Elezioni 2018, le proposte del centrodestra a favore della tutela ambientale

Nelle settimane che ci separano dal 4 marzo analizzeremo i punti riguardanti la tutela ambientale contenuti nei programmi elettorali di tutte le forze politiche in gara. Nell’articolo precedente avevamo esaminato le proposte pro ambiente contenute nei programmi elettorali delle forze politiche di sinistra. Oggi ci concentreremo invece su quelle avanzate dal Movimento 5 Stelle, guidato dal candidato premier Luigi Di Maio.

Una breve introduzione contenente la proposta di legge utile a revisionare la parte prima del decreto legislativo 152/2006, normativa nazionale che tratta i principi generali ambientali e che regola tutta la politica ambientale, precede quelle che sono le molteplici misure ambientali avanzate dal movimento pentastellato.

Il primo capitolo riguarda la bonifica dei siti inquinati. Il M5S propone l’accelerazione dei procedimenti di bonifica dei siti inquinanti tramite la proposta di legge presentata il 2 maggio 2016 a prima firma De Rosa.

Sezione a parte per la gravissima situazione concernente la Terra dei Fuochi. Il Movimento 5 Stelle stila un programma di 18 punti fra i quali:

  • il reinserimento fra i Sin (siti inquinati di interesse nazionale) delle aree appartenenti al Litorale Domizio-Flegreo e all’Agro aversano, al quartiere Pianura, al bacino idrografico del fiume Sarno e al Litorale Vesuviano;
  • un tavolo tecnico permanente che veda coinvolti associazioni e cittadini, personale del mondo scientifico e rappresentanti di regione ed enti locali con lo scopo di monitorare la disastrosa situazione ed esaminare soluzioni adatte alla risoluzione del problema;
  • investimenti nella formazione di personale specializzato per il controllo ambientale;
  • l’istituzione di un Fondo rotativo regionale atto a garantire la realizzazione degli interventi di bonifica qualora il responsabile non intervenga tempestivamente.

La gestione dei rifiuti in Italia ha sempre rappresentato una problematica difficile da affrontare e spesso si è rivelata un vero e proprio business su cui lucrare a discapito della salute dell’ambiente e quindi dei cittadini. Tra le proposte avanzate dai 5 Stelle troviamo la defiscalizzazione dei prodotti ricavati da riciclo-recupero materia, lo stop a incentivi economici ad inceneritori, la tracciabilità dei rifiuti e soprattutto l’azzeramento di tutti gli incentivi per la produzione di combustibili ed energia da rifiuti.

Il capitolo rifiuti continua con l’economia circolare, termine che indica un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo tramite la progettazione di “beni già pensati per il riuso, la riparazione , il riutilizzo, il riciclo, che abbiano il maggior ciclo di vita possibile e la minor impronta ambientale possibile“. La questione legata alla plastica negli oceani, su cui scrivemmo un articolo non molto tempo fa, viene affrontata con una gestione precauzionale delle microplastiche. Misure previste anche per lo smaltimento dei rifiuti in discarica, la raccolta domiciliare porta a porta, la revisione del sistema di tariffazione dei rifiuti urbani, per i reati e garanzie finanziarie sui danni ambientali nel ciclo dei rifiuti e infine per i cosiddetti rifiuti speciali.

Acqua pubblica partecipata e trasparente, è il titolo del quarto capitolo. Nel 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione A/64/L.63/Rev.1, dichiarò che “il diritto all’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani“. Tre sono le principali proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle atte a garantire questo diritto. Esse riguardano rispettivamente la qualità dell’acqua, le concessioni per le acque minerali e infine gli investimenti nelle strutture idriche.

Anche per la pianificazione sostenibile dei territori il M5S avanza svariate proposte, tra le quali:

  • diritto alla casa tramite il recupero del patrimonio edile già esistente e quindi contro il crescente consumo di suolo;
  • contrasto all’abusivismo edilizio proponendo l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di quanto costruito con abuso edilizio come nuova condizione sanzionatoria in sostituzione dell’ordine di abbattimento;
  • cura del verde pubblico mediante la trasformazione dei lastrici solari in giardini pensili (di cui parliamo in questo articolo) e la creazione di recinzioni e fronti strada verdi, con lo scopo di assorbire l’inquinamento atmosferico;
  • il recupero acque meteoriche tramite dispositivi per la diminuzione del consumo d’acqua;
  • la messa in sicurezza del territorio (dissesto idrogeologico) partendo dalla suddivisione degli interventi programmati in strutturali (interventi di recupero naturalistico, opere di consolidamento dei versanti in frana etc) e non strutturali (regolamentazione dell’uso del territorio, attività di previsione e sorveglianza etc);

La difesa dei Parchi e delle aree protette può essere incentivata con una maggiore rappresentanza per le associazioni territoriali e i soggetti competenti tecnicamente. Inoltre il M5S suggerisce che il direttore del Parco “venga nominato in base alle competenze e capacità professionali possedute in relazione alla specificità dell’incarico” e che la gestione della fauna selvatica venga finalizzata esclusivamente a prevenire o ridurre i danni alla biodiversità.

Secondo il movimento pentastellato la mobilità sostenibile rappresenta un obiettivo da raggiungere puntando sulla realizzazione di reti e infrastrutture per il trasporto su bici, incentivando nel contempo l’intermodalità tra bici e trasporti pubblici, promuovendo così l’uso delle stesse come mezzo di trasporto per le esigenze quotidiane. Inoltre si promuove il concetto di turismo sostenibile creando “una rete nazionale di mobilità dolce che, in via prioritaria, riguarderà le infrastrutture in disuso” (es: ferrovie non più utilizzate, tronchi stradali dismessi etc).

Chiara la posizione del Movimento 5 Stelle anche sullo stop alle trivellazioni nel Mediterraneo. Il movimento stila una lista di proposte atte a tutelare gli interessi dei cittadini, considerati come i veri proprietari delle risorse contenute nel suolo e nel sottosuolo. Per tutelare l’ambiente e gli ecosistemi e per una progressiva indipendenza dal mercato delle energie fossili si propongono misure quali:

  • rafforzare gli obblighi relativi alla dismissione e alla messa in sicurezza delle piattaforme;
  • prevedere il divieto della tecnica della fratturazione idraulica (di cui parliamo qui);
  • prevedere la sospensione delle attività estrattive e di prospezione in zone a rischio sismico, vulcanico, tettonico;
  • promuovere in tutte le sedi opportune iniziative volte a definire una comune strategia con tutti gli altri Paesi del Mediterraneo per una severa regolamentazione dello sfruttamento di giacimenti sottomarini di idrocarburi nell’intero bacino;

Il lungo programma a favore dell’ambiente si conclude con proposte per una nuova governance ambientale. Per quel che concerne le politiche contro i cambiamenti climatici il M5S, oltre a incentivare la green economy, propone l’istituzione di una cabina di regia utile a favorire “un dialogo costruttivo fra governi, comunità imprenditoriale, città, regioni, organizzazioni internazionali, società civile e istituzioni accademiche in modo da mobilitare un forte impegno nazionale e globale verso la realizzazione di società a basse emissioni di carbonio e resilienti“. I pentastellati propongono anche misure contro lo spreco alimentare, a favore dell’educazione ambientale e per una riorganizzazione del Ministero dell’Ambiente. Si individua inoltre la necessità di modificare la normativa relativa alle valutazioni e autorizzazioni ambientali (VIA, VAS e AIA) e di istituire un sistema nazionale interforze di controllo ambientale sulla falsariga della Direzione nazionale antimafia“. Infine si ritiene utile procedere con la modifica della legge contro i reati ambientali, rendendo più efficace la persecuzione degli eco-reati, con provvedimenti quali:

  • modifiche al codice dell’ambiente al fine di aumentare le pene e le sanzioni per adeguarle in maniera proporzionale alle sanzioni previste per i nuovi delitti ambientali inseriti nel codice penale“;
  • esclusione di aziende, persone fisiche titolari di aziende e ogni altro soggetto persona fisica o giuridica da incentivi e finanziamenti pubblici e divieto di partecipazione a gare qualora fossero ritenute responsabili di illeciti ambientali;
  • modifiche al codice penale inerenti la prescrizione del reato ambientale;
  • Introduzione della frode in materia ambientale.

Marco Pisano

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