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UNICEF: rilasciati 250 bambini soldato in Sudan

L’agenzia ONU per l’infanzia UNICEF ha reso noto che nella giornata di ieri nel villaggio di Lekuangole nel Sudan sono stati rilasciati 250 bambini soldato, tra i quali una di nove anni, da un gruppo armato locale chiamato Cobra Faction. Il rilascio è avvenuto grazie a un accordo di pace con la fazione, che ha dichiarato di avere fino a 3000 bambini nel loro gruppo armato.

L’UNICEF, il Government’s National Disarmament e il Demolibilization and Reintegration Commission (NDDRC) si sono occupati della questione e stanno lavorando insieme per il reintegro dei bambini nelle loro comunità. Il rilascio è avvenuto con una cerimonia formale in cui i bambini venivano spogliati dalle loro vesti di soldato e vestiti con abiti civili. L’UNICEF ha annunciato che la cura dei bambini avverrà in un centro di cura locale, dove riceveranno cibo e riparo. Dopodich* l’UNICEF e i suoi partner si occuperanno di rintracciare le famiglie e di fornire un supporto psicologico se necessario.

L’UNICEF e l’NCDDRC hanno registrato circa 650 bambini soldato. Parecchi di loro, tra cui ragazze, vengono nascosti nei campi di bestiame in zona. A breve ci saranno altri due rilasci. Il rilascio dei bambini soldato da parte dell’UNICEF è salito a 1314 negli ultimi anni e secondo le stime raddoppierà nel giro di poco tempo.

Queste le parole di Jonathan Veitch, rappresentante zonale UNICEF, a riguardo: «Dei 660 bambini liberati a Pibor e Gumrok, 200 sono stati riuniti e altri stanno per riunirsi alle loro famiglie». Poi ha aggiunto: «Mentre accogliamo con favore la libertà per i bambini, siamo anche profondamente turbati dalle centinaia di bambini che sono rapiti nell’Upper Nile e negli Unity States. I ragazzi sono presi di mira e arruolati dalle forze del governo e dell’opposizione».

Questo è l’appello di Veitch: «L’UNICEF condanna questa violazione dei diritti umani e invita tutte le parti a liberare i bambini». Speriamo che venga accolto dalle comunità internazionali e che una volta unite si possa porre fine a questa ingiustizia sociale.

Vincenzo Nicoletti

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