La musica è forse l’elemento più distintivo ed esplicitante delle tendenze generazionali, ogni generazione ha i suoi artisti di riferimento che in un modo o nell’altro si sono rivelati specchio del proprio pubblico.

Se negli anni 80’ la musica rock aveva raggiunto i massimi livelli di tecnicismo, gli anni ’90 sono stati gli anni del punk e del grunge, generi che facevano del rifiuto della tecnica il loro elemento caratterizzante, così come i loro fun facevano della trasgressione e del rifiuto delle regole la loro identità generazionale.

Da quando il rap è iniziato a diventare genere mainstream è sempre esistito un filone trash, ma probabilmente con Young Signorino siamo arrivati a un punto di non ritorno, c’è qualcosa di diverso in questo fenomeno che si discosta dal semplice trash e che probabilmente si lega a doppio filo con quello che è l’humus da cui questo personaggio è emerso, ovvero il social web e le sue dinamiche, più precisamente quelle interne ai gruppi a tema rap/trap; ma per arrivare a capire Young signorino abbiamo bisogno di partire da un po’ più lontano, ovvero dalle origini del trash rap. Tenetevi forte.

Spitty Cash e Trucebaldazzi: Spitty Cash è stato forse il primo importante fenomeno di trash rap di cui abbiamo memoria, non è un caso che la sua esplosione sia avvenuta intorno al 2008, momento storico dell’avvento prepotente di Facebook e Youtube nelle case degli  italiani.

In realtà l’unico pezzo per cui Spitty Cash è realmente conosciuto è una canzone chiamata “Difficoltà nel ghetto”, dove con un Italiano a dir poco improponibile il rapper parla un po’ della sua storia e dell’ambiente in cui è cresciuto, mentre la prima vera star del trash rap italiano è stato indubbiamente Trucebaldazzi: ragazzo romano che gravitava attorno alla famosa crew del Truceklan.

La particolarità di Spitty Cash e Trucebaldazzi  è quella di essere l’equivalente musicale di quello che sul web è definito “troll”, ovvero un personaggio che volutamente interagisce con gli altri tramite messaggi irritanti, fuori tema, senza senso o del tutto sgrammaticati, letteralmente fuori dal mondo, con il solo obiettivo di disturbare la comunicazione indifferentemente dalle posizioni sostenute, le quali diventano solo un mezzo per portare la discussione verso livelli sempre più caotici.

Spitty Cash e Trucebaldazzi fanno questo ma in musica, tentando di farsi notare in negativo per i loro evidenti limiti artistici, accompagnati da una buona dose di sfacciataggine e “faccia tosta”.

Bello Figo: Sicuramente il rapper trash più conosciuto di sempre è Bello Figo, il quale si spinge ben oltre Spitty Cash toccando livelli fino ad oggi inediti.

Il “rapper” di origini ghanese oltrepassa il limite del troll, perché a differenza di un troll la sua musica non è solo volutamente brutta ma è fatta apposta per far discutere e litigare, generando ondate di insulti.

Se Spitty Cash è dunque un troll, Bello Figo va oltre e diventa quello che sul web chiameremmo “flamer”, ovvero un utente che condivide contenuti non per forza insensati ma puramente disturbanti, dai toni eccessivi e offensivi con lo scopo di fomentare litigi e di conseguenza altro flame da parte di altri utenti.

Non è un caso che Bello figo esordisca intorno al 2012, quando le community sul web iniziavano a dare un nome al fenomeno del flame online.

C’è da dire inoltre che Bello Figo a differenza dei rapper trash elencati prima è stato il primo a rendere davvero remunerativo e continuativo il suo business, tanto che ancora oggi riesce a totalizzare milioni di visualizzazioni nei video più recenti.

Young Signorino: eccoci finalmente arrivati al fenomeno del momento, l’avanguardia del trash italiano, il nuovo Pippo Baudo della shitty music nostrana.

L’analisi delle diverse fasi del trash rap italiano era doverosa per esplicitare il legame, spesso più che diretto, che si crea tra musica e comportamenti di massa online.

Sempre più spesso la musica vive sul web e proprio sulle piattaforme di condivisione online possiamo osservare le reazioni del pubblico ai vari fenomeni musicali troll e flame che abbiamo visto prima, ma come scritto sopra il Signorino ha qualcosa di diverso, un elemento di novità che va oltre quello che hanno simboleggiato Trucebaldazzi e Bello Figo, ma di che si tratta?

Semplice: Young Signorino è un “bait”.

Direttamente collegato al termine inglese che sta ad indicare “esca”, il bait è probabilmente uno dei neologismi più recenti, per certi versi possiamo anche definirla come tecnica di trolling.

Si tratta di un post o di un commento puramente provocatorio ma a differenza del flame che si basa sui toni offensivi, il bait è scritto per sembrare una garbata o quantomento logica argomentazione di qualcosa di estremamente controverso e spesso controsenso.

L’effetto è quello di scatenare una serie di risposte, commenti e reazioni forti nei confronti del messaggio e del suo contenuto, scatenando magari flame wars tra i commenti.
Quello che fa di Young Signorino la versione musicale di un bait non sono le caratteristiche ridicole e volutamente eccessive del personaggio, che basterebbero a classificarlo come un semplice troll ma le produzioni musicali.

Il fatto che Young Signorino venga prodotto da artisti del calibro di Low Kidd e Big Fish equivale a una legittimazione del personaggio, che proprio perché legittimato da esponenti più che importanti della scena musicale produce scalpore, causa flame e discussioni sulla sua presunta validità artistica.

È come se domani mattina il Papa aprisse un dialogo ufficiale con il capo della chiesa Pastafariana, portando così il famoso movimento parodistico a un livello di importanza se non pari, per lo meno comparabile a quello di una religione vera e propria, immaginate le reazioni dell’opinione pubblica!

L’emersione di Young Signorino, ancora una volta, non è slegata quindi dal momento che stanno vivendo i social media, difatti oggi la pratica del bait è diventata un must sul web, in particolare all’interno di grandi gruppi tematici dove diventa fin troppo diffusa l’arte di provocare perfetti sconosciuti sostenendo con argomenti pseudologici cose del tutto assurde, come ad esempio la validità artistica del Signorino.

Ancora una volta la musica si rivela essere figlia del proprio tempo, ma una domanda a questo punto sorge spontanea: qual è il prossimo passo?

Alessandro Cuntreri

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In direzione ostinata e contraria da ancora prima di comprendere il vero significato di quest’espressione. Ho trovato il migliore degli amici in un punto interrogativo, la più calorosa delle amanti in un paio di cuffie e il più stimolante degli avversari in me stesso. Credo fervidamente nel potere delle parole e per nulla nelle parole di potere. I miei aggettivi e insulti preferiti sono, rispettivamente: kafkiano e terrone, probabilmente se fossi stato al posto di Samsa, non mi sarei risvegliato scarafaggio ma zecca. Per il resto seguo il calcio senza capirne nulla, come buona parte degli italiani fa con la politica e viceversa.

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