Hamilton, Nadal e LeBron
Fonte: The Straits Times

Tre campioni, tre storie, tre fenomeni, tre storie da raccontare e da ricordare per sempre. Tre grandissimi personaggi che, ancora una volta, con le loro gesta hanno scritto una pagina memorabile negli sport in cui primeggiano. Hamilton, Nadal, LeBron: in una sola parola, leggende.

Hamilton, Nadal e LeBron hanno compiuto tre grandissime imprese, ognuno nel proprio campo, che meritano di essere ricordate per sempre negli annali delle proprie competizioni. Tre grandissimi risultati che non solo arricchiscono il palmarès dei tre protagonisti ma che lasciano anche un grande insegnamento che merita di essere ricordato e cioè che l’impegno e la grinta, abbinati al talento, consentono di raggiungere ogni risultato.

Lewis Hamilton come Schumacher

La prima grande pagina di storia è quella scritta dal pilota di Formula 1. Il campione di Stevenage sta di fatto riscrivendo la storia della Formula 1. Vincendo al Nurburgring il Gran Premio disputatosi l’11 ottobre 2020, infatti, Hamilton ha eguagliato il record di vittorie di Michael Schumacher raggiungendo i 91 successi in carriera. Una vera e propria impresa, soprattutto se si guardano i numeri della strabiliante carriera del fenomeno inglese. 260 Gran premi disputati, 96 pole position, 3.636 punti conquistati e, come detto, ben 91 vittorie. Il tutto a partire dall’esordio, datato 18 marzo 2007, e che ha visto il pilota britannico primeggiare nel corso della propria carriera che lo ha visto protagonista con ben 2 scuderie ovvero la MC Laren dal 2007 al 2012 e la Mercedes dal 2013.

Lewis ha conquistato ben 6 mondiali ma, tra le tante vittorie, spicca sicuramente – quantomeno dal punto di vista cronologico – quella di domenica 11 ottobre, che ha garantito a Lewis Hamilton il primo posto sul podio tra i piloti di Formula uno in tema di gran premi vinti. Un primo posto, peraltro, condiviso con il grande Michael Schumacher e che dà ancora di più l’idea della grandezza dell’impresa del pilota inglese.

Hamilton si caratterizza per essere un vero e proprio combattente del circuito, con il suo stile di guida a dir poco aggressivo e molto tenace nei sorpassi e che si avvicina a Schumacher anche per la sua abilità nella guida sul bagnato, il che lo rende un avversario particolarmente ostico per i suoi colleghi. Da qui le tante vittorie conseguite nella propria carriera e da qui il record stabilito domenica scorsa e che gli consente di poter esser considerato, a buon ragione, primus inter pares“.

Rafael Nadal: il re della terra

Altro giro, altra impresa. Nel fantastico weekend dell’11 ottobre, infatti, vi è stata un’altra grande pagina di storia scritta, questa volta nel tennis, da Rafael Nadal. Il tennista spagnolo, infatti, imponendosi sul rivale Novak Djokovic nella finale del Roland Garros, è riuscito a stabilire il record di ben 13 vittorie nello stesso torneo eguagliando, peraltro, Federer nel numero di tornei dello slam vinti, riuscendo a raggiungere quota 100 match vinti su 102 giocati in carriera nella capitale parigina.

Siamo davanti ad un’impresa davvero enorme, celebrata anche dai più grandi tennisti di sempre i quali non hanno esitato ad evidenziare i meriti e le capacità del tennista spagnolo capace, tra l’altro, di raggiungere un risultato così strabiliante in un periodo così complesso quale quello in cui viviamo.

Il successo ottenuto, tra l’altro, non solo consente a Nadal di scrivere una pagina di storia tennistica così importante, ma gli consente anche di essere identificato come il re della terrae ciò per le sue capacità su tale tipo di terreno di gioco. A tal proposito sono emblematiche, oltre che bellissime, le parole profuse da Djokovic al termine dell’incontro il quale, dopo la sconfitta, non ha esitato e magnificare la grandezza del campione spagnolo inchinandosi alla sua maestosità. Parole che contribuiscono a scrivere un’altra bellissima pagina di sport e che chiariscono come le pagine da leggenda, quelle vere, sono ancora più belle se scritte insieme da vincitori e sconfitti.

LeBron James

La ciliegina sulla torta di questo fantastico weekend è stata scritta dai Lakers che, letteralmente trascinati da LeBron (e Davis), hanno conquistato il titolo NBA. Un titolo che in California mancava da ben 10 anni ovvero da quando il simbolo della squadra era il compianto Kobe Bryant. L’impresa sportiva è evidente: LeBron, infatti, domenica notte, ha conquistato il proprio quarto anello con ben tre compagini differenti (due volte a Miami e una a Cleveland) il che rappresenta un record. Se a ciò aggiungiamo che al termine del match è stato anche nominato MVP delle Finals, si capisce bene l’importanza del fenomeno James nella conquista del titolo. Altrettanto evidente, però, è l’impresa “morale” – o meglio umana – se è vero, come è vero, che la riconquista del titolo è avvenuta proprio nell’anno della terribile e prematura scomparsa di Kobe Bryant, verificatasi nel terribile incidente aereo del 26 gennaio 2020. È bello, quindi, pensare che proprio il grande Kobe abbia guidato dall’alto la sua ex squadra dando a LeBron (tra i più colpiti dopo la tragedia) quella carica in più per raggiungere la grande impresa.

Tre storie, tre fantastiche imprese, tre protagonisti assoluti dello sport che, con le loro vittorie, sono diventati leggenda. Impossibile, e forse anche ingiusto, cercare di scegliere quale sia l’impresa preferibile. È sicuramente più interessante cercare di capire cosa ci hanno regalato questi tre campioni. Hamilton, Nadal e LeBron hanno segnato una pagina epica e storica del loro sport insegnando a tutti che la grinta, la perseveranza, l’impegno e la forza di volontà possono permettere di raggiungere traguardi unici ed insperati. Il talento spesso non basta, ma se allo stesso abbiniamo una passione ed un impegno fuori dal comune allora ogni obiettivo può essere davvero conseguito. Da appassionati, non possiamo che ringraziare i tre “fenomeni”, non solo per averci regalato una giornata incredibilmente densa di emozioni, ma anche per aver messo una firma indelebile ed imperitura nella grande pagina dello sport mondiale.

Fonte immagine in evidenza: thestraitstimes

Salvatore Fiori

Salvatore Fiori
Mi laureo in Giurisprudenza nel 2002 presso l’Università di Bologna e inizio subito la pratica presso uno studio legale fiorentino occupandomi di diritto civile e penale. Ottenuta l’abilitazione alla professione di avvocato, mi specializzo in diritto dei consumatori e diritto sportivo. Divento, nel frattempo, referente di un’associazione dei consumatori aprendone anche uno sportello presso il mio studio. Parallelamente, coltivo anche la mia passione per l'insegnamento collaborando con alcune scuole private quale insegnante di Diritto. Appassionato di sport in generale e di calcio in particolare e di politica latu sensu intesa, nutro una spiccata propensione per le esigenze dei più deboli, ispirandomi ai principi di giustizia sociale che da sempre muovono il mio pensare e quindi il mio agire.

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