L’indomani del crollo verticale dei consensi di Forza Italia alle Regionali (con addirittura il sorpasso avvenuto in Emilia Romagna, con la Lega secondo Partito) , i malumori all’interno del Partito cominciano ad acuirsi sempre di più. Ed il benservito a Berlusconi proviene dall’ex Tesoriere Maurizio Bianconi, il quale ha esclamato:“Presidente Berlusconi, le vogliamo bene, ma per il bene di tutti prenda Doris, gli amici del Patto (del Nazareno, ndr), i volti nuovi, i selezionatori, quelli che si autodefiniscono ‘fedelissimi’ anche adesso che è sfumata l’ipotesi di una candidatura, e vada a fare il suo nuovo partito lasciando a noi, immeritevoli, ingrati, che osiamo pensare e rispettare gli elettori, il compito di tentare con Forza Italia, finalmente all’opposizione, il riscatto e la rinascita del centrodestra”.

Nessun giro di parole, dunque, da parte di Bianconi, che apre una frattura nella vecchia guardia, e che prosegue con una richiesta di chiarimento definitivo, perché “Tutto ciò è drammatico ma inevitabile poiché, a quanto pare, non imposta niente a nessuno se dei 13 milioni di italiani che credevano in noi sono rimasti 2 o 3 milioni che, pur maledicendoci, non si rassegnano e sui quali dobbiamo fondare il nostro riscatto”.

Nel mirino naturalmente anche Ennio Doris, Presidente di Banca Mediolanum, che sembra il maggiore sponsor e sostenitore delle scelte politiche dell’ex Presidente Berlusconi, che sul Giornale in un’intervista aveva espresso apprezzamento per l’asse Renzi-Berlusconi, dichiarando che “Lavorando insieme stanno dimostrando di avere senso dello Stato”, e sul Patto del Nazareno aveva detto:“Toglie voti ad entrambi, ma è vitale per l’Italia”.

Nel mirino degli esponenti critici di Forza Italia anche l’operazione Villa Gernetto, e cioè la selezione dei volti nuovi giovani per il rilancio di Forza Italia, definita “L’X-factor della politica”, un tentativo di rottamazione che i “vecchi” non hanno gradito. Soprattutto per le scelte tempistiche, criticate sempre da Bianconi:“Tutto a 48/24 ore dalle elezioni, quasi a danneggiare ancor di più un partito già provato da errori ripetuti, patti vari, interessi estranei, comportamenti ondivaghi, faide locali, dirigenti territoriali impresentabili, assenza di linea politica coerente, assaltato da destra e da sinistra”.

La questione Villa Germetto ha provocato anche un battibecco su twitter fra NCD e FI, con Fabrizio Cicchitto che ha parlato di “Villa Germetto come Cinecittà negli anni Cinquanta di De Sica: volti nuovi per il cinema”. La replica della Responsabile comunicazione di FI, Deborah Bergamini, non s’è fatta attendere:“Cicchitto di anni ’50 se ne intende. E’ più o meno da quegli anni che fa il politico”. Cicchitto ha poi ribattuto, dicendo:“Non capisco proprio perché Debora Bergamin, evocando me e gli anni ’50, atacchi così obliquamente Berlusconi”.

Contro le tesi di Bianconi anche il Consigliere Politico di Forza Italia Giovanni Toti, che passa al contrattacco, dicendo:“Elencare in modo confuso elementi diversi ed eterogenei per confezionare un indigeribile minestrone di critiche non solo è un’attività autolesionista ma è anche ingeneroso per chi dal nostro movimento ha avuto ben più di altri che meritavano forse quanto lui”.

Pier Gaetano Fulco

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