Demacrazia
Foto, Flavia Coppeta

Il tour di Giacomo Russo Spena fa tappa anche a Salerno. Nel quartiere periferico di Salerno, l’associazione “Marea” accoglie l’autore romano per la presentazione del libro “Demacrazia” sull’esperienza del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Russo Spena, dopo i libri su Syriza, Podemos e Ada Colau, riprende nuovamente il concetto di mutualismo analizzando il caso “anomalo”, come lui stesso lo definisce, del primo cittadino napoletano.

Che cos’è “Demacrazia” e perché Russo Spena scrive un libro proprio su De Magistris? “Demacrazia” è un libro che ripercorre l’ascesa politica dell’ex magistrato: dalla prima vittoria nel 2011 fino alla riconferma del 2016. E in mezzo aneddoti, progetti, riferimenti ai mutualismi greci e spagnoli e anche qualche velata critica.

«La scelta non è casuale. Fa parte di un percorso di inchiesta giornalistica – dice Russo Spena – che ho iniziato quattro anni fa quando scrissi il primo libro sulla Grecia dove raccontavo l’esperienza di Tsipras e del suo partito. La seconda tappa è stata l’esperienza di Podemos. Quella che ritenevo l’esperienza spagnola, a sinistra, più interessante e innovativa. Poi sono rimasto in Spagna dove ho raccontato le gesta di Ada Colau, la sindaca di Barcellona. Emblema di come i movimenti riescono dal basso ad arrivare ad amministrare una città come Barcellona rompendo la dicotomia centro-sinistra centro-destra. Ed ecco che arrivo al mio quarto libro, dopo averne scritti tre sull’Europa, dove tutti questi elementi citati ritornano. A mio parere quello di De Magistris è il laboratorio politico più interessante a sinistra. È un libro-intervista dove evidenzio tutti i pregi e i difetti di De Magistris concentrandomi sul suo progetto di politica nazionale».

Demacrazia
Foto, Flavia Coppeta

Sui prossimi scenari politici, l’autore annuncia: «De Magistris ha confermato che dal 5 marzo lavorerà per strutturare il suo progetto nazionale in vista delle elezione europee 2019. Insieme ai movimenti europei, ai comitati No-Tav e No-Triv, al mondo dell’associazionismo, con Ada Colau e altri sindaci ribelli. A quel punto Regionali 2020 (non si candiderà lui) e comunali 2021 a Napoli dove non potrà concorrere ma può sperare che qualcun altro di “DeMa” potrà continuare il suo progetto».

Disobbedire al patto di stabilità perché le casse del Comune sono vuote, non è da tutti. Così come varare il piano “Napoli città rifugio” sulla questione migranti. Azioni che sono valse a Luigi De Magistris l’epiteto di sindaco “di strada” o di sindaco “Masaniello”. La paura, però, è che fuori dal suo quartier generale, che in senso allargato potrebbe essere buona parte del Meridione, il progetto politico non possa attecchire. E nell’epoca della personalizzazione della politica, il rischio che il progetto sia troppo legato alla figura di De Magistris e alle sue eccelse doti carismatiche e comunicative, è concreto.

«Nel libro “Demacrazia” – prosegue Spena – evidenzio come la sua figura carismatica possa essere un’arma a doppio taglio. Il lato positivo è la sua abilità nell'”ars oratoria”. In undici anni non ho mai incontrato uno bravo come lui. È a tutti gli effetti – pur non venendo dalla politica – un animale politico. E in politica i leader servono. Dall’altra parte c’è un problema: lui è accentratore, è un narcisista. A un certo punto nel libro paragono Napoli alla Caracas di Maduro, e vi confesso che ha provato a farmi cambiare idea ma non ho ceduto di una virgola (ride, ndr). Non è stato ancora capace di costruirsi una squadra intorno. Credo sia l’unico politico di peso nazionale che non abbia un portavoce. Non so se perché nessuno è degno di portare la sua parola o perché non si fida, ma tant’è. Adesso sta lavorando molto su questo aspetto per provare a riprodurre, su scala nazionale, il suo modello e per la famosa questione dei voti al Nord. Quanti voti prende sopra il fiume Garigliano? Punto di domanda gigantesco. Incarna l’idea di riscatto dei napoletani e del Meridione, e questo potrebbe essere un problema. Alle scorse europee, però, prende 40.000 voti nel collegio Nord-Est e altrettanti in quello Nord-Ovest. Lui è convinto di poter prendere voti in maniera omogenea».

La presentazione del libro di Russo Spena è stata il viatico per spaziare su argomenti più ampi (e più complessi) come la politica europea. Ed è lì che si gioca la partita più importante. Il desiderio di una svolta a sinistra, in Italia, passa per le sue mani. Il sogno di un’altra Europa, anche.

Paolo Vacca

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