Di questi tempi parlare di “rovesciate” e “rovesciamenti” ad uno Juventino equivale a gettare l’acqua santa sul demonio. Perché poi, prescindendo da quelli che saranno gli esiti e da tutto quello che c’è stato prima, sono state proprio due rovesciate – si può dire – a segnare indelebilmente la stagione della banda di Allegri fino a questo momento. Due scatti, due dolorose istantanee per i tifosi della Signora. Due rovesciate che hanno rovesciato – mi si consenta il gioco di parole – il mondo bianconero, ne hanno turbato la delicata tranquillità, ne hanno modificato i piani, ridimensionandoli.

La prima, quella di sua maestà Cristiano Ronaldo, ha marchiato a fuoco i quarti di finale di Champions League, e lasciamo stare tutti quei discorsi su rigori non concessi ad alcuni poi concessi ad altri: certi gesti spazzano via qualsiasi tipo di dubbio sulla legittimità di alcune partite. Il Calcio è questo, the pitch, con i suoi verdetti che possono piacere e non piacere, talvolta influenzati – questo sì – anche da fattori esterni. Il problema è che la Juventus la qualificazione non l’ha persa per il rigore concesso a Lucas Vazquez all’ultimo minuto, ma perché è sbiancata alla vista di un alieno che si elevava a tre metri dal suolo (manco fosse Oliver Hutton) per colpire quel pallone. Ha smesso di giocare dopo aver ricevuto il secondo gol nella partita d’andata, e questo è quanto. Arrivederci e appuntamento all’anno prossimo. Evidentemente era destino che la Juventus a Kiev non ci dovesse andare, perché magari se avesse raggiunto la finale l’avrebbe nuovamente persa, generando altri mille infiniti sfottò che, a dirla tutta, hanno anche un po’ stufato. Il cammino europeo di Dybala e company non è mai stato lineare in questa stagione. Mai è stata data quell’impressione di superiorità che l’anno scorso, almeno nella fase ad eliminazione diretta era diventata abbastanza palese. E quindi addio Champions, addio triplete: forse era meglio così, quest’anno questo matrimonio non s’aveva da fare (semicit.). Sicuramente, però, gli obiettivi erano altri, e l’uscita dalla massima competizione europea ha giocoforza modificato i piani bianconeri.

Da Ronaldo a Simy: le due rovesciate che hanno segnato la stagione della Juventus. Fonte: Goal.com

La seconda, di rovesciata s’intende, se possibile è stata ancora più dolorosa perché è andata a toccare le certezze della Juventus, è andata a ledere l’habitat naturale dei Bianconeri. Golia umiliato in casa di Davide: stava per succedere a Benevento, è successo a Crotone. Certo, magari parlare di umiliazione è eccessivo, però sicuramente la consapevolezza di essere entrati proprio malgrado nella storia del “piccolo Crotone” può far male. E poi, come effetto collaterale, il gesto tecnico di Simy ha portato ad una reazione a catena: il pareggio al minuto 65, infatti, è stato il frutto di un atteggiamento passivo della Juventus, inconsciamente tranquilla del risultato che stava maturando a Napoli, che la stava portando ad un enorme vantaggio di +9 alla vigilia dello scontro diretto. Manco a farlo apposta, da Napoli a Crotone, i risultati sono tornati in parità quasi contemporaneamente, con la differenza che il pareggio dei Bianconeri in Calabria ha dato nuovo smalto ai ragazzi di Sarri. Trascinati da Milik, hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo andando a vincere la gara 4-2, mentre la Juventus non è più riuscita a ristabilire il vantaggio. In un quarto d’ora Allegri si è visto “cadere in picchiata” da +9 a +4: la bellezza e l’imprevedibilità del Calcio. La straordinarietà dei fattori esterni al campo (dove la tecnologia, però, non c’entra assolutamente nulla). Una storia che continua, una favola che vale ancora la pena di essere raccontata. Il Napoli sta rendendo questo Campionato tra i più belli degli ultimi anni, in cui quasi mai, a questo punto della stagione, si era arrivati ad uno scontro diretto così importante.

Allegri dice che due mesi fa avrebbe messo la firma per arrivare allo scontro diretto a +4 sul Napoli, anche se in cuor suo sa bene che quell’enorme vantaggio prospettatosi fino al 64′ di Napoli-Udinese avrebbe levato la Juventus da una bella serie di impicci. Prospettive ribaltate, insomma. O meglio: rovesciate. Sì perché il Napoli ormai aveva smesso di crederci. O forse lo avevano fatto i tifosi, dal momento che pare che quegli undici che Sarri schiera in campo non hanno proprio intenzione di arrendersi. La Juventus, dopo aver sudato per recuperare gli Azzurri e dopo averli scavalcati ottenendo un grande vantaggio, si trova col fiato sul collo, consapevole di non poter assolutamente sbagliare. In fondo, dopo Torino c’è Milano, e se il contro-sorpasso non avviene stasera può avvenire settimana prossima: e lì, poi, è dura recuperare.

Allegri, comunque, è anche consapevole (nonostante non voglia dirlo) di avere i favori dei pronostici, del campo, e della grinta che i suoi ragazzi hanno sempre messo nelle gare decisive, che è pari o addirittura superiore a quella che il Napoli sta impiegando per vincere questo dannato scudetto. Non è domani sera che si decide il Campionato: la Vecchia Signora riconfermerebbe se stessa, i Partenopei compirebbero un vero e proprio miracolo. Questi ultimi, però, il miracolo lo hanno già compiuto, anche solo per aver riportato un hype da “notti magiche” intorno a Juventus-Napoli. Mai come stasera il risultato è imprevedibile. Come questo Campionato, di rovesciate e di prospettive (rovesciate).

Buon Calcio a tutti, buon Juventus-Napoli.

 

Vincenzo Marotta

 

Fonte immagine in evidenza: ilbianconero.com

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