Esclusioni eccellenti e moduli discutibili. Il mondiale non è ancora iniziato e per Jorge Sampaoli, commissario tecnico dell’Argentina, piovono già critiche, condizionate in parte anche da una fase di qualificazioni non proprio serena per la Selecciòn.  Al centro delle polemiche ci sono le scelte proprio del tecnico ex Siviglia, il quale, oltre ad escludere giocatori come Mauro Icardi, protagonista di una delle sue migliori stagioni, in conferenza stampa ha deciso di voler puntare su un modulo decisamente atipico quale il 2-3-3-2, considerato dai più come un modulo troppo offensivo per un calcio come quello moderno che fa dell’equilibrio il suo punto di forza e, per tale ragione, probabilmente anacronistico.

IL 2-3-3-2: UN MODULO, TANTI DUBBI – Che si tratti di grande intuizione o di fallimento bisogna riconoscere che quello di Sampaoli è sicuramente un grosso azzardo,  soprattutto considerando che, se confermata, questa scelta potrebbe decidere le sorti dell’Argentina in una competizione come il mondiale. Certo, lo dicono anche molti allenatori:  l’importante non è il modulo, ma l’atteggiamento e l’interpretazione che il giocatore riesce ad offrire. Il calcio, si sa, è fatto di scelte. Basti pensare che Del Bosque con la decisione di schierare il non attaccante o falso nueve è riuscito ad aggiudicarsi nel 2012 un europeo, esprimendo comunque un gioco di qualità elevatissima per una nazionale. Ma viene da chiedersi come può una squadra, formata da calciatori abituati all’estremo tatticismo di difese a tre o quattro, riuscire a calarsi in ruoli del tutto atipici e quasi estranei al calcio moderno? E che gioco e garanzie offrirebbe una squadra che durante la fase precedente ha stupito in negativo, mostrando più fragilità che solidità? L’Argentina è una squadra composta da tantissimi giocatori fenomenali, ma soprattutto offensivi. Un modulo del genere, interpretato da questi calciatori, sicuramente da un lato potrebbe esaltarli (gioco offensivo per giocatori offensivi) ma dall’altro potrebbe limitarne fortemente le qualità, poiché soprattutto gli esterni sarebbero costretti a correre più del solito in fase di non possesso. Insomma più che pensare che ad una rivoluzione come quella del falso nueve di Del Bosque, questa scelta di Sampaoli, potrebbe far la fine del 4-2-4 di Ventura, ovvero di un sistema di gioco, che, sebbene offensivo, rischierebbe di sfiancare i giocatori riducendone enormemente le qualità in zona gol. È ancora presto per giudizi definitivi e  molto dipenderà dalla formazione, intesa più come scelta di uomini che di schemi, che Sampaoli schiererà. Senza ciò sembra quasi impossibile ipotizzare un qualsiasi schema di gioco, la cui unica certezza sembra fino a questo momento sua maestà Lionel Messi.

LE ESCLUSIONI ECCELENTI – A rendere la posizione di Sampaoli ancora più rischiosa sono state le sue scelte in fase di convocazione.

Icardi
Icardi

Non passa di certo inosservata l’esclusione di Mauro Icardi, capocannoniere della serie A in concomitanza con Immobile, autore di ben 29 gol in campionato, a favore di Gonzalo Higuaín, che pur avendo maggiore esperienza internazionale ha segnato meno, o di Pavón, attaccante ventiduenne del Boca Juniors, che ha esordito soltanto lo scorso Novembre nella Nazionale Maggiore. Un’esclusione davvero eccellente, considerando specialmente la rapacità di Maurito in zona gol, la disponibilità al pressing alto (tipica anche del Pipita), qualità messa in mostra nella parte finale di questa stagione e soprattutto la sua straordinaria capacità di essere decisivo nelle partite che contano. Non solo Icardi, sul taccuino degli esclusi ci sono anche altri due “italiani”, quali Perotti e soprattutto il Papu Gomez autore di una buona stagione con l’Atalanta e di buone prestazioni con la Selección e molto stimato in Argentina. Considerando il singolare modulo le decisioni sono state prese in base soprattutto in base alla duttilità, oltre che sulle qualità tecniche dei singoli ed ecco spiegata l’esclusione di giocatori così offensivi.

Insomma, per Sampaoli questo Mondiale non è ancora iniziato, ma deve già far i conti con tante critiche e tanti dubbi. Riuscirà a far ricredere tutti? Lo scopriremo  soltanto a partire dal 16 Giugno, data della partita con l’Islanda e dell’inizio di una competizione che si annuncia agguerritissima.

Fonte immagine in evidenza: FIFA.com, ANSA.it

Giovanni Ruoppo

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Nato a Napoli 9 Gennaio 1996. Diplomato al liceo Ginnasio Statale Vittorio Emanuele II di Napoli, frequenta l'università Federico II di Napoli al dipartimento di Lettere Moderne.