Se il “lasciamoli lavorare e poi potrete giudicare” fosse un mantra ripetuto nella storia probabilmente non avremmo avuto la Resistenza. A parte questa provocazione, le persone che ripetono questa frase non hanno fatto altro che credere alle fake news che hanno impantanato il web di notizie false e che sono state usate per fare propaganda spicciola e vergognosa per Matteo Salvini.

In fondo la correttezza di un’idea dovrebbe trascendere la credibilità della bocca che la pronuncia. Ed ecco quindi che lasciando lavorare il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in meno di una settimana ha sfiorato la crisi diplomatica con la Tunisia, commentato con parole becere la situazione di decine di migliaia di migranti su suolo italiano e si sia fatto fotografare con documenti riservati ben leggibili. Ora che i fatti concreti si stanno manifestando, le azioni del ministro leghista si rivelano tanto allarmanti quanto tristemente prevedibili.

Migranti, Salvini: “La nave Aquarius approdi a Malta, non in Italia”

E così Salvini ha deciso di bloccare i porti alla nave Aquarius con il benestare del Ministro delle Infrastrutture, Toninelli, sfidando l’Europa e anche i diritti umani non facendo sbarcare i 629 migranti su suolo italiano, tra cui diversi minori non accompagnati e donne incinta, salvati dalla nave Aquarius al largo delle coste libiche.

Le parole hanno un peso specifico ben differente a seconda del fatto che a pronunciarle sia un leader dell’opposizione o un ministro della Repubblica, e con questo gesto Matteo Salvini altro non sta facendo che scaricare il problema sulla piccola isola di Malta, che per ovvie ragioni non ha le capacità necessarie a un’operazione di accoglienza simile.

In questo caos istituzionale ci sarà qualcuno a cui sia rimasto un briciolo di buonsenso?

Mentre il Partito Democratico parla di regressione della civiltà e di rischi umanitari, salvo poi rivendicare i risultati del precedente Governo nella gestione del fenomeno e nella riduzione degli sbarchi, alcuni sindaci di città importanti hanno deciso di opporsi al Ministro Salvini.

La risposta, infatti, arriva da Napoli, dove Luigi De Magistris lancia un appello in cui si rende disponibile a far attraccare la nave Aquarius nel porto partenopeo. Un appello che probabilmente rimarrà inascoltato, ma che risuona molto più forte di qualunque altra dichiarazione fatta da qualche esponente di questo o quel partito di centro-sinistra, un gesto coraggioso che mette al centro una visione del mondo ben diversa da quella leghista o grillina, ma anche profondamente differente dalla visione dell’area PD che rivendica le politiche di Minniti.

Ecco probabilmente è da qui che la sinistra deve ripartire, non dalla figura di De Magistris in sé, ma da quello che è capace di rievocare nell’immaginario collettivo: un uomo di sinistra saldo nelle sue convinzioni, a cui poco interessa di fare accordi al ribasso.

Non è tanto l’uomo, ma è un’idea per cui prima della contesa politica vengano i diritti, l’umanità, il senso di responsabilità nei confronti di 629 vite umane, vite umane che invece, dopo settimane di viaggio ben oltre il limite della sopportazione umana vedranno decidere il proprio futuro dal Palazzo del Viminale, e più precisamente da qualcuno come Matteo Salvini.

Alessandro Cuntreri

 

 

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In direzione ostinata e contraria da ancora prima di comprendere il vero significato di quest’espressione. Ho trovato il migliore degli amici in un punto interrogativo, la più calorosa delle amanti in un paio di cuffie e il più stimolante degli avversari in me stesso. Credo fervidamente nel potere delle parole e per nulla nelle parole di potere. I miei aggettivi e insulti preferiti sono, rispettivamente: kafkiano e terrone, probabilmente se fossi stato al posto di Samsa, non mi sarei risvegliato scarafaggio ma zecca. Per il resto seguo il calcio senza capirne nulla, come buona parte degli italiani fa con la politica e viceversa.

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