Cari lettori, come ogni sabato torna WhatsHappening, la rubrica di geopolitica di Libero Pensiero che passa in rassegna ciò che è accaduto nel mondo durante la settimana appena trascorsa. Iniziamo:
PER ISRAELE, HUMAN RIGHTS WATCH È PRO-PALESTINA
Alla vigilia del fine settimana, Israele ha catalizzato l’attenzione internazionale accusando Human Rights Watch di parzialità a favore della Palestina. Tale accusa ha supportato la negazione del visto di lavoro a Omar Shakir, direttore della ONG per Israele e Palestina. Emmanuel Nahshon, portavoce del Ministro degli Esteri israeliano, ha dichiarato che HRW ha «dimostrato più e più volte di essere un’organizzazione fondamentalmente parziale e anti-Israele». Di contro, Iain Levine, vice direttore esecutivo del programma HRW, ha giudicato «deludente» il Governo israeliano che «sembra incapace, o riluttante, di distinguere tra critiche giustificate alle sue azioni e propaganda politica ostile».
ETIOPIA: LEADER E ATTIVISTI OROMO ACCUSATI DI TERRORISMO
Dr Berhanu Nega, Dr Merera Gudina e Jawar Mohammed: sono questi i tre nomi degli attivisti Oromo che sono stati accusati di terrorismo in Etiopia. Il paese africano sta vivendo ormai da mesi sotto uno stato d’emergenza che stenta a risolvere l’alta conflittualità del paese e anzi inasprisce il controllo sulle libertà civili. Non a caso, Merera Gudina è il leader dell’OPC (Oromo People’s Congress), il partito che rappresenta l’etnia Oromo nel paese, mentre Berhanu Nega è un attivista dello stesso partito e Jawar Mohammed, anch’egli attivista, è il direttore esecutivo della Oromia Media Network. 
ELEZIONI PRESIDENZIALI IN ECUADOR AL BALLOTTAGGIO
Il prossimo 2 aprile in Ecuador ci sarà il secondo turno delle elezioni presidenziali. Alla prima tornata elettorale ad avere la meglio è stato il candidato socialista Lenin Moreno, che, con il 39.33% dei consensi, sfiderà il candidato conservatore Guillermo Lasso, il quale è riuscito a raggiungere il 28,11% dei voti. La legge elettorale ecuadoriana impone, difatti, il ballottaggio nel caso in cui nessun candidato riesca a raggiungere il 40% del consenso al primo turno, con almeno dieci punti di vantaggio sul secondo. 
ATTIVISTE FEMEN ATTACCANO MARINE LE PEN
Un’attivista FEMEN ha interrotto la conferenza stampa di Marine Le Pen al Salons Hoche di Parigi, gridando «Marine féministe fictive», ossia “Marine finta femminista“, frase scritta anche sul suo corpo. La donna, senza maglietta, ha fatto irruzione nella sala dove la candidata di estrema destra stava esponendo il suo programma di politica estera, davanti a giornalisti e a rappresentanti di 42 paesi. Le femministe francesi accusano la Le Pen di strumentalizzare la parità di genere per attaccare l’islam e il multiculturalismo.
GIAPPONE, IL GOVERNO SPINGE I CITTADINI NELLA TEMPESTA RADIOATTIVA
Dopo un anno di sostenimento da parte del Governo giapponese, le 6.000 persone evacuate dalla cittadina di Iitate, nel 2011, potranno tornare nelle loro case. Purtroppo la città di Iitate, a nord-ovest dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, è ancora al centro della tempesta radioattiva che ha colpito quella zona. Secondo Greenpeace i livelli di radioattività sono ancora altissimi, sia all’interno che all’esterno delle abitazioni, e tutto ciò potrebbe sicuramente creare dei danni all’organismo delle persone che riprenderanno ad abitare la zona. 
Hanno collaborato: Nicola Capussela, Rosa Ciglio, Elisabetta Elia, Andrea Palumbo, Rosa Uliassi


















































