Paul McCartney, fonte: billboard.com
Paul McCartney, fonte: billboard.com

Paul McCartney, 50 anni dopo l’uscita del suo primo album da solista McCartney 1, pubblicato successivamente la rottura con i Beatles nel 1970 e dopo McCartney 2, dieci anni più tardi, si appresta a chiudere la trilogia con McCartney 3, in vendita dall’11 dicembre 2020. Questa trilogia è caratterizzata dal fatto che il cantautore suona ogni strumento, anche quelli più inusuali come gli archi e le frecce; registra, mixa e scrive ogni canzone completamente da solo.

Il processo di questo nuovo album ha avuto inizio quando Sir Paul è tornato a lavorare su un brano inedito dei primi anni 90, “When Winter Comes” (coprodotto da George Martin, storico produttore discografico dei Beatles) e conterrà 11 tracce i cui titoli non sono ancora noti.

L’annuncio ufficiale è stato anticipato da vari indizi sui social, a partire dalla piattaforma musicale, Spotify, dove l’ex Beatles ha introdotto nelle diapositive delle canzoni dei rispettivi McCartney 1 e McCartney 2, rappresentazioni grafiche animate di un lancio di un dado con appunto tre pallini neri visibili nella facciata principale, ed è proseguito con la pubblicazione di tre post alquanto ignoti con tre dadi in didascalia presentati sugli account instagram e twitter ufficiali dell’artista. Perfino alcuni critici e giornalisti hanno ricevuto un sacchetto, con all’interno dei dadi con la scritta “McCartney” e il numero tre dallo staff dell’artista.

Il cantante britannico si è cimentato nella creazione dell’album durante il lockdown (da lui definito Rockdown) trascorso nel Sussex insieme alla prima figlia, Mary McCarteney, nata dalla storica relazione con la fotografa Linda Eastman, e i suoi nipoti. Nella quiete della campagna inglese, l’ex Beatles nella sua sala privata di registrazione ha avuto tempo a sufficienza per dare modo al suo genio creativo di comporre nuove melodie, e nuove storie da raccontare.

“Vivevo in isolamento nella mia fattoria con la mia famiglia e andavo ogni giorno nel mio studio, dovevo fare un po’ di lavoro su un po’ di musica da film e questo si è trasformato nel brano d’apertura e poi, quando è stato fatto, ho pensato: cosa farò dopo? Avevo delle cose su cui avevo lavorato nel corso degli anni, ma a volte il tempo si esauriva e rimanevano a metà, così ho iniziato a pensare a quello che avevo. Ogni giorno iniziavo a registrare con lo strumento su cui avevo scritto la canzone e poi, gradualmente, stratificavo il tutto. Ho fatto musica per me stesso, cose che mi piaceva fare. Non avevo idea che il lavoro sarebbe diventato come un album”. Così ha dichiarato il cantante, parlando del nuovo lavoro.

Paul McCartney, fonte: thekillingmoon.com

Paul McCartney ha dato l’annuncio ufficiale attraverso vari social con un filmato dalla durata di quaranta secondi. Si vede Paul suonare vari strumenti come chitarra, batteria, flauto e basso mentre sullo schermo scorrono le scritte dei titoli di produzione; produced by, performed by and written by, il video si conclude con l’artista che sorridente batte le mani e urla “Cool”!

Ma cosa ci si può aspettare da un album concepito da un cantante di 78 anni con alle spalle ben 60 di carriera? C’è da dire che Paul McCartney anche nei precedenti album come Egypt Station, rilasciato nel 2018, ha sempre mostrato la capacità di non essere mai anacronistico, sempre al passo coi tempi e mai ripetitivo. Ogni suo nuovo album è stato infatti sempre diverso dal precedente spaziando con naturalezza dalle tipiche ballate alla “McCartney”, al rock, al blues, al pop, al reggae.

Settantotto anni per un artista del calibro di Paul McCartney non sono un peso, anzi la piacevole scoperta di un uomo maturo, ma sempre con quel guizzo di spirito del ragazzino con la frangia e il taglio a caschetto, che insieme agli altri tre ragazzi con la stessa pettinatura e la stessa energia, ha conquistato il mondo e rivoluzionato la musica.

Francesca Meglio

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