Il corpo dell'idea: Leopardi e Vico insieme a Palazzo Reale

Ieri 21 marzo, nella Giornata mondiale della poesia e secondo giorno di primavera, è stata inaugurata la mostra Il Corpo dell’Idea, un interessante dialogo fra Giacomo Leopardi e Giambattista Vico sui temi che maggiormente hanno accomunato le loro visioni del mondo.

Anello di congiunzione: il concetto di decadenza

Due colonne portanti della storia del pensiero Italiano ed Europeo: il primo apripista di una nuova epoca romantica, il secondo custode di una tradizione illuministica ormai sul finire. Seppur separati dal tempo, sono tuttavia accomunati dall’importante rapporto con la città di Napoli, e idee affini sull’uomo e sulla storia.

Il concetto che più avvicina Vico e Leopardi è probabilmente quello della decadenza – come spiega il Dottor Antonio Prete, grande critico ed esperto leopardiano –, fortemente presente in entrambi gli approcci filosofici dei nostri letterati. Mentre in Vico la decadenza – della virtù, della civiltà e della ragione – appare come lo stadio finale di un processo di età storiche, preceduto da quelle degli dei, degli eroi e degli uomini, per Leopardi decadenza, degrado e morte sono condizioni inevitabili all’essere umano e all’umanità stessa. Quindi se per il primo la decadenza appare come una condizione temporanea e destinata a lasciare il passo a età più fiorenti,(corsi e ricorsi storici),  il secondo guarda a questa fase con un misto di disprezzo e tenerezza. L’uomo, che al pari delle altre creature non può sfuggire al suo destino di morte, ingenuamente e stupidamente ha deciso di innalzarsi sopra le altre e credersi immortale.

Non ha natura al seme
Dell’uom più stima o cura
Che alla formica: e se più rara in quello
Che nell’altra è la strage,
Non avvien ciò d’altronde
Fuor che l’uom sue prosapie ha men feconde

Ma è proprio quando il pessimismo leopardiano si fa in effetti più scuro e buio che emerge una risposta positiva e particolarmente calzante con i nostri giorni: proprio perché la natura ha beffato l’uomo rendendolo schiavo della sua condizione, è contro di essa che l’umanità ha il motivo di unirsi e ribellarsi. Una social catena che vuole gli uomini solidali fra loro e pronti a soccorrersi con atti di virtù e fratellanza. Un contesto in cui la violenza verso il prossimo perde di senso.

Così fatti pensieri
Quando fien, come fur, palesi al volgo,
E quell’orror che primo
Contra l’empia natura
Strinse i mortali in social catena,
Fia ricondotto in parte
Da verace saper, l’onesto e il retto
Conversar cittadino,
E giustizia e pietade, altra radice
Avranno allor che non superbe fole,
Ove fondata probità del volgo
Così star suole in piede
Quale star può quel ch’ha in error la sede.


La Mostra: installazioni e tecnologia al servizio del pensiero

Leopardi Vico

Ed è in questo spirito di fratellanza e speranza che il Dottor De Prete, i rappresentanti del Mibac, del Polo Museale della Campania, della Regione e il direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, commossi, introducono i presenti alla mostra. «Un lavoro che ha richiesto 5 anni di fatica – afferma Patrizia Boldoni coordinatrice regionale delle arti e della cultura – la forte collaborazione fra le istituzioni, ed uno notevolissimo dispiegamento di fondi da parte della regione».

Infine, le porte della mostra si aprono, lasciando spazio ad un’atmosfera surreale. Aria nero-bluastra con bellissime statue greco romane – prestate dal Mann di Napoli – che risplendono illuminate a piena luce. Sullo sfondo si sentono declamare passi delle opere dei due letterati da voci esperte, le quali conducono il visitatore fra installazioni e opere dal carattere onirico. E mentre si è immersi in questo spazio di a-temporalità, senza accorgersene, si finisce per ammirare la parte più pregiata e interessante dell’intera mostra. Sono infatti presenti i manoscritti originali dove per la prima volta sono stati messi nero su bianco capolavori come L’infinito o La Scienza Nuova.

Una mostra consigliatissima, che vedrà continuare a dialogare questi due grandi del pensiero sino al 21 luglio al Palazzo Reale di Napoli.

Leopardi Vico

Giuseppe Alessio

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here