JAKALA: l'anima reggae della Leonessa. Intervista ad Andrea Somensi

JAKALA è un gruppo reggae bresciano molto noto, soprattutto a livello locale, formatosi nel 2012 per volontà di Andrea Paderno (batterista) e Michele Pellegrini (bassista). Nel giro di breve tempo si sono aggiunti anche gli altri componenti Alberto Greco (voce), Angelica Martin (voce), Davide Bonera (chitarra solista), Andrea Somensi (chitarra ritmica), Daris Trinca (tastiere) e Marcello Colossi (sax) raggiungendo così una formazione completa.

Nel corso degli anni hanno avuto modo di farsi conoscere e apprezzare grazie a una demo di inediti registrata nel 2013, al loro primo disco Idoneo del gennaio 2016 e al loro ultimo lavoro in studio “Sguardi”, uscito il 24 aprile 2018.

Durante la loro carriera hanno avuto modo di esprimersi su palcoscenici importanti e di collaborare con artisti del calibro di Zibba, Africa Unite, The Banyans, Sistah Awa, Mr. T.O Rootical, Ciro Princevibe Pisanelli e Niam &DotVibes Crew. Lo scopo principale dei JAKALA è quello di diffondere la loro musica e di far conoscere il reggae sia come genere musicale che come approccio alla vita quotidiana nella realtà in cui vivono.

La redazione di Libero Pensiero News ha avuto il piacere di intervistare il chitarrista Andrea Somensi che ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande. Di seguito l’intervista completa.

Come e quando avete iniziato a suonare insieme?

«Il tutto è partito nel 2012 dal desiderio di Andrea Paderno (batteria) e Michele Pellegrini (basso), che già suonavano insieme in un gruppo ska locale, di formare un gruppo reggae in quanto appassionati da questo genere musicale. Grazie a varie conoscenze si sono messi in contatto con Andrea Somensi (chitarra ritmica) e Davide Bonera (chitarra solista) e, dopo qualche suonata in sala prove, hanno deciso di provare a formare un gruppo. Con il tempo si sono quindi aggiunti vari elementi fino ad arrivare alla formazione odierna.»

Come mai la scelta del nome “Jakala”? Cosa significa questo termine?

«La scelta del nome in realtà è stata molto casuale. “JAKALA” è il nome del coccodrillo de “Il Libro della Giungla” ed è stato proposto da Andrea (batteria) in quanto legato particolarmente a questo libro. All’inizio è nato tutto un po’ per gioco: suonavamo insieme per divertirci. Agli altri membri del gruppo il nome piaceva e abbiamo quindi deciso di mantenerlo anche quando le cose sono diventate più serie.»

La vostra musica è prettamente reggae, ma presenta contaminazioni funky, soul, roots e dub. Avete dei modelli musicali? Quali artisti vi hanno influenzato principalmente?

«Le nostre principali influenze provengono principalmente dal mondo del reggae iniziando dagli artisti che hanno fatto la storia di questo genere musicale arrivando, poi, ad artisti più contemporanei. Ogni singolo membro del gruppo porta, all’interno dello stesso, il proprio background musicale: nei nostri pezzi e soprattutto durante i live è infatti possibile riscontrare diverse influenze rock o funky. Per quanto riguarda la scrittura dei testi cerchiamo di dare importanza alla cultura e alla lingua italiana e per questo motivo prendiamo esempio da diversi artisti, in particolar modo Africa Unite ed altre realtà cantautorali. A livello strumentale, come già detto, stiamo attenti a mantenere determinate sonorità che hanno caratterizzato questo genere e che con il passare degli anni si sono sempre più affinate.» 

Di recente è uscito il vostro secondo lavoro in studio Sguardi che si compone di 10 brani inediti prodotti da Niam & Dotvibes Crew.  In questo disco avete confermato lo stile di scrittura “conscious” e le tematiche sociali contenute anche nel vostro primo lavoro Idoneo. Quali sono le tematiche affrontate? Che messaggio volete dare attraverso i vostri testi?

«Si, lo stile di scrittura è “conscious” in quanto ci piace parlare di tematiche attuali che, direttamente o indirettamente, ci coinvolgono nella nostra vita personale. I temi affrontati riguardano principalmente la sfera sociale e umana; si passa infatti da quelli più attuali come le migrazioni, ponendo un’attenzione quotidiana alla non discriminazione, a quelli legati alla sfera personale come la relazione con se stessi e con gli altri. Il disco è formato da 10 pezzi, scritti sia in italiano che in inglese, dal nostro cantante Alberto Greco e dal bassista Michele Pellegrini.»

Quali sono i vostri progetti futuri? Con quali artisti vi piacerebbe collaborare?

«Abbiamo avuto l’opportunità di entrare in contatto con Zibba, che appartiene ad un mondo musicale diverso dal nostro, seppur il suo passato riporta in qualche modo alle sonorità reggae. Ci piacerebbe porre la costante attenzione alla lingua italiana ed estenderci ad artisti capaci di trasmetterci un buon messaggio per una crescita di gruppo e consapevoli della nostra cultura d’appartenenza. In particolare, avendo aperto in diverse situazioni i concerti degli Africa Unite, ci piacerebbe poter sviluppare con loro una collaborazione.

Per quanto riguarda i progetti futuri non abbiamo ancora nulla di definito. Diciamo che ci stiamo ancora godendo l’uscita di “Sguardi” che per noi rappresenta non solo un bellissimo traguardo dopo tanto lavoro svolto, ma anche un grande punto di partenza per ciò che ora il futuro ci riserva. Abbiamo comunque diverse idee in mente, ma sono ancora in via di sviluppo.

In questi mesi siamo impegnati nella promozione del disco che continuerà anche per quest’estate in diverse occasioni e città. Tra le varie date, promosse anche sui nostri profili Facebook e Instagram, a luglio suoneremo al Bergamo Reggae Sunfest di Bergamo, mentre ad agosto avremo la possibilità di presentare il disco sul palco della Festa di Radio Onda d’Urto di Brescia in apertura a Ky-Mani Marley

Vincenzo Nicoletti

 

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