L’Italia figura oggi al secondo posto di una classifica non proprio incoraggiante, quella che descrive l’incidenza del morbillo nel 2017.

Nel nostro paese nel corso del 2017 i casi di morbillo sono stati 5004. Una cifra elevatissima che va direttamente a far parte di quell’aumento dell’incidenza del 400% rispetto al 2016 registrata in tutto il continente europeo.

Il podio di questa preoccupante classifica riguardo il morbillo è occupato da Romania (5560 casi), seguita da Italia (5004 casi), Grecia (967) e Germania (928 casi).

Queste statistiche, ovviamente, vanno interpretate non solo tenendo conto dei valori assoluti ma, come accennato, sottolineando il fatto che quella registrata è una vera e propria esplosione dell’incidenza rispetto agli anni passati.

Ancora più interessante è l’analisi del tipo di contagio che riguarda per l’87% dei casi persone non vaccinate e per l’8% soggetti vaccinati con una sola dose di trattamento.

Buona parte dei contagi riguardano bambini e ragazzi tra i 0 ed i 15 anni di età.

Guardando la classifica, almeno i primi 4 posti, si evince subito il fatto che sono presenti paesi molto differenti tra loro per situazione economica, qualità della vita e accesso ai farmaci.

Romania e Grecia vivono da anni una situazione economico-sociale notevolmente difficile e le difficoltà dell’accesso alle cure e del reperimento dei farmaci insistono non poco sui valori analizzati. Ampie fasce di emarginazione contribuiscono a portare decisamente al ribasso la situazione sanitaria di paesi che nonostante tutto fanno parte dell’Unione Europea.

La presenza di Italia e Germania, invece, denota tutt’altre situazioni e motivazioni e la loro presenza al vertice della casistica di incidenza del morbillo preoccupa, se possibile, ancora di più.

I paesi cosiddetti “occidentali” (termine ormai decisamente obsoleto ma ancora in voga) sono stati infatti in questi anni investiti da una pesante ondata di populismo e sfiducia che tira dentro un po’ tutto.

La disinformazione e il complotto che viaggiano alla velocità della luce sulla rete hanno diffuso bufale e dicerie che giornalmente producono movimenti NoVax e tutto ciò che vi ruota intorno, comprese ampi settori di consenso politico.

Il fatto che i casi di morbillo siano aumentati vertiginosamente corre parallelo al crollo delle vaccinazioni mettendo a rischio vari tipi di soggetti: dai bambini in età pre-vaccino ad adulti mai vaccinati moltissime sono le persone a rischio.

Purtroppo nemmeno dalla parte opposta, ovvero quella che dovrebbe garantire la giusta applicazione dei presidi sanitari (vaccinazioni per morbillo comprese), si è lavorato granché.

Ci si è mossi soprattutto per slogan, acerrime battaglie fra parti politiche e infinite discussioni sui social tralasciando modalità di confronto costruttive ed una informazione giusta e capillare.

Siamo quindi al punto di non ritorno col morbillo e non solo?

Probabilmente no ma soltanto perché nonostante tutto abbiamo in mano potenti strumenti per contrastare questa inutile, dannosa e pericolosa battaglia che come sempre finisce per colpire chi si trova in mezzo, ossia le persone.

E’ necessario, oggi col morbillo e i vaccini, domani con chissà cos’altro, fare tutti un passo indietro e ricominciare a confrontarsi serenamente, lontani da slogan, rabbia e bufale. Forse ci riusciremo, ma di sicuro sarà dopo le elezioni.

Mauro Presciutti

Greenpeace

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