Twitch e gli 'hot tub'. Fonte: Dexerto.com
Twitch e gli 'hot tub'. Fonte: Dexerto.com

Il problema è sorto quando alla streamer Amouranth è stata impedita la monetizzazione dei suoi video in costume in piscina. Ma la pezza messa da Twitch è stata peggiore del buco: creare una categoria apposita (“Hot Tub”) senza prendere una reale decisione su questo genere di contenuti. Eppure, in quanto a sessualizzazione estrema di ogni aspetto della vita, permettiamo ben di peggio ogni giorno.

Negli ultimi anni, Twitch, la piattaforma di Amazon si è resa protagonista di una forte crescita delle dirette IRL (ovvero In Real Life) e dei contenuti basati sul semplice dialogo fra streamer e pubblico con l’esplosione di un nuovo filone di contenuti sessualizzati che hanno fatto la fortuna di numerose streamer, portandole senza sforzo in vetta alla categoria dedicata al Just Chatting. Di recente, questo ecosistema si è evoluto nelle dirette “Hot Tub”, ovvero trasmissioni in cui le ragazze posano in costume da bagno dentro piscine gonfiabili improvvisate, raccogliendo decine di migliaia di dollari in donazioni e abbonamenti.

https://gamecheckup.com/twitch-hot-tub-stream-gets-its-own-category-on-twitch-following-controversies/

Amauranth è una delle più conosciute performer della piattaforma con quasi 3 milioni di followers; le sue dirette contavano entrate quantificate in 30mila dollari al mese, fino a che Twitch non ha deciso di escludere i suoi contenuti dalla monetizzazione pubblicitaria a causa delle sue performance dalla vasca da bagno, non rilasciando dichiarazioni in proposito.Non è chiaro se e quando la monetizzazione del canale di Amouranth potrà essere ripristinata ma intanto la questione ha iniziato a prendere piede sui principali siti d’informazione e la streamer continua a tenere alta l’attenzione,dichiarando: “Quali sono le cose che sono consentite o non sono consentite su Twitch? Come fanno i performer, in mancanza di linee guida tradizionali, ad averne contezza? Perché gli influencer che si cimentano in giochi d’azzardo sulla piattaforma non sono stati esclusi dalla monetizzazione? La linea sottile che c’è tra alcune performer su Twitch e il mondo della sessualità è davvero molto plastico. E si presta a essere oltrepassata in molti modi. Non è possibile che una piattaforma dalla così grande responsabilità, inglobata in una multinazionale come Amazon, possa gestirla in maniera così approssimativa e senza prima effettuare una corretta informazione nei confronti di tutti: utenti e performer.”

Di tutti risposta, Twitch decide di abbracciare il format di streaming delle Hot Tub aggiungendo tra le opzioni per le categorie il “Pools, Hot Tubs, and Beaches” per fare in modo che gli utenti interessati solo al Just Chatting, (gli stream dove si fanno quattro chiacchiere in compagnia), evitassero di trovarsi streamer che stanno in piscina. 

La piattaforma si mostra ospitale nei confronti di contenuti che potremmo definire ‘soft porn’ accettandoli (fino al limite della pornografia e degli atti sessuali) e cercando di non limitare la fantasia dei propri utenti. Alcuni utenti hanno sentito questa decisione ‘giusta’, al fine di definire meglio questa inedita tipologia di intrattenimento, ma altri la pensano in modo diametralmente opposto. È il caso della streamer Yabbe, che di recente si è espressa su Twitter rivelando il suo sdegno in merito alla presa di posizione  di Twich: “Avete riconosciuto che le Hot Tub stanno danneggiando le donne sulla piattaforma che non si sessualizzano o usano Twitch come promozione per OnlyFans, perché non avete fatto qualcosa a riguardo?’’ La posizione di Yabbe è chiara: la decisione da parte di Twitch non fa altro che aggravare la situazione, andando di fatto a danneggiare tutti i content creator, soprattutto donne, che non vogliono sessualizzare il proprio account o usarlo come vetrina promozionale per pubblicizzare altri siti a pagamento.

La sessualizzazione della società (che presta l’attenzione sulle caratteristiche e sui valori relativi alla sfera sessuale,attribuendo un ruolo di secondo piano alle altre qualità proprie) trova carburante nei mass-media che quotidianamente pongono su di una bilancia coerenza da un lato e sessualizzazione interiorizzata dall’altro. Ad oggi, il marketing ripassa su contenuti sessuali muovendosi in un substrato culturale profondamente devoto a questo tipo di contenuti.

Miriam Tufano

Il mio posto preferito è nei libri, ma quando scendo Studio Canto Lirico al Conservatorio Domenico Cimarosa (Av) e sono iscritta alla facoltà di Filosofia alla Federico II (Na). Mi piacciono i dolci, le fotografie, i posti immensi, l'arte e cantare fino a perdere le corde vocali. Seguace di Dioniso, 2001.

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