Elettrosensibili

In un mondo dominato da telefonini, Wi-Fi, computer e altri apparecchi elettrici ormai considerati indispensabili per la vita di tutti, sembra quasi un’eresia affermare che esista un’associazione che lotta contro tutto questo. Eppure l’Associazione Italiana Elettrosensibili è solo da ringraziare per la lotta che sta portando avanti contro il propagarsi di onde elettromagnetiche sempre più intense.

Chi sono gli Elettrosensibili?

Chiamata anche ES, l’Elettrosensibilità si può definire come un insieme di sintomi fisici o psicologici causati dalle onde elettromagnetiche emesse da Wi-Fi, cellulari o altri apparecchi elettronici a cui determinati soggetti sono particolarmente sensibili. Già dal 1997-1998 si hanno i primi casi di disturbi psico-fisici legati al fenomeno dell’Elettrosensibilità, ma soltanto da pochi anni tali fenomeni hanno avuto un incremento importante. Tutti i soggetti che affermavano di avvertire determinati malesseri, si trovavano spesso in prossimità di fonti elettromagnetiche, in particolare all’intero delle proprie mura domestiche.

Di contro, però, a causa di mancanza di studi e ricerche in materia, si dibatte ormai da anni sull’effettiva esistenza di questo disturbo e nemmeno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce l’ES come una malattia vera e propria. In molti affermano, infatti, che non sussista alcuna relazione tra questi malesseri e la presenza di fonti elettromagnetiche nelle vicinanze e si pensa, invece, che essi siano piuttosto causati da preesistenti condizioni psichiatriche, stress o semplice paura dei campi elettromagnetici.

Tuttavia, associazioni di malati di tutto il mondo contestano questa posizione assunta dall’OMS e basano tale sicurezza anche su diverse tragiche storie legate a quest’insofferenza per le onde elettromagnetiche come ad esempio quella di Jenny Fry.

Come si legge da ilgazzettino.it , Jenny Fry, quindicenne inglese, ha frequentato la scuola fino al 2015. Inizialmente soffriva di vari disturbi fisici, come paralisi e forti mal di testa e i medici stessi hanno connesso tali disturbi alla continua esposizione al Wi-Fi della sua scuola. Con la fine della scuola, durante le vacanze estive, la ragazza si era finalmente ripresa, ma con il ricominciare dell’anno scolastico, i disturbi sono ricominciati sempre più intensi e insopportabili. Così il Gazzettino conclude l’articolo:

«Nel 2015, in preda alla disperazione, ha mandato un messaggio ad un amico a cui ha annunciato la sua decisione di togliersi la vita, il ragazzo ha provato a raggiungerla, ma per Jenny era troppo tardi.»

Elettrosensibili
Jenny Fry (elettrosensibili.it)

L’Associazione Italiana Elettrosensibili

È proprio in difesa di ragazzi e persone come Jenny Fry che l’Associazione Italiana Elettrosensibili corre in aiuto. Nel sito ufficiale dell’Associazione si legge, infatti, che il tanto declamato 5G, insieme all’illusoria promessa a esso legata di potere e di controllo su tutti i nostri oggetti, potrebbe portare più problemi che vantaggi. Stando a quanto descritto sul sito dell’associazione le persone nel mondo colpite da questo disagio sono dall‘1% al 3% e così i responsabili parlano del loro lavoro:

«Perseguiamo il riconoscimento del nostro problema a livello sanitario, previdenziale e istituzionale. Siamo già in contatto con strutture sanitarie statali e locali e ci stiamo inserendo nella rete internazionale.
Miriamo all’abbattimento di quelle che per noi sono diventate “barriere elettriche” mediante un’effettiva minimizzazione ambientale dei livelli elettromagnetici nei nostri luoghi di vita e di lavoro.
Pensiamo che la nostra attività permetterà a noi e ai nostri figli di continuare a vivere e potrà dare beneficio anche a chi elettrosensibile non è.
»

A differenza di quanto affermano diverse persone, ossia che l’Elettrosensibilità non esista, il presidente del sodalizio sopra descritto, Paolo Orio, definisce tale disturbo “sindrome da Ipersensibilità ai Campi Elettromagnetici“, una vera sindrome insomma, che con il tempo e la diffusione sempre maggiore e quasi incontrollata di fonti di onde elettromagnetiche non farà che provocare sempre più “vittime”. Altri scopi dell’Associazione a sostegno degli Elettrosensibili sono la formazione di persone volte ad affrontare il problema, la promozione di assistenza sanitaria in tutto il mondo e la ricerca, la cooperazione con le Istituzioni nella ricerca di cure e prevenzione.

Elettrosensibili
Consigli utili (elettrosensibili.it)

Se già, quindi, dal 1997 erano avvertiti i primi problemi in materia, quando le città saranno letteralmente invase dalle onde elettromagnetiche provocate dal 5G, chissà quanto peggioreranno le persone già affette dal disturbo e quante saranno quelle che se ne ammaleranno. Purtroppo, a causa di mancanza di ricerche in materia, è ancora impossibile definire con certezza l’esistenza della sindrome da Elettrosensibilità. Tuttavia, che la malattia esista o meno, è davvero così tanto necessario essere perennemente collegati a tutti e a tutto? Del resto, se wi-Fi e telefonini fossero meno presenti nella nostra vita, la comunicazione sincera e vera tra le persone non potrebbe che trarne vantaggio e non ci si ammalerebbe di depressione o ansia da prestazione solo per avere più likes su Facebook o più cuoricini su Instagram da parte di persone che nemmeno si conoscono.

Cristina Barbero