Il tempio della velocità, l’università della Formula Uno, il tracciato preferito del Kaiser Schumacher (6 vittorie) e quello dove Raikkonen si è intitolato king – un po’ di tempo fa, con 4 vittorie in pochi anni. Quest’anno all’albo si aggiunge per la terza volta anche Sebastian Vettel, che ha vinto la prova a Spa giungendo primo, davanti a Lewis Hamilton e Max Verstappen. A completare le prime due file, Valtteri Bottas, penalizzato al via dalla sostituzione del motore e autore comunque della rimonta che lo porta al traguardo con punti importanti nell’ottica costruttori. Ottimo piazzamento, invece, in casa Force India, in quinta e in sesta con Perez e Ocon, davanti alle due Haas. Chiudono Gasly ed Ericsson la top ten, ritiro per Raikkonen e Ricciardo.

Gara che ha quindi rilanciato Vettel alle spalle dell’Inglese a un ritardo di sole 17 lunghezze, e lo stesso ha fatto con Ferrari che, nonostante il weekend buio di Kimi Raikkonen e gli appanni visti al rientro della pausa un anno fa, ha dimostrato di essere in grande spolvero (in vista dell’appuntamento casalingo prossimo a Monza). Il supporto alla Ferrari di certo non manca, soprattutto in quanto a spinta, con le conferme positive che ha dato il nuovo aggiornamento alla PU, il quale ha fornito i cavalli necessari a Vettel per competere e avere ragione di Hamilton fin dal primo di giro.

Vitale la scelta di tempo del Tedesco, che ha infilato Hamilton nel rettilineo del Kemmel prima che la direzione interrompesse la gara per la Safety Car. Un plauso, quindi, lo si fa anche a Charlie Whiting – poche volte rientra in veste benigna -, che ha atteso il momento giusto per richiamare Maylander.

Il resto della storia a Spa non regala notevoli emozioni, non foss’altro per i pochi (e maturi, strano a dirlo) sorpassi di Max Verstappen e un emozionante duello nelle retrovie tra Sauber e Toro Rosso. Non riesce a fare undercut la Mercedes, che con Hamilton resterà all’ombra di una Ferrari a dir poco perfetta, staccati di pochi secondi finché nelle ultime battute l’inglese deciderà di aumentare il gap e salvaguardare potenza.

Nota a margine d’obbligo al compianto Kimi Raikkonen, vittima preferita della sfortuna e tra i migliori piloti con i crono fatti registrare fino al Q3 di sabato, dove è costretto ad abdicare per mancanza di carburante, senza compiere nuovi tentativi e col tracciato in miglioramento (dura disattenzione da perdonare al muretto Ferrari). Dalle indiscrezioni Iceman sarebbe anche vicino ad un ulteriore rinnovo, eppure dalla griglia scatta in sesta posizione, dietro le due nuove (vecchie) Force India, e il ritiro che ne verrà dopo – per cause assolutamente rare – passa in secondo piano alla vittoria del collega.

E di qui il primo punto all’ordine del giorno. Il motorsport, e in particolare la F1, nasce nell’intento di offrire una competizione fra team (e il passato racconta di non pochi episodi importanti decisi dalle seconde guide), eppure ad oggi i riflettori puntati a priori in certe direzioni rischiano di snaturare la competizione che solo un paio di scuderie e qualche outsider di turno possono alimentare, di fatto dimezzandone il numero di componenti attivi a causa delle spalle bloccate dalle prime guide.

Insomma, finché la competizione ai livelli alti non si allarga agli altri team, ad altri piloti, coinvolgerli nello show al di fuori delle regole paventate tra i contratti milionari che firmano potrebbe ritornare un buon biglietto da visita per la F1 futura.

E di qui al secondo punto all’ordine del giorno. Del concept di una Formula Uno innovativa fa parte anche quello che in tanti hanno definito abominio e che, intanto, ha probabilmente salvato la vita a un giovane ragazzo nell’incidente al via (con la vettura di Alonso che è praticamente decollata sopra un’Alfa Romeo Sauber). Parliamo ovviamente dell’Halo. Al di là delle dinamiche e delle più strampalate delle proiezioni che magari dimostrino anche che il casco di Leclerc non sarebbe stato urtato nemmeno da una foglia, a Spa ha vinto la sicurezza. Una vittoria per chi segue questo sport, ma soprattutto per chi lo pratica e può spingere al limite e dare tutto sapendo di rischiare veramente poco (in relazione al passato), come ha dimostrato Valtteri Bottas nella manovra di sorpasso su Brandon Hartley all’Eau Rouge.

Dunque, al netto di questa prova di Mondiale a Spa ritroviamo un Sebastian Vettel rasserenato, che è gran cosa visto il diavolo per capello che gli era saltato sabato pomeriggio.

Un saluto speciale, da questo pillolone, lo diamo a Fernando Alonso, che il 14 agosto scorso ha pubblicamente annunciato il suo ritiro dalla F1 a fine stagione. Un senatore, pilota eccezionale, e di una cultura e dedizione sportiva assolutamente fuori dal comune. Mancherai, ma finalmente non avrai più Hulkenberg tra i piedi:

Appuntamento a Monza, see you soon!

Nicola Puca

Fonte immagine in evidenza: automoto

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