Era stata affidata all‘Istituto Campano per la Storia della Resistenza, nato l’11 ottobre 1964, la struttura del “Civico 7 Liberato” situata presso la Galleria Principe di Napoli dove, ieri mattina, si è compiuto un blitz della polizia municipale allo scopo di sgomberare alcuni appartamenti occupati da movimenti.
La costruzione della Galleria Principe di Napoli fu iniziata ne 1869 e fu completata, dopo una serie di interruzioni, nel 1883. Dopo aver passato due anni di completo degrado e abbandono, in cui la struttura era diventata un rifugio per i senza tetto, il 23 dicembre dello scorso anno sono stati completati i lavori di ristrutturazione. A gennaio è stata completata la fase di assegnazione dei locali destinati a fini commerciali.
Secondo le ultime dichiarazioni del Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, la messa in sicurezza della Galleria dovrebbe essere portata a termine con la costruzione di cancelli ai quattro varchi della galleria.
La Galleria, che era stata occupata già nel 2013 dall’associazione Napoli-Project Afro Napoli United, era stata nuoovamente occupata dal Laboratorio Comunista Casamatta, dalla Rete dei Comunisti e dall’Associazione Freedomina, che hanno dato vita al Civico 7 Liberato.

L’associazione, dichiaratamente antifascista, anticapitalista e femminista, aveva occupato il porticato della Galleria Principe di Napoli, allo scopo di creare uno spazio autogestito rendendo possibile l’uso di questi spazi alla cittadinanza e ai giovani. Dagli attivisti dell’associazione erano anche stati recuperati dei libri abbandonati nei luoghi che in seguito hanno occupato.
Gli occupanti del Civico 7 Liberato hanno ribadito la loro vicinanza “alla storia precedente dello spazio che fu sede dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza”.
“Esso vuole essere una struttura aperta a collaborazioni ed interazioni con organismi di lotta, collettivi, comitati, singole individualità e con altri spazi occupati ed autogestiti che agiscono nell’area metropolitana e nazionale. Essendo situato in un crocevia di quartieri popolari, porterà particolare attenzione agli abitanti della zona, in primis quelli che fanno parte delle fasce popolari più discriminate della società”, è quanto si può leggere nella descrizione fatta dal Contropiano, giornale comunista online.
In seguito allo sgombero, avvenuto la mattina del 20 marzo, i locali occupati dal Civico 7 Liberato, verranno messi al bando dal Comune.
Andrea Chiara Petrone

















































