Giuseppe Gaeta:

«Da domani tutti con in caschi in Accademia. Vergognatevi»

Questo il post di una studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Napoli nel gruppo di Facebook dell’Università. Ciò a cui si riferisce è l’incidente avvenuto ieri durante una lezione: alcune ragazze sono rimaste ferite a causa della caduta di una finestra. Insomma, tra commenti e stati, sembra quasi che l’edificio cada a pezzi.

Così, abbiamo deciso di parlare con Giuseppe Gaeta, direttore dell’Accademia, che è stato molto gentile nel spiegarci la dinamica:

«Come vede, noi abbiamo dei finestroni molto alti, che hanno una parte alta ribaltabile. Nell’aula in cui c’è stato questo incidente, c’è una gratinata che porta le panche all’altezza della ribalta. Però tra queste e il finestrone c’è circa un metro e mezzo di distanza. Queste ragazze, poiché probabilmente l’aula era piena, hanno deciso di superare le panche e si sono sedute sul davanzale della finestra, appoggiandosi ad essa. La parte su cui si sono appoggiate con la schiena risulta rotta e, visto che il finestrone non arriva fin laggiù, deve essere stata una spinta data da parte loro che per farsi indietro avranno urtato il vetro alle loro spalle».

Ci siamo subito chiesti se l’Accademia o gli enti proposti avessero mai segnalato un pericolo del genere o meno e se ci fossero state manutenzioni. Gaeta ha risposto con molta tranquillità che «non c’è stata alcuna segnalazione», dunque «è davvero una fatalità perché solitamente i finestroni, anche quelli che si ribaltano, per evitare che si rompano i vetri, sono collegati a un cavo. Questi, inoltre, sono stati già oggetto di intervento di risanamento, fatto dalle stesse persone che si sono occupati della ristrutturazione della facciata. Evidentemente la violenza della caduta ha spezzato il cavetto di protezione. Le ragazze hanno riportato dei tagli, motivo per cui abbiamo immediatamente chiamato il 118, dove sono state accompagnate da un nostro collega. Adesso stiamo aspettando il referto per eventuali azioni di assicurazione, ovvero tutto ciò che si fa normalmente quando si presenta una situazione simile».

Giuseppe Gaeta: "ci dispiace molto per l'incidente"

Il Direttore, infine, conclude: «Questa mattina, per cautela, ho fatto mettere una segnalazione. Bisogna dire che se le ragazze non si fossero sedute lì, ci sarebbe stata solo la rottura del vetro. Non ci aspettavamo che qualche alunno si sedesse proprio lì. Noi siamo molto dispiaciuti perché le ragazze, potevano farsi molto più male e noi siamo preoccupati di questo, come ho scritto anche su Facebook».

 

La Redazione

3 Commenti

  1. Gentile Redazione,
    la creazione del mio post sul gruppo dell’Accademia di Belle Arti era a scopo satirico, ironico e beffeggiatorio nei confronti di un’amministrazione che più volte ha dato modo di dimostrare agli alunni la propria incapacità organizzativa (ed ora) e anche l’incapacità di garantirci sicurezza.
    Vorrei che si prendesse in considerazione, non solo dove erano sedute le ragazze, ma anche il perché, dato che fin’ora, nessuno ha fatto cenno di ciò, o almeno, nessuno ha avuto il coraggio di ammettere tale circostanza che sto per scrivere.
    Molte aule non sono abbastanza capienti per ospitare gli studenti che vogliono seguire le lezioni, ed infatti, molti di questi, sono costretti a trovare delle sistemazioni scomode, come abbiamo ben visto in questa vicenda.
    Ma ciò non giustifica un eventuale imprudenza da parte di queste ragazze; quest’ultime seguivano la lezione, e non avevano motivo di fare movimenti bruschi per causare l’accaduto.
    Aggiungo un appunto, lo spazio di seduta su quella gratinata è così profonda che la schiena di queste ragazze non avrebbe NEMMENO raggiunto tale finestra, o almeno, NON in una posizione così comoda da rimanere appoggiate ad essa. Quindi la ritengo un’ipotesi scartabile quella del Direttor Gaeta.
    Grazie per l’attenzione.

  2. Convengo con lo scritto di chi ha denunciato l ‘accaduto. Che le alunne suddette si fossero appoggiate o meno alla finestra, penso che non sia rilevante, ma ciò che è veramente rilevante è che la finestra non fosse adeguatamente fissata. È pur vero che le aule sono sempre piene, (troppo spesso) con grande disagio dei ragazzi che vogliono seguire le lezioni. Chiedo al Signor Gaeta, prima di tutto, di far mettere in sicurezza tutte le finestre e non solo, poi di provvedere di dare sia agli alunni che ai docenti aule e strumenti adeguati alla facoltà. Spero che lei faccia ritornare agli antichi arbori questa Accademia, che un tempo era uno dei tanti fiori all’occhiello di Napoli e famosa in tutto il mondo. Questo è quanto volevo dire, sono speranzosa.

  3. Non penso sia la prima volta che si evince incapacità a garantirci sicurezza, purtroppo.
    Ricordo la famosa palma in cortile, così alta, così curva, così denunciata… che infatti si aspettò cadesse prima di intervenire.
    E pure lì, ci andò bene.
    Ci sono poi situazioni strane in aule come quelle di fotografia: 4 aule diverse collegate tra loro (per arrivare alle ultime bisogna passare dalla prima e la seconda) che in alcuni orari sono usate per fare delle lezioni super affollate. Vi lascio immaginare cosa potrebbe succedere per un qualsiasi incidente.
    Non trovo il senso della frase “se le ragazze non si fossero sedute lì, ci sarebbe stata solo la rottura del vetro”. Mi dispiace, proprio non ci arrivo.
    Ci siamo seduti in molti lì, soprattutto ritardatari che non trovano sedie su cui sedersi. Mai a nessuno è venuto in mente fosse pericoloso, mai un docente o un collega si è mostrato preoccupato.
    Si è creato il precedente, bene.
    Ora ovviamente invece di revisionare tutte le finestre, troveremo avvisi che vietano la seduta.

    Se gli studenti non possono essere contenuti dalla struttura, limitate le iscrizioni. Chi entrerà sarà ben più felice di pagare una retta alta, ma BEN SPESA.

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