“State senza pensieri” aveva poostato su Instagram Dries Mertens in vacanze alle Maldive per rassicurare tifosi e “fanta-allenatori”, che chiedevano a gran voce una sua rete. La maledizione si è spezzata e Dries è tornato ad essere quel Ciro che ha portato a suon di reti il Napoli ad altissimi livelli in campionato. Con il match point di Mertens e la vittoria di oggi, Sarri conferma il primo posto in campionato, allungando di quattro punti sull’inseguitrice Juventus, almeno per una notte.

9 PARTITE SENZA SEGNARE –  Un digiuno lunghissimo quello del fuoriclasse belga in campionato, che stava preoccupando non poco i suoi supporters. Il gol mancava dalla partita col Sassuolo, alla quale sono seguite prestazioni non esaltati. La prestazione opaca con la Juve e le difficoltà fisiche di fine novembre avevano creato non pochi timori all’interno della tifoseria. “Cosa è successo a Ciro?” chiedeva il pubblico. Poi già con la Fiorentina qualcosa era cambiato. Tornano finalmente quelle giocate e quei movimenti che tanto erano piaciute a Sarri e che la scorsa stagione lo avevano fatto diventare un perfetto falso nueve. Mertens capisce che se non può segnare, può far segnare. Lo sa bene Marek Hamsik, che grazie all’assist del belga nella partita con la Samp diventa il miglior marcatore di sempre nella storia del Napoli. Le prestazioni sono convincenti e la squadra, seppur necessiti dei suoi gol, riesce a sopperire grazie a Koulibaly Hamsik, con il primo che si dimostra un rapace saltatore sulle palle inattive e con il secondo che si è ritrovato. Senza  dimenticarsi di Insigne che con i suoi gol e le sue giocate è riuscito a dare un grande contributo alla squadra, confermandosi come uno dei leader del gruppo. I miglioramenti emergono tutti nel periodo natalizio, quando Mertens in ogni partita comincia a cercare il gol con insistenza, o sfiorandolo per pochi millimetri o realizzandolo in altre competizioni. Si veda lo sfortunato quarto di finale di Coppa Italia del Napoli proprio contro l’Atalanta. Mertens quella sera trova il gol, ma non riesce a ripetersi nelle due partite successive con Crotone e Verona.

STAT SENZA PENSIER” – Alla sosta il Napoli è campione d’inverno, ma nonostante questo bel risultato non mancano le critiche. Serve un quinto attaccante. Milik è infortunato e il digiuno di Mertens è la testimonianza più lampante che, seppur forte e motivato, non può giocarle tutte. Ci sarebbero Ounas e Giaccherini, ma non offrono garanzie tecnico-tattiche a Sarri. La società va sul mercato e Mertens in vacanza. Mentre la società cerca l’affondo decisivo per Simone Verdi, punta ambidestra del Bologna, capace di sostituire tutti e tre i tenori offensivi del Napoli, il belga è in vacanza alle Maldive a godersi un po’ di meritato riposo. Senza esagerare, però.  Già perché Dries ha troppa voglia di scendere in campo, troppa di voglia di esultare con i suoi tifosi. Perciò con un post su Instagram lancia un messaggio chiaro: “Per i miei ‘Presidenti’ del Fantacalcio, stat senz pensier mi sono riposato!”.

IL RITORNO DI CIRO – Il Napoli torna a Castelvolturno, pronto per giocarsi la metà di stagione più importante dell’era ADL. L’impegno, però, è proprio contro quell’Atalanta che circa una quindicina di giorni fa aveva eliminato gli azzurri dalla Coppa Italia. La squadra bergamasca sia per il gioco impartito da Gasperini sia per le caratteristiche fisiche della squadra rappresenta per Sarri e per tutta la squadra un avversario veramente difficile da affrontare. Per tutti, ma non per Mertens, che vede in questa partita la concreta possibilità di sbloccarsi, ripetendo la buona prestazione, mostrata in Tim Cup. La partita arriva e i propositi sembrano essere disattesi. Masiello e Caldara seguono come ombre Mertens, lo intrappolano in una gabbia difensiva dalla quale è difficile liberarsi. Le verticalizzazioni, “i passaggi centrali” per la punta, chiesti da Sarri, finiscono quasi sempre o in retropassaggi sterili o in passaggi intercettati dal muro nerazzurro. Il terreno di gioco non aiuta il palleggio, il campo è troppo umido e l’errore è dietro l’angolo. Inizia il secondo tempo ed è un altro Napoli. Gli azzurri riescono a liberarsi dalla trappola del Gasp e tornano a gestire a creare. Mertens è lì, attende, pronto a gettarsi sul primo pallone interessante. Masiello, però, è davvero un ombra e lo segue con caparbietà e  gli nega, anticipandolo su una deviazione di Berisha , la gioia del gol. Ma Ciro non ci sta.  In ballo non c’è solo un suo conflitto interiore. La faccenda è ben più importante, c’è uno scudetto in ballo. E perciò su verticalizzazione di Callejon sbuca astutamente alle spalle di Caldara e Masiello insaccando Berisha con un destro magnifico sotto al sette. Tornano le giocate, gli assist, le verticalizzazioni. Torna il Napoli spettacolare con il suo funambolo Ciro. Ma la partita è difficile e basta poco per sbagliare. Sarri lo sa e i campi sono improntati tutti sulla gestione del risultato. Mertens arretra, contrasta, riparte, tiene  e chiede che quella palla bollente resti vicino la bandierina, perché vincere oggi è più importante di qualsiasi altro risultato personale. Il gol di Hamsik è solo una mera illusione, spezzata da una grande intuizione del guardialinee e del VAR. Il risultato però alla fine non cambia. Il Napoli vince e ritrova il suo Ciro.

Fonte immagine in evidenza: Liberopensiero

Giovanni Ruoppo

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