AFRICAN CONTEMPORARY ART. Simboli e altri segni. Opere dalla collezione di Mino Sorvillo - Fonte: African Contemporary Art
AFRICAN CONTEMPORARY ART. Simboli e altri segni. Opere dalla collezione di Mino Sorvillo -

African Contemporary Art. Miti, Simboli e altri segni – Opere dalla collezione di Mino Sorvillo è la mostra sull’arte africana inaugurata il 16 dicembre 2023 al Museo-FRaC Baronissi, la prima in ambito meridionale e campano a presentare un ampio ventaglio di dipinti e sculture di artisti africani contemporanei appartenenti alla generazione che ha operato nel corso della seconda metà del XX secolo e primi del Duemila, insieme a un repertorio di oggetti, feticci, maschere della cultura dei popoli dell’Africa sub sahariana.

Questa mostra si inserisce in un mercato caratterizzato da un’ampia crescita dell’interesse per l’arte africana contemporanea a livello internazionale: si pensi a 1-54 Contemporary African Art Fair di Touria El Glaoui, la prima fiera dedicata a questo tema con edizioni nelle città di Londra, New York, Marrakech e Parigi.

Filo conduttore delle opere dell’African Contemporary Art è, come dice il titolo stesso, unire in dialogo miti, simboli e segni della cultura africana con il mondo contemporaneo; lo scopo è quello di offrire all’osservatore una diversa prospettiva attraverso cui guardare l’arte e la cultura di popoli altri che non sia filtrata dalla lente occidentale, con tutti gli stereotipi che ne conseguono.

E questo è sempre più necessario in una società come la nostra caratterizzata da un uso massiccio della tecnologia, che il più delle volte viene utilizzata per modificare le immagini proposte in base a modelli prestabiliti e che quasi sempre non tengono conto delle differenze culturali tendendo, al contrario, alla omologazione, il che porta anche inconsciamente alla crisi delle diverse identità e unicità che rappresentano una ricchezza da preservare. Allo stesso tempo, però – e questo è il potere dell’arte -, è proprio attraverso la riflessione su ciò che ci distingue che è possibile riconoscere gli elementi che ci accomunano e, dunque, entrare in empatia con l’altro.

La mostra African Contemporary Art. Miti, Simboli e altri segni di Baronissi contiene cinquantaquattro opere appartenenti alla collezione di Mino Sorvillo, che è tra i principali collezionisti europei dell’arte del continente africano, ed è curata dal prof. Massimo Bignardi, direttore del Museo-FRaC Baronissi, il quale a proposito delle intenzioni avute con Sorvillo con riguardo all’esposizione afferma: «Il nostro desiderio era ed è quello di tenere insieme, anche misurando arbitrarie vicinanze, linguaggi estetici formali che dalla tradizione rituale, ovvero dal repertorio di oggetti, di maschere, di feticci, presi dal mondo magico, dal simbolico, fossero transitati nell’immaginario creativo di tanti artisti che, dagli anni Quaranta, hanno dato vita a una nuova stagione dell’arte africana».

AFRICAN CONTEMPORARY ART. Simboli e altri segni. Opere dalla collezione di Mino Sorvillo

In particolare, gli artisti presentati sono Mandu Mmatambwe Adeusi (1914-1984), Edward Saidi Tingatinga (1932-1972), Kasper Henrik Tedo (1921), Simon George Mpata (1942-1984),Omari Amonde (noto come JaJamonde 1940), Pierre Camille BODO (1953), Paulo Kapela (1947-2000), Jak Katarikawe (1940), George Lilanga (1934-2005), Esther Mahlangu (1936), Kivuthi Mbuno (1947), Hashim MRuta (1942), Cyprien Tokoudagba (1939-2012), Mohamed Charinda (1947-2021) e Twin Seven Seven (1944-2011). Si affiancano, in alcuni casi anche come continuità stilistica, figure di artisti più giovani, quali Cheri Samba (1956), Stephen Kasumba (1960), Roumauld Hazoumé (1962), Maurus Michael Malikita (1967), Meek Gichugu (1969) e Didier Ahadsi (1970).

Sarà possibile visitare la mostra fino a domenica 25 febbraio 2024.

Mariella Rivelli

Nata e cresciuta a Potenza, in Basilicata, dove ho conseguito un diploma di maturità classica, ho studiato poi a Napoli Mediazione Linguistica e Culturale e Letterature e culture comparate. Curiosa, appassionata di lingue e culture straniere, amante della lettura, della scrittura e di ogni manifestazione culturale, durante le mie esperienze di studio e di lavoro all'estero ho imparato che non si possono esplorare e apprezzare mondi diversi senza conoscere il proprio. Credo fermamente che la determinazione sia fondamentale per raggiungere i propri obiettivi.

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