccezione – ad esempio l’ottimo Tedua –, è insopportabile. Ciononostante l’artista emergente più interessante e, anzi, il migliore del momento è senza ombra di dubbio il trapper Young Signorino, fresco di collaborazione con un pezzo da novanta dell’hip hop italiano: Big Fish.

I pionieri della trap italiana, genere che ha sconvolto l’hip hop e tutta la musica “mainstream” italiana a partire dall’ondata del 2015, hanno tentato di creare un nuovo stile, a partire dalla distruzione delle forme e dei contenuti, come l’assenza di rime o di cura in testi e metriche. Prendiamo ad esempio Sfera Ebbasta, oppure, ancora meglio, la Dark Polo Gang. Questi artisti, però, hanno proceduto evidentemente a tentoni, senza il fine chiaro di riuscire a costruire realmente una nuova e riconoscibile cifra stilistica. Accomodati in un limbo tra il “vecchio” rap e l’intenzione di un nuovo, ancora non adeguatamente identificato, dondolandosi su un’altalena tra la conservazione e il cambiamento dirompente. Un’altalena comunque ben remunerativa, sia chiaro, visti i numeri che riescono a muovere, tanto da potersi permettere di indossare due Rolex sul palco del Primo Maggio e di beffarsene in pubblico senza nemmeno rischiare il linciaggio. Linciaggio meritato non tanto per l’ostentazione del lusso in sé in un’occasione dedicata ai diritti dei lavoratori, sia chiaro – non è da oggi che il Concertone ha perso i suoi connotati politici –, bensì perché devi essere davvero tamarro per indossare due Rolex contemporaneamente. Nonostante, dunque, l’indubbio successo commerciale del genere – tale da aver spinto anche ottimi rapper già affermati a cimentarcisi o, quantomeno, ad affrontarla ironicamente, mantenendo comunque la loro qualità nei testi (Guè Pequeno, Marracash, MadMad, Gemitaiz, Fabri Fibra, Salmo, Nitro) –, dal punto di vista stilistico, in effetti, la trap si era risolta in un semplice irrozzimento del rap, dopo anni in cui esso aveva puntato ad una cura sempre maggiore.

Non era abbastanza. Mancava qualcosa che si spingesse oltre la trap fino a rompere totalmente la gabbia stilistica del rap. Un qualcosa di improbabile e improponibile, con un nome altrettanto improbabile e improponibile: Young Signorino.

Young Signorino è il nuovo che distrugge il vecchio in modo dirompente e dissacrante, portando all’estremo l’opera di demolizione delle forme. Se i rapper hanno curato sempre di più i versi dei testi, lui è diventato noto per testi ricchi di versi, ma non nel senso metrico del termine, bensì nel senso di mugugni e onomatopee più o meno riconoscibili. Qualcuno ci vede del dadaismo. Qualcun altro del futurismo. Qualcuno penserà “È solo un malato di mente”. E su ciò non si può essere per niente d’accordo. Si può, infatti, condividere o meno soltanto un’opinione. Ma che Young Signorino sia un malato di mente non è un’opinione. È un fatto: è stato ricoverato in cliniche psichiatriche, assume psicofarmaci e una volta è finito in coma per averne abusato – lui lascia intendere che il gesto sia stato consapevole (se servissero altre prove) –, si definisce il “figlio di Satana”, definisce suo padre “davvero Satana”, dicendo poi che suo padre è “affettuoso e anche coi mocassini” – i mocassini sono un altro refrain della poetica signorinesca – e vuole che anche suo figlio – Young Signorino ha 19 anni e un figlio di 2 anni e dichiara di volerne un altro – in futuro lo chiami così. E sui fatti non si può opinare, ma semplicemente prenderne atto. Esattamente come non si può per niente essere d’accordo con chi pensa che “Fa schifo”. Perché anche questo è un fatto, non un’opinione. Così come è un fatto che la trap italiana mainstream punti esattamente a fare schifo. E Young Signorino, all’interno del genere che si fonda sul fare schifo, fa più schifo e – addirittura – fa schifo in assoluto.

In un mondo musicale e in un genere musicale che fa della semplificazione più assoluta e della distruzione di ogni forma e contenuto le chiavi del proprio successo, non si può non apprezzare chi, come Young Signorino, porta – probabilmente in modo assolutamente cosciente e studiato, elemento che lo rende realmente interessante – questa tendenza all’estremo. Young Signorino, nei tempi in cui il peggio è ciò che funziona e vende, riesce ad essere il peggiore in assoluto. Ovvero il migliore.

Big Fish ha dichiarato a Rolling Stone che Young Signorino intende arrivare lontano e che è molto serio nel lavoro. In effetti, anche nelle interviste sembra rispondere con frasi sconnesse le une dalle altre, come se vivesse perennemente nei testi delle sue canzoni. Da qui il dubbio: è sempre seriamente e in modo geniale “nella parte” o è semplicemente sé stesso, ovvero un grandissimo coglione? Il limite tra finzione, ironia, realtà e serietà è totalmente rotto nel caso di Young Signorino, per cui non si capisce dove finiscono le une e dove cominciano le altre. Qualcuno potrebbe definire chi gioca in questo modo un “troll”. Qualcuno potrebbe definire tale anche l’autore di questo articolo.

Pietro Marino
@PietroPitMarino

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Nato nel 1996. Studio Filosofia. Da sempre, amo scrivere qualsiasi cosa. Collaboro con il collettivo satirico online Arsenale Kappa. Gestisco un blog satirico/umoristico presente anche su Facebook, Twitter e Instagram, dove pubblico anche vignette.