Napoli-Sampdoria è stata una partita da applausi. Applausi per Marek Hamsik che diventa il miglior marcatore azzurro di tutti i tempi, superando Maradona. Applausi per due squadre che hanno messo in mostra una partita meravigliosa, uno spot per il calcio italiano. Applausi rumorosi e sentiti per Fabio Quagliarella, l’attaccante che, vittima di uno stalker, nel 2010 è stato costretto ad abbandonare all’improvviso la squadra azzurra per andare alla Juve, lasciando un senso di dolore nei tifosi, ignari. Un dolore sopito solo nel marzo scorso, quando finalmente la vicenda è stata resa nota e lo stalker arrestato. In realtà per lui non si è trattato di una vera e propria prima volta. Quagliarella già tornò a Maggio in occasione della ” partita del Sole”, evento di beneficenza, e anche in quell’occasione l’accoglienza, anche se il pubblico era formato per la maggior parte da scolaresche, fu eccellente.

LA VICENDA- Fabio Quagliarella è stato un giocatore del Napoli per una sola stagione, quella 2009-2010. In un solo anno è riuscito a farsi amare dai tifosi azzurri in maniera viscerale, sia per le sue doti tecniche (a Napoli tutti ricordano i suoi magnifici 11 gol come quelli all’ Atalanta a Bergamo  e  contro la  Juve al San Paolo) sia, soprattutto, per l’affetto e il grande attaccamento alla maglia. Nell’agosto del 2010 egli passa alla Juve. Alla fine della partita di Europa League tra Elfsborg e Napoli, partita che gli azzurri vincono grazie alla prima doppietta di Cavani, che viene lanciato titolare per la prima volta da Mazzarri, egli parla addirittura con i tifosi. Fa freddo lì e la notte risulta ancora più gelida per coloro che erano presenti in Svezia e anche per quelli restati a casa. Quagliarella conferma le voci del suo passaggio alla Juve direttamente ai tifosi. La notizia suscita una reazione negativa da parte dei supporters che in quel momento senza alcuna spiegazione vedono il proprio beniamino, loro conterraneo, passare più acerrime delle rivali: la Juventus. Da quel momento la realazione tra tifosi e Fabio si fa tesa. I fischi non mancano in ogni suo rientro a Napoli. Quagliarella è considerato un traditore da gran parte del popolo azzurro. Nessuno, però, può sapere che il calciatore prende questa scelta per motivi seri. È vittima di uno stalker, che poi si rivelerà essere un suo vecchio amico ed ex agente di Polizia postale. Nel febbraio del 2017 la vicenda trova finalmente una propria conclusione e verrà poi raccontata da più testate giornalistiche. L’imputato viene condannato a quattro mesi e otto anni e per Quagliarella comincia una nuova vita, che lo porta a 13 reti l’anno scorso. I tifosi del Napoli, venuti a conoscenza della verità, mortificati ringrazieranno il loro beniamino con uno striscione esposto nel corso della partita tra Napoli e Crotone che recitava: “Nell’inferno in cui hai vissuto… Enorme dignità. Ci riabbracceremo Fabio, figlio di questa città”.  Al quale ha poi seguito il ringraziamento di Quagliarella con un post su Facebook:

Un ritorno quello di questo pomeriggio che ha emozionato tutti e che suggella un patto d’amore indistruttibile, anche se qualcuno ha provato vanamente a rompere.

LA PARTITA DI FABIO- Una prestazione da applausi. Quagliarella davanti al suo pubblico, alla sua città mette in mostra il meglio del suo repertorio. Un gol su calcio di rigore al minuto 27’ e tante belle giocate, che fanno tremare i tifosi azzurri, che in qualche modo si sentono anche gratificati e onorati dall’impegno di Fabio che sfoggia colpi di gran classe. Come quando sul finire del primo tempo prova il gol con una sforbiciata volante. Il pallone esce fuori di poco, ma il gesto tecnico resta indelebile nella testa degli spettatori, che ad ogni palla toccata dal giocatore di Castellamare di Stabia trattengono il fiato. Molto apprezzata è stata anche la decisione di Quagliarella di non esultare dopo il gol del momentaneo vantaggio, da lui realizzato.

APPLAUSI-  Una non esultanza che evidenzia ulteriormente il profondo rispetto ed amore che il Quagliarella mostra verso i tifosi della sua ex squadra. Una scelta in passato, probabilmente mai capita o ritenuta , per l’ inconsapevolezza riguardo i retroscena, insufficiente. Il dolore era troppo grande, ma questa volta i tifosi consapevoli hanno apprezzato. La standig ovation al suo cambio suona in molti modi. Quagliarella più che essere perdonato ha ricevuto le scuse da parte dei propri ex tifosi e concittadini. Quegli applausi al minuto 75’ suonano come un richiamo all’attaccante e, soprattutto, al presidente De Laurentiis, partecipe alla standing ovation. Giocatore, che oltre ad essere legatissimo a questa maglia, sarebbe molto utile per le sue caratteristiche tecniche. La sua rapidità, la sua corsa, il suo piede lo farebbero essere un perfetto vice- Insigne. La sua freddezza, i suoi movimenti e il suo spirito di sacrificio potrebbero renderlo un’ottima alternativa a Mertens e a Callejon. Senza dimenticare la sua grande esperienza internazionale, che risulterebbe davvero utile in un anno così importante, e la sua incredibile professionalità che lo renderebbero un modello da seguire (Quagliarella a 34 anni è andato per il secondo anno consecutivo in doppia cifra ed è attualmente in lotta per la classifica cannonieri). Certo sono ipotesi, sogni. Quagliarella è un calciatore della Sampdoria, il capitano, ed è per questo un prezioso patrimonio per la squadra di Ferrero. L’unica cosa certa e ovvia e che a Napoli sarà sempre il benvenuto sia da avversario sia da giocatore del Napoli sia da ex calciatore. Questi tifosi insegnano, infatti, che “Chi ama non dimentica”.

fonte immagine in evidenza:liberopensieronews

Giovanni Ruoppo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui