Francia, Hamilton insegue record, Ferrari al palo

Ancora una vittoria per Lewis Hamilton, protagonista in sordina di un GP soporifero e più che mai scontato. In Francia va in scena l’ennesima doppietta Mercedes, che più che mai ha in pugno un altro anno di successi, con Hamilton che vola verso record inarrivabili e Valtteri Bottas che accusa il colpo – piazzandosi secondo a parità di macchina, e senza mai impensierire il compagno di squadra. Non precisi segnali in Ferrari nonostante il ricercato step evolutivo, malgrado un podio sul gradino più basso per Charles Leclerc, che ha sfiorato la possibilità della seconda piazza solo all’ultimo giro. Nelle altre posizioni poca gloria per Red Bull (che ormai gira solo sulla vettura di Max Verstappen) e tanta per McLaren, che chiude a punti con entrambi i piloti e lancia Lando Norris improvvisamente sulla bocca di tutti.

Dopo la recente trasferta oltreoceano in Canada, la Formula Uno ritorna in Europa in vista della prossima serie di GP che ci accompagneranno fino alla pausa estiva. Questa volta il Circus ha fatto tappa in Francia, a Le Castellet (nei pressi di Marsiglia), sul tracciato del Paul Ricard, disattendendo però i segnali positivi in ottica mondiale (e non solo) che si erano visti a Montreal.

È solo da pochi giorni, infatti, che s’è ufficialmente arenato il ricorso presentato alla FIA da Ferrari, per la revoca della penalità inflitta a Sebastian Vettel e la conseguente riassegnazione del GP del Canada al tedesco. Questa volta, in Francia, poco rancore verso un campionato che, a questo punto della stagione, difficilmente potrà cambiare tendenza e premiare Maranello.

Step evolutivi non sufficienti in casa Ferrari

Sebbene però in Canada il comportamento della SF90 fosse sembrato addirittura in grado di mettere in dubbio lo strapotere Mercedes, le caratteristiche non molto delineate del Paul Ricard, tendenzialmente ibrido ma orientato a prediligere monoposto con elevato carico aerodinamico, ha di nuovo portato la Ferrari diversi passi indietro da Mercedes.

Un importante aspetto in Francia è infatti il carico richiesto nei cambi di direzione, che sono quasi equiparati in quantità tra curve con raggio ridotto e curve con raggio elevato. O ancora la lunghezza dei rettilinei, con una differenza di ben 600 metri tra il più breve e il più lungo, che ha profilato a ciascuna scuderia (almeno tra i propulsori migliori) almeno due strade perseguibili, tra una configurazione dall’elevato carico verticale o con bassa resistenza all’avanzamento frontale. In tal senso, lo step evolutivo di Ferrari non ha reciso totalmente dalle filosofie concettuali di partenza della SF90, anzi ha introdotto solo pochi accorgimenti necessari a reinventarsi sulla falsariga Mercedes, alla ricerca di un maggiore carico verticale in curva.

Il terzo settore del circuito a Le Castellet (in Francia) risulta il più critico per quanto riguarda l’aerodinamica (Ferrari), con la famigerata Courbe de Signes, una delle poche curve del calendario che si percorre a tutto gas.

Novità che praticamente in Francia si sono concentrate tutte in corrispondenza dell’alettone anteriore, tanto che le nuove variazioni in forma e dimensioni delle alette e paratie verticali hanno modificato in parte la direzione di smistamento dei flussi d’aria.

Dato che l’attuale regolamento tecnico ha reso fissa la distanza del fondo vettura dal suolo (escludendo così assetti di tipo rake), il modo migliore perché si contribuisca a un corretto indirizzamento dei flussi dall’anteriore risiede nella configurazione dell’ala stessa. In Formula Uno, infatti, il compito principale della complessa serie di vortici che si formano all’anteriore è quello di isolare il corpo vettura dagli effetti nocivi delle ruote anteriori.

I flussi d’aria, indirizzati poi dai bardgeboardproseguono il loro cammino ai lati del fondo scalinato, aumentando la velocità dell’aria e diminuendone la pressione (formare delle zone di bassa pressione al di sotto del corpo vettura fa sì che questa venga attratta verso l’asfalto favorendo l’effetto suolo).

Ausilio grafico sulla scorsa vettura Ferrari (SF71H), che mette in evidenza la direzione del flusso vorticoso che l’alettone anteriore indirizza ai lati della monoposto. Ed è proprio su questi aspetti che Ferrari è intervenuta per il Gran Premio di Francia.

Queste soluzioni sono all’ordine del giorno in F1, per quanto vadano studiate al dettaglio e sicuramente in Ferrari hanno contribuito in positivo allo sviluppo di un settore (aerodinamico) che finora sembra esserne il tallone d’Achille. Poco però a confronto delle prestazioni al limite in casa Mercedes, che si sono comunque dimostrate migliori malgrado i problemi di blistering accusati nell’ultima frazione di gara sulla macchina di Lewis Hamilton.

Penalità e pugno fermo all’ultimo giro

Nell’ultimo giro del Gran Premio di Francia è successo molto più che nell’intera gara: una battaglia a tre per il settimo posto fra RicciardoNorris (alle prese con noie idrauliche che gli hanno reso la vettura ingestibile) e Raikkonen, che si è conclusa con la doppia penalità al pilota australiano della Renault.

Nonostante tutti e tre abbiano oltrepassato i track limits, solo Ricciardo è stato penalizzato e per giunta due volte, con altri 5 secondi che gli si sono aggiunti per impeding su Norris, passando così dalla settima all’undicesima posizione.

Di certo è un altro episodio che porta a interrogarsi su come alcune regole, che ci sono e sono state applicate, collidano con la natura “maschia” della F1. Sarebbe d’auspicio, comunque, che molte delle decisioni vengano prese tenendo conto della testimonianza diretta e fisica di un pilota o dei piloti coinvolti, o che in presenza di controversie si decida di non intervenire e rischiare di bruciare i pochi momenti emozionanti di un Gran Premio.

I regolamenti vanno bene, purché vengano applicati con cognizione e quando effettivamente serve, senza correre cioè il rischio di un’eccessiva fiscalità che sotto a un casco e a diverse centinaia di chilometri all’ora anche i migliori piloti non sono capaci di tenere in considerazione.

Lando Norris, pilota di giornata in Francia

Tutto di guadagnato per l’inglese della McLaren, Lando Norris. Un weekend che lo ha incoronato driver of the day secondo buona parte degli appassionati mondiali di F1, e che ha concluso a punti al di là di una vettura ingestibile. Buona uscita quindi della stessa McLaren, che ha piazzato anche Carlos Sainz in top 10.

Tutto perfetto fino all’ultimo giro per Lando Norris, costantemente sulla bocca della telecronaca dall’inizio del Gran Premio. Pilota più giovane in pista, quasi un ’00, e con alle spalle già tanta gavetta nelle formule minori. Solo tre anni fa, infatti, iniziava a trionfare nel campionato di Eurocup Formula Renault 2.0, passando dopo dalle parti della Formula 3 e nel 2018 in Formula 2.

È qui che infervora un’entusiasmante corsa a due con George Russell (ora in Williams), con quest’ultimo che alla fine si laureerà campione.

Un nome altisonante nella Formula 1 del futuro, che già pullula di nuove promesse e che in questi video possiamo apprezzare al netto del suo talento, lì dove è ancora importante il ruolo della competizione su pista alla pari, ruota a ruota. Tanto che pochi minuti di Formula Renault possono quasi sopperire allo scialbo classico pomeriggio tecnico e strategico di Formula Uno in Francia. In fondo, tuttavia, che lo spettacolo preferisca virare altrove, verso altre competizioni su ruote, non lo scopriamo solo oggi. Anzi, è bene che chi sia interessato solo a quello cambi canale, per il benessere suo e di tutti.

Nicola Puca

Fonte immagine in evidenza: automoto.it

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